“E’ un’esperienza culturale importantissima”

“È un’esperienza culturale importantissima. Ho lavorato in Francia, presso una banca. Svolgevo una mansione tutto sommato banale, perché facevo il cambiavalute ma ho avuto la possibilità di migliorare il mio francese e di incontrare persone di altri paesi”, racconta il prof. Paolo Stampacchia, docente di Economia e Gestione delle Imprese, ricordando la sua avventura in AIESEC nel 1968, nel corso dell’incontro organizzato dal Comitato Locale dell’associazione internazionale che accoglie gli studenti delle facoltà economiche e sociali provenienti da più di 85 paesi e da 800 università. Ogni anno, l’associazione organizza un’assemblea nella quale illustra agli studenti più giovani le opportunità di crescita (scambi tra giovani di diversi paesi, promozione di stage) offerte a coloro che decidono di aderire al gruppo, avvalendosi di  testimonianze e racconti. La riunione di ‘reclutamento’ si è svolta giovedì 27 ottobre nell’Aula A4 di Monte Sant’Angelo. 
“Ho avuto l’occasione di ospitare uno studente palestinese a Napoli per uno stage presso la Camera di Commercio” racconta ancora il prof. Stampacchia che in passato ha caldeggiato la riapertura di un comitato AIESEC a Napoli, chiuso per una decina di anni. “Ricordo l’anno in cui organizzammo il convegno nazionale a Sorrento. Pensate che esperienza e che contesto”, prosegue il professore il quale, rivolto agli studenti presenti in aula, cita l’esperienza di alcuni laureati che grazie all’associazione e alla rete, hanno avuto delle importanti opportunità di lavoro all’estero (Olanda, Inghilterra, Stati Uniti). 
“Si lavora in gruppo e, insieme, si portano avanti dei progetti” spiega Maria Rosaria Rispo, responsabile dell’area finanze e relazioni esterne, che, brevemente, illustra le diverse opportunità di stage che l’Aiesec offre “gli ambiti sono di tipo manageriale, linguistico, tecnologico. O anche esperienze lavorative presso le organizzazioni non governative”. 
“L’anno scorso ero dall’altra parte e, devo ammettere, fa un certo effetto pensare che ora ricopro un incarico all’interno dell’associazione” afferma Davide Moleti, nuovo responsabile per gli stage, che illustra alla platea dei partecipanti la sua attività, “contatto le aziende per proporre loro stage a carattere internazionale”. Le motivazioni che lo spingono a lavorare per l’associazione: “questa esperienza mi ha permesso di vedere le cose in maniera diversa, perché ho avuto un contatto diretto con associazioni, studenti, istituzioni e aziende”. Luigi Masucci, studente all’Università Parthenope ed ex presidente del Comitato Aiesec di quell’ateneo, racconta le sue esperienze all’estero. E’ stato in India per partecipare all’ultima conferenza annuale e in Equador, “ho trascorso due mesi laggiù e ho lavorato con le  persone del luogo. Ho imparato ad affrontare situazioni e condizioni delle quali non sapevo nulla”. “Speriamo che chi entra nell’associazione, possa sviluppare delle capacità, crescere, avere la possibilità di acquisire delle cariche e poi, magari, partire per un’esperienza formativa e lavorativa all’estero o effettuare uno scambio” aggiunge Giuseppe Parità.  “Significa vivere l’università con altre prospettive. L’unico modo per capire il valore di AIESEC, è andare oltre il comitato locale” sostiene Daniele Piccolo, presidente del Comitato Federico II. 
Intanto per l’Associazione le prossime settimane sono già piene di impegni. È in programma infatti, dal 24 al 27 novembre, un incontro nazionale a Palermo. Mentre il 7 dicembre, il comitato napoletano organizzerà il Global Village, una giornata di conferenze e manifestazioni all’insegna dell’internazionalizzazione, “per far assaporare l’internazionalismo ai ragazzi napoletani e far conoscere agli stranieri, in particolare agli studenti Erasmus, la nostra regione” conclude Maria Rosaria.
Simona Pasquale 
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