A Lettere l’arte si tocca con mano

Lo studio dell’arte non si limita ai libri di testo alla Facoltà di Lettere della SUN. Nell’atrio della sede di S. Francesco, infatti, sono state installate, con l’aiuto di un gruppo di studenti del Corso di Laurea Magistrale in Storia dell’arte, delle sculture. Si tratta di quattro opere di Renato Barisani, concesse in comodato d’uso dalla BAD – Bunker art division di Casandrino, un’opera del Gruppo Quarta Pittura ed una di Gianni De Tora. L’iniziativa è stata preceduta da una giornata di studi su “Le aule dell’arte. Università e Arte Contemporanea: esperienze e prospettive”. Obiettivo finale del progetto è l’attivazione di un laboratorio permanente di ricerca e didattica dell’arte contemporanea e, soprattutto, la realizzazione di una sezione di MUSA (il Museo Universitario delle Scienze e delle Arti) della Seconda Università. Responsabile dell’iniziativa, la prof.ssa Gaia Salvatori, docente di Storia dell’Arte Contemporanea, che dice: “Dobbiamo partire da quest’esperienza per riflettere sul senso della didattica e delle opere in loco, perché non siano soltanto un orpello ma siano utili alla formazione. Abbiamo voglia di provare anche noi, fra le mura di un antico convento costruito sui resti del forum dell’antica Capua rifunzionalizzato poi a carcere borbonico, ad innescare un meccanismo di percorsi di comunicazione intorno alle opere (come queste che ora già abitano i nostri spazi) che devono essere frutto di un lavoro laboratoriale da costruirsi nel tempo, ma anche per dare spazio ad eventi artistici ed a pratiche d’intervento compatibili con la realtà universitaria e con le caratteristiche del luogo. Lavoreremo, insomma, per un’Università aperta al dialogo con l’arte contemporanea”. Grazie alla Bad, sottolinea la docente, è stato possibile portare Barisani nelle aule universitarie. Ugualmente entusiasti gli studenti che hanno collaborato all’installazione delle opere. Vincenzo Carluccio, primo anno fuori corso della Magistrale, commenta: “è un’iniziativa quasi rivoluzionaria dal momento che, mentre nei musei l’opera è collocata e conservata, con questa sistemazione possiamo toccarla con mano ed avere con essa un rapporto diretto”. Ma quest’esperienza ha avuto anche un altro tipo di vantaggio: “essendo coinvolto in prima persona, ho avuto modo di scoprire un’altra dimensione dell’arte, meno idealizzata e più concreta, ovvero quella dei problemi quotidiani ed economici e, soprattutto, la diffidenza di enti ed istituzioni nei confronti di questa disciplina”. I progetti futuri: “vorremmo dar vita ad una sorta di museo a cielo aperto e portare delle opere anche presso la sede nell’aulario”. Anna Roviello, primo anno della Magistrale, conferma: “avere la possibilità di vivere a stretto contatto l’arte è un’esperienza straordinaria per noi studenti, non solo osservando un’opera, ma comprendendo ogni tipo di messaggio politico o sociale di cui essa si faccia portatrice”. Un’esperienza in cui Anna non si è sentita semplice mano operaia ma “protagonista, perché vivevamo e completavamo le opere in prima persona: non si trattava solo di installazioni, ma di vere e proprie perfomance”. Luigi Affuso, secondo anno di corso, che non è proprio un novellino del settore (“sono già architetto, questa è la mia seconda laurea”), sottolinea: “il fatto che si tratti di opere contemporanee è un valore aggiunto, perché spesso si preferisce lo studio dell’arte medievale e moderna. In secondo luogo, si tratta di una dimensione nuova, perché, a differenza dell’Accademia di Belle Arti, in cui è accentuata la dimensione pratica, qui lavorare con le sculture non è un’esperienza comune. Inoltre, non ci siamo limitati ad installare delle opere, ma, in alcuni casi, le abbiamo arricchite. Ad esempio, nella vasca dell’opera ‘Labirinto’ di De Tora, abbiamo inserito dei pigmenti blu oltremare che rispecchiano il cielo”. Tra i progetti futuri, Gianni parla di uno studio di fattibilità iniziato con il progetto e che proseguirà con il tirocinio in Arte Contemporanea con la prof.ssa Salvatori e l’architetto Cacciapuoti. Il tirocinio consisterà nello studio della sistemazione delle opere e come farle ‘vivere’ in concerto con le amministrazioni invitate alla giornata di studi. Sono previsti a tal proposito un book-shop con bar, area multimediale e manifestazioni come le Domeniche dell’Arte, eventi con artisti, concerti ed aree didattiche per bambini.
Anna Verrillo
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