A Farmacia, studenti ciceroni

Studenti universitari a fare da ciceroni ai colleghi della scuola superiore: con questa novità lo scorso 7 marzo ha preso il via la quarta edizione di “Porte Aperte” alla Facoltà di Farmacia. Una scelta che, a detta del prof. Luciano Mayol, presidente del Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (Ctf), si è rivelata vincente: “I ragazzi hanno vinto il loro imbarazzo e si sono sentiti più liberi di porre domande ai colleghi universitari”.
La manifestazione di orientamento universitario, che si è svolta nelle giornate del 7 e del 9 marzo, ha visto una buona affluenza di pubblico. Pasquale Russo, rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà eletto nelle fila di Studenti in Movimento, parla di duecento visitatori al giorno, “con l’aula A12 gremita in ogni ordine di posti”.  “Siamo nella media delle passate edizioni – commenta il prof. Mayol – sebbene quest’ultima sia stata caratterizzata da un maggiore interesse da parte degli studenti, nel senso che sono arrivati solo coloro che avevano già fatto a monte una cernita delle facoltà da frequentare. Ho riscontrato, quindi, una maggiore partecipazione individuale, segno di grande maturità da parte dei ragazzi, che non prendono più questo evento come una gita o come un mero pretesto per perdere un giorno di scuola, ma come una manifestazione utile per le loro scelte future”. Soprattutto licei classici e scientifici di Napoli (Umberto, Fonseca, Villani) e provincia (Portici, Pomigliano, Bacoli, Villaricca, Marano, Arzano, San Giorgio a Cremano) sono le scuole che hanno partecipato all’evento. “Si erano prenotati anche due istituti di Avellino e Benevento, che però non sono potuti venire per le cattive condizioni del tempo – fa sapere il docente – In ogni caso, recupereranno l’incontro in un prossimo appuntamento organizzato appositamente per loro”.
Presentazione dei corsi di laurea, visita guidata all’interno delle strutture, distribuzione di materiale informativo: questa la modalità con cui si sono svolte le due giornate di orientamento. Ad accogliere le scolaresche, dicevamo all’inizio, sono stati gli stessi studenti della Facoltà di Farmacia. Tra questi, la rappresentanza studentesca (di Facoltà ma anche di Ateneo, tra cui Francesco Amato), i membri dell’Aisf, l’Associazione italiana studenti di Farmacia, ma anche alcuni ricercatori e dottorandi di ricerca dei tre dipartimenti (Farmacologia sperimentale, Chimica delle sostanze naturali, Farmaceutica) della Facoltà. “Gli studenti sono stati divisi in gruppi, ciascuno affidato ad uno di noi – racconta Pasquale Russo, che è anche presidente dell’Aisf napoletana – Da bravi ciceroni, abbiamo portato i ragazzi in giro per la Facoltà, mostrando loro le aule, i laboratori, la biblioteca, il giardino e, allo stesso tempo, illustrando loro i pro e i contro della nostra facoltà”. Tra i punti di forza, “era d’obbligo sottolineare la disponibilità e la preparazione del nostro corpo docente. I professori sono sempre attenti alle questioni promosse dalla rappresentanza, ma sono pronti ad ascoltare anche i problemi sollevati dai singoli studenti. Un plauso va anche al personale tecnico-amministrativo, in particolare alla sig.ra Rosaria Casuccio della Presidenza, che si occupa di stilare il calendario dei corsi e che riesce abilmente, là dove possibile, ad evitare gli accavallamenti delle lezioni”. Quanto agli aspetti negativi di Farmacia, “negli ultimi anni la popolazione studentesca della Facoltà è cresciuta moltissimo e le aule non sono più sufficienti ad accoglierci tutti. L’introduzione del numero programmato, pertanto, è stato per noi un toccasana: adesso a Farmacia si iscrivono solamente studenti motivati, e non più gli esclusi dal concorso di Medicina”.
Liberi da qualsiasi barriera di natura formale, gli studenti delle scuole superiori hanno tempestato di domande i loro colleghi. “I quesiti più frequenti sono stati sugli sbocchi occupazionali e sulle specializzazioni da seguire nel post lauream. Abbiamo spiegato loro la differenza tra il Corso di Laurea in Farmacia e quello in Ctf. Nel primo caso si diventa farmacista. Il farmacista è la prima persona cui il cittadino si rivolge per le piccole patologie, per alcuni consigli, per il dosaggio dei farmici. Con la laurea in Ctf, invece, si ‘creano’ i farmaci; con questo titolo, quindi, ci si può anche iscrivere all’Albo dei Chimici (oltre che a quello dei farmacisti) e diventare così capo laboratorio o lavorare nell’industria chimica o nell’industria farmaceutica”. Oggetto di curiosità dei ragazzi anche i test d’ammissione alla facoltà, “che vanno preparati con un occhio particolare su materie come biologia e chimica”.
Insomma, una due giorni di orientamento dal bilancio sostanzialmente positivo. “Sono molto soddisfatto di come siano andate le cose. Il prof. Mayol è stato bravo a coinvolgere noi studenti, dando vita ad una presentazione della Facoltà informale e, quindi, più coinvolgente”, dichiara Pasquale Russo. E con un pizzico d’orgoglio, Luciano Mayol ammette: “L’interesse mostrato dai ragazzi conferma quanto la manifestazione stia migliorando di anno in anno”. 
Paola Mantovano
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