“Non sono una mosca bianca”

Se fatti bene, gli studi di Giurisprudenza offrono mille possibilità lavorative. Lo sostiene con decisione Pasqualina Principale, una giovanissima laureanda in Scienze giuridiche che di studi fatti con impegno se ne intende. Meno di tre anni per completare gli esami con la media del 29.50: questo il brillante risultato che Pasqualina ha conseguito all’età di soli 22 anni, studiando, come lei stessa dice, “senza soluzione di continuità”. Il mese prossimo si laureerà discutendo una tesi in Diritto Processuale Civile con il prof. Renato Oriani, uno dei docenti più rigorosi e illustri della Facoltà di Giurisprudenza federiciana. La tesi è sperimentale, l’argomento trattato di estrema attualità: la compatibilità tra l’istituto nordamericano delle class actions e l’ordinamento giuridico italiano. “Coinvolge la riflessione sui recenti scandali finanziari verificatisi in Italia- spiega Pasqualina- Ho dovuto attingere anche da articoli di giornali e da testi molto recenti. Quello più vecchio risale al ’96. E’ stata una ricerca appassionante”. La prospettiva da cui muovono le considerazioni che Pasqualina fa sugli studi giuridici è in genere poco praticata dagli studenti. E’ la prospettiva di chi ritiene che gli esami più belli siano quelli più duri e che i docenti da amare siano i più rigorosi. Ma affermare questo significa aver fatto, come Pasqualina, un’esperienza piena e ricca dell’università. “Ho sempre seguito i corsi – dice- ne ho potuto constatare direttamente l’utilità, per questo consiglio sempre a tutti di non trascurare le lezioni. E’ stato così che ho scelto di chiedere la tesi al prof. Oriani. Seguendo il suo corso sono riuscita a preparare bene l’esame e a superarlo con un bel trenta. Inoltre ho apprezzato il modo di comportarsi del professore, sempre presente e chiaro a lezione. Ho pensato: se al corso si comporta così, sarà sicuramente un ottimo docente da cui farsi seguire per la tesi. Quando mi capita di dire che ho la tesi con lui molti restano stupiti, perché ha la fama di essere un docente molto duro. Io in realtà non ne sapevo nulla, non credevo ci fosse da stupirsi…”. 
Privato e Commerciale
esami del cuore
Diritto Processuale Civile non è certo l’unico esame che ha appassionato Pasqualina. Le sono piaciuti tanto anche Istituzioni di diritto privato e Diritto Commerciale. “Sono gli esami più faticosi quelli che restano nel cuore”, commenta. Lei sta già seguendo alcuni corsi della specialistica e sul futuro percorso formativo non ha tentennamenti: si iscriverà alla laurea di secondo livello e alla scuola di specializzazione per le professioni legali della Federico II. “Sono completamente soddisfatta della didattica- afferma- penso che il corpo docente della Facoltà di Giurisprudenza Federico II sia tra i migliori in Italia”. Qualche motivo di insoddisfazione c’è solo per alcuni aspetti organizzativi della facoltà: “all’inizio i servizi informatici non erano dei migliori. Funzionava bene l’ESIS per la prenotazione esami e altri adempimenti di segreteria, ma il servizio della Biblioteca on-line lasciava a desiderare”. Una lamentela particolare ricorda ancora una volta che la prospettiva da cui Pasqualina osserva è diversa dalla solita: “non sono una mosca bianca, in questi due anni e mezzo ho conosciuto anche altri ragazzi molto bravi negli studi”. 
Il 2002/2003 è l’anno in cui Pasqualina si è immatricolata. Sembra ieri, e Pasqualina oggi può dare, non solo da brillante laureanda ma anche da quasi coetanea, consigli preziosi alle matricole e agli studenti dei primi anni. “Il primo suggerimento è di seguire corsi e seminari. Inoltre è importante frequentare i dipartimenti. Non ci possiamo certo lamentare del numero degli assistenti, per cui meglio approfittarne e per ogni esame sceglierne uno da cui farsi seguire individualmente”. Un altro consiglio riguarda l’esercizio della memoria: “a Giurisprudenza la memoria conta molto…Un buon 65%! Se si pensa di non avere buona memoria però non ci si deve scoraggiare, perché la memoria può essere migliorata. Io, ad esempio, quando seguo cerco sempre di prendere appunti, non uso mai il registratore. Credo che registrare non concili l’attenzione, e poi si perde tantissimo tempo per sbobinare. La cosa importante dunque è seguire attentamente le spiegazioni, perché sono quelle che restano nella memoria. Quello che mi è rimasto più impresso di ciò che ho studiato viene non tanto dal Trabucchi di Istituzioni di diritto privato o dai quattro libri di Campobasso per l’esame di Diritto commerciale, quanto dalle espressioni utilizzate dai professori, dal loro modo di parlare e spiegare”. 
Con un punteggio di partenza di 107, Pasqualina si prepara ad affrontare l’esame di laurea. Sicuramente un grande successo. Un in bocca al lupo per la prova finale e per la riuscita dei progetti futuri. Cosa farà da grande? Ha un sogno importante ed è rigorosamente…top secret ! “Studiare è la mia passione, ma un po’ di scaramanzia non guasta..”.
Sara Pepe
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