“Gli studenti per me contano tanto”

“Se uno studente viene da me e mi chiede una mano, io gliela do. Anche se non è un mio allievo, anche se non studia al Parthenope, ma ha bisogno di aiuto, una mano gliela do. Cosa c’è di più bello del sorriso di uno studente che riesce a superare una difficoltà?”. Ascoltare il professor Coronella che pronuncia queste parole rende tutto chiaro. Non c’è più bisogno di interrogarsi sull’origine del feeling che si è instaurato con gli studenti. Domandarsi come fa a conquistarli tutti, per quale motivo piace tanto, non ha più molto senso. La risposta è fin troppo semplice: Stefano Coronella ai ragazzi ci tiene. E non solo a parole. Così cerca di essere sempre presente, a lezione come nell’orario di ricevimento (“quando siamo sotto esame ricevo anche alle dieci di sera”, racconta), legge tutte le mail che gli arrivano, dà consigli a tutti coloro che gliene chiedono, sia suoi allievi che non. Consigli sugli esami, sulla scelta della tesi, perfino sul post laurea. “Entro i limiti di ciò che mi è possibile”, precisa quasi schermendosi. Il succo del discorso sta tutto nell’interesse per gli studenti. “Cerco di non trattarli come numeri – dice il professore- di far capire loro che per me contano tanto”. I suoi studenti sono prevalentemente del primo anno, quelli per i quali tiene il corso di Ragioneria Generale, una materia piuttosto tecnica, tradizionalmente considerata un po’ ostica. La percentuale di coloro che riportano un’insufficienza alla prova d’esame, almeno nei primi appelli, è decisamente bassa. “Riescono a superare bene l’esame non perché il compito sia facile, ma perché vi arrivano preparati. Cerco di accompagnarli mettendo loro a disposizione tutti gli strumenti di cui hanno bisogno. E’ fondamentale che siano puntuali a lezione, che studino ciò che viene spiegato e che si informino su come è strutturata la prova attraverso il mio sito internet”. 
“Se il prof. ci mette l’umanità, anche la materia più ostica diventa accessibile”
Sul sito del prof. Coronella i ragazzi possono infatti trovare tutte le indicazioni relative al programma, oltre a una o più simulazioni d’esame. E’ fondamentale però ciò che trovano a lezione: un docente che spiega con umanità. “Mi impegno per far comprendere che la materia è alla loro portata, è questo il trucco – spiega il professore- Tutto dipende da come vengono posti gli argomenti. Anche la materia più semplice può essere presentata in maniera tale da diventare complicatissima e viceversa. Se il professore ci mette l’umanità anche la materia più ostica diventa accessibile”. Ecco allora il calore, la cordialità, l’atteggiamento scherzoso “per spezzare un po’ il tedio della contabilità”, accompagnati comunque da un certo rigore quanto alla puntualità, al rispetto reciproco, alla pretesa di impegno nello studio. “E’ fondamentale la testimonianza che si dà. Da parte mia massima disponibilità, ma ci sono regole che vanno rispettate e lì la testimonianza gioca un ruolo decisivo. Un esempio: tollerati dieci minuti di ritardo in aula, non faccio entrare più nessuno se non dopo l’intervallo. Se lo studente ci tiene alla lezione si rende conto da solo che la volta successiva dovrà essere puntuale”. Per gli studenti del primo anno il prof. Coronella ha una predilezione, poiché hanno particolarmente bisogno di essere guidati: “c’è chi preferisce non tenere corsi del primo anno proprio perché i ragazzi sono più numerosi, inesperti, a volte indisciplinati. Per me è l’esatto contrario poiché sono consapevole che è quella la fase in cui hanno più bisogno di aiuto”. 
Nonostante sia giovanissimo (compirà 35 anni a ottobre prossimo), Stefano Coronella ha già una forte esperienza in fatto di docenza. Toscano, si è laureato presso la Facoltà di Economia e Commercio di Pisa, dove ha successivamente insegnato. E’ stato ricercatore di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Sassari e nel 2002 è approdato alla Parthenope come professore associato. Dal 12 gennaio 2005 è professore straordinario di Ragioneria Generale alla Parthenope. Insegna sia presso la Facoltà di Economia che presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie, Ragioneria generale e applicata e Bilancio e principi per la prima, Economia aziendale per la seconda. Napoli gli piace molto, e degli studenti napoletani dice: “da loro ho avuto delle sorprese sia in positivo che in negativo, punte di eccellenza e situazioni all’opposto. Accanto a un 80% di ragazzi nella media, ho trovato una fascia di variabilità con cui non mi è capitato di confrontarmi altrove”. Con i suoi allievi riesce a instaurare un rapporto che spesso continua oltre l’esame e oltre la laurea (“continuano a scrivermi alcuni studenti di Sassari”). A volte il cruccio nasce proprio al momento in cui i ragazzi devono laurearsi, quando gli chiedono di poter svolgere la tesi con lui e c’è tanto da attendere. Il prof. Coronella segue personalmente i suoi tesisti, attualmente ne ha una quarantina e oltre questo numero non sarebbe possibile andare. Gioco forza si è dovuto ricorrere alla lista d’attesa, non c’era altro modo. Il professore però precisa che tra i criteri discriminanti per l’assegnazione della tesi la media riportata agli esami occupa l’ultimo posto. “Non mi sono mai basato sui voti degli esami per assegnare la tesi – dice- Anche chi ha una media bassa deve laurearsi. Io assegno le tesi ogni due mesi in funzione di quanti ragazzi riesco a far laureare nel periodo precedente. Se ne ho laureati cinque, vuol dire che si saranno liberati cinque spazi, e ne assegnerò altre cinque. Quanto ai criteri di cui tengo conto, do la precedenza a chi ha meno esami alla fine, e dunque più urgenza di concludere, poi ai miei allievi. Ancora, considero quanti esami del mio settore sono stati sostenuti da chi mi ha chiesto la tesi, e, solo in ultima analisi, prendo in considerazione la media. La media è l’ultima cosa che guardo, e devo dire che non ci arrivo quasi mai. In genere riesco a discriminare fermandomi agli altri fattori che ho indicato”. 
La maggior parte degli studenti che riesce a superare l’esame, tanti che si appassionano alla sua materia, tanti che si vogliono laureare con lui. Una bella soddisfazione, no? “La soddisfazione non sta solo nel riuscire a trasmettere bene la mia materia e fare in modo che l’esame sia superato dal maggior numero di studenti possibile, ma nel fornire i ragazzi di un metodo che potrà servire per il futuro. E’ questo ciò che spero di riuscire a fare”.
(Sa.Pe.)
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