“Chiediamo la propedeuticità di Pubblico e Privato”

“Occorre conoscere bene le fonti e i principi di base. Per questo chiediamo la propedeuticità almeno di Diritto Pubblico e Diritto Privato per quanto riguarda i contratti. Ma sono importanti anche le conoscenze di Diritto Commerciale, Internazionale ed Economia Aziendale – spiega la prof.ssa Paola Coppola – Di solito si parte dal limite del conto economico, ma se non si conoscono le regole e i principi civilistici non si possono comprendere nemmeno quelli fiscali. Anche descrivere il meccanismo impositivo legato al contratto leasing, o le regole di un’attività commerciale, presuppone la conoscenza delle regole e dei contratti”. E’ una materia in continuo aggiornamento. “Le discipline giuridiche regolamentano gli istituti e sulla nostra, in particolare, il legislatore interviene continuamente. Questo è il motivo per cui il nostro testo, ormai alla decima edizione, viene aggiornato ogni anno con le modifiche più rilevanti. A lezione, poi, cerchiamo di dare agli studenti un quadro degli interventi più recenti, ma all’esame nessuno chiede aggiornamenti ad horas. Chi vuole diventare  Dottore Commercialista ha l’obbligo, però, di aggiornarsi quotidianamente”. Nel tempo sta cambiando anche la gerarchia delle fonti, perché gli interventi dell’Unione Europea diventano sempre più capillari, con ripercussioni sempre più forti sui sistemi nazionali. L’esame non è obbligatorio per tutti i Corsi di Laurea. Ad eccezione di Economia Aziendale ed Economia e Commercio, per gli altri rappresenta una scelta. “C’è un fraintendimento di fondo. I ragazzi immaginano che questa materia serva solo per la libera professione. In realtà, è utile anche per inserirsi in ambito aziendale, imprenditoriale o nella pubblica amministrazione, dove è obbligatorio conoscere il sistema dei tributi. Gli studenti dovrebbero privilegiare una formazione di base più ampia e fondante”.
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