“Anatomia non è memoria, è ragionamento”

“Non si può essere medico senza conoscere l’anatomia”. Poche e semplici parole con cui il prof. Vincenzo Esposito, ordinario di Anatomia alla Facoltà di Medicina, racconta l’importanza della disciplina anatomica. “Assiduità, buon volere ed esperienza sono le doti di un anatomista”, aggiunge. E, citando una frase di Bradbury contenuta in Fahrenheit 451, ammonisce: “Se nascondi la tua ignoranza, nessuno ti darà una bastonata, ma tu non imparerai mai”. 
Anatomia, è una disciplina fondamentale del secondo anno della laurea specialistica in Medicina e Chirurgia, il cui corso dura due semestri, il secondo del primo anno e il primo del secondo anno. Esame di quelli “tosti”, da tachicardia come lo abbiamo definito nelle pagine di Ateneapoli di qualche numero fa, tanto che a marzo il prof. Esposito ha aperto la prima lezione del suo corso proiettando una slide dell’articolo. “Non possiamo tollerare l’ignoranza – sostiene con piglio deciso – Due casi di cronaca riportati dai giornali la dicono lunga: il primo racconta di un uomo con dolori addominali a cui nessuno dei tre ospedali dove si è recato ha saputo diagnosticare un aneurisma dell’aorta addominale. Un’altra persona è morta per lo scoppio improvviso dell’aorta, individuato con 24 ore di ritardo e scambiato per un banale dolore intercostale”. 
Insomma, “l’attenzione agli esami e la pretesa della prova al microscopio dimostrano quanto curiamo la preparazione dei nostri studenti”, afferma il docente. Già, perché studiare Anatomia significa imparare ottocento pagine di articolazioni, organi e muscoli. Attenzione, però, perché “anatomia non è memoria; anatomia è ragionamento. Ciò che consiglio sempre ai miei allievi è di avere una visione d’insieme del corpo umano. Per questo motivo sono contrario allo sdoppiamento dell’esame, che pure c’è stato in passato, allorché lo si sosteneva per apparati: lo studente deve conoscere tutte le parti che compongono il corpo umano”.
Indispensabili, per Esposito, gli aspetti microscopici delle strutture umane. Replicando alle accuse di qualche allievo “allergico” alla prova col vetrino (che, si dice, aumenti ulteriormente le difficoltà dell’esame), commenta: “Sono trent’anni che l’analisi al microscopio è parte integrante dell’esame, tant’è che il prof. Mezzogiorno non faceva sostenere Anatomia senza aver passato prima la prova di Anatomia microscopica. La verità è che gli studenti prendono sotto gamba i laboratori, credendo che siano lezioni dove si può sonnecchiare dopo la pausa pranzo”. E  pensare che il docente aveva messo in guardia i ragazzi sin dall’inizio di quest’anno accademico. “A più riprese ho ribadito loro che i laboratori sarebbero stati oggetto d’esame. Tutti sapevano che la prova al microscopio sarebbe stata propedeutica al prosieguo dell’esame, come del resto lo è da sempre. Secondo me – taglia corto Esposito – si lamentano gli studenti che studiano poco e male, quelli che si preoccupano più di riempire il libretto che di curare la propria preparazione”. 
La prova al vetrino 
deve avere
valore d’esame
Bocciata anche l’idea di una prova al vetrino come verifica senza voto, così come proposta da qualche studente. “L’anatomia microscopica è metà del programma d’esame. Gli iscritti a Medicina devono saperne di più degli infermieri. Pertanto, deve esserci una verifica attenta, e quindi col voto. Insomma, la prova al vetrino deve avere valore d’esame”. E conclude: “Sa perché la diagnosi al microscopio fa paura? Perché gli studenti devono confrontarsi con una serie di sintomi che possono essere alla base di una patologia. Stiano attenti però, perché l’esame vero non è quello che sostengono innanzi a noi, ma quello che faranno al cospetto del paziente”. 
Il prof. Esposito smentisce anche la voce che voleva un incremento di bocciati nella sessione di febbraio. “In realtà ci sono stati due appelli. Nel primo nessun allievo è stato bocciato, nel senso che chi non ha superato l’esame (la quasi totalità, ndr) è stato invitato a seguire i laboratori – che ho diretto personalmente – per due settimane per poi ripetere la prova a febbraio. Ebbene, quasi tutti i rimandati hanno poi passato l’esame nel secondo appello, che si è concluso col 75% dei promossi”. 
Prossimo appuntamento il 22 maggio, finestra d’esame riservata esclusivamente ai ripetenti; seguiranno un preappello a fine giugno e quello ufficiale di luglio per tutti gli iscritti in corso. Una postilla: “L’anatomia non è difficile; è il corpo umano ad essere complesso. In ogni caso, nulla è difficile se si studia con la voglia di capire l’oggetto del proprio lavoro. In tal caso, non c’è niente di più bello e semplice del corpo umano”. Parola di Vincenzo Esposito.
Paola Mantovano 
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