22 esami in tre anni, una bella sfida

“E’ una facoltà interessante e ricca di stimoli, soprattutto per chi è curioso. Grazie alla capillare organizzazione della didattica, si possono seguire corsi, seminari, convegni, si può sempre trovare qualcuno nelle ore di ricevimento ai dipartimenti. Tutte cose importantissime per uno studente. Ecco, se dovessi dare un consiglio a chi si iscrive ora direi di ‘vivere’ la Facoltà a tutto tondo”, suggerisce Alessia Giaccari, Presidente del Consiglio degli Studenti di Facoltà. La nuova organizzazione in semestri “credo che aiuti di più i ragazzi. Prima, quando mi sono iscritta io, si dovevano seguire più corsi e preparare tutti gli esami insieme, con il rischio di rimanere indietro. Con il nuovo sistema c’è più possibilità di scelta e si è realizzata una perfetta alternanza tra corsi ed esami. L’unica cosa che ritengo negativa, è il numero degli esami. Penso al triennio e a quei 22 esami, idoneità comprese, che costituiscono una bella sfida per gli studenti”. 
“Si, però per chi dimostra di avere una certa elasticità e senso di responsabilità non è un grosso problema – interviene Dino Maiella, rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà- Forse, alla lunga, spaventano più i 35 esami complessivi, tra triennio e biennio. Quello che mi preme segnalare, invece, è la questione dei programmi d’esame, penso che dovrebbero essere calibrati meglio. Procedura penale, per esempio, è una materia che vale ancora un programma da 700 pagine (circa il doppio di quelle che dovrebbe avere, stando ai crediti assegnatigli). Inoltre abbiamo notato che spesso i programmi si ripetono, tra triennio e biennio, cioè si torna sugli stessi argomenti. Non so se questa è una politica giusta”.
“La questione degli esami per noi è fondamentale. Sono convinta che lo sia anche per i docenti – continua la presidente degli studenti- Per questo ci si sta già confrontando sulla possibilità di creare un piano di studi ex novo, che sia alternativo a quelli esistenti (oggi a Giurisprudenza ci sono due Corsi di Laurea che hanno piani di studio speculari tra loro, eccettuate poche ed insignificanti differenze). L’offerta didattica può e deve migliorare, mettendosi progressivamente al passo con i tempi e con le mutate esigenze delle professioni giuridiche”.
Quali battaglie il Consiglio degli studenti ha affrontato o deve affrontare? “Abbiamo già preteso ed ottenuto il rispetto degli orari di ricevimento da parte dei professori, un momento fondamentale soprattutto per gli studenti del vecchio ordinamento che, non avendo più corsi da seguire (con l’entrata del 3+2, infatti, sono stati disattivati), si affidano al lavoro svolto nei dipartimenti per integrare la loro preparazione all’esame”, sintetizza Giaccari. “Poi abbiamo chiesto il calendario di esami annuale invece che per singola sessione, ma i professori hanno obiettato di non essere in grado di fissare delle date a grande distanza di tempo. Dunque abbiamo trovato un punto d’incontro: il calendario della sessione successiva dev’essere comunicato già alla fine della sessione precedente”.
(M.M.)
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