“Il primo semestre è duro”

“Non sottovalutate nessuna disciplina, sono tutte importanti!”. E’ il consiglio alle matricole di Giuseppina Mazza, studentessa 21enne di Ingegneria Civile. “Al primo anno, – racconta – forte del fatto di aver già studiato la Chimica alle superiori, ho tralasciato l’esame trascurando anche argomenti importanti”. Il primo impatto è con l’approfondimento di materie scientifiche di base, quali Fisica, Matematica, Algebra. “C’è bisogno di un impegno costante, anche se frequentare aiuta molto”. Secondo Mario Ruggiero, iscritto al Corso di Laurea in Telecomunicazioni e che, in futuro, vorrebbe specializzarsi nel settore delle antenne, “i docenti sono molto disponibili. Accolgono gli studenti anche fuori dall’orario di ricevimento, rispondono alle mail e, spesso, ricordano anche i nomi degli allievi”. La frequenza è utile: “Si impara molto dal confronto con docenti e colleghi. A differenza di altri Atenei, il Parthenope non è dispersivo. Personalmente, non ho mai avuto problemi a seguire le lezioni per mancanza di posti a sedere. Fatta eccezione per alcuni insegnamenti del primo anno, come Analisi, che accolgono gli iscritti di vari Corsi di Laurea, a lezione siamo al massimo una cinquantina”. Occorrono forza di volontà ed entusiasmo per superare gli ostacoli, sostiene Ivo Martone, ventenne napoletano, iscritto a Ingegneria Civile che, un giorno, vorrebbe esercitare la libera professione. “Il primo semestre – racconta – è davvero duro soprattutto per chi, come me, proviene dal liceo classico e non è molto ferrato in Matematica e Fisica”. Ivo, pur non avendo alcun obbligo, ha seguito ugualmente i precorsi anche per rendersi conto del diverso approccio allo studio che richiede l’università. Il segreto per riuscire, ad ogni modo, sta tutto nella costanza: “almeno un paio d’ore di studio al giorno, per rivedere quello che si è spiegato in aula. Sotto esame, è ovvio, occorre un po’ di tempo in più per memorizzare”. 
Promossa la didattica, gli studenti qualcosa hanno da dire sugli spazi – “abbiamo solo un’aula studio, ma non un posto di ritrovo” – e la mancanza di fermento politico, visto che “non ci sono tanti gruppi universitari”.
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