A settembre, dopo tre anni, riapre la mensa

Dal prossimo mese di settembre gli studenti della Facoltà di Agraria dovrebbero riappropriarsi della mensa. I lavori di ristrutturazione procedono con speditezza, in soli dieci giorni gli operai hanno buttato giù i vecchi bagni, realizzandoli daccapo nel rispetto delle normative vigenti su sicurezza e disabilità. Nelle prossime due settimane si provvederà a dotare le uscite di sicurezza di scivoli per le carrozzelle, mentre all’ingresso principale, ripristinato con l’abbattimento del muro che lo chiudeva, verrà collocata una rampa elettrica.
In un sopralluogo compiuto in compagnia dell’ex rappresentante degli studenti Roberto Dinacci e del rappresentante in CdA dell’Adisu Federico II Fabio Santoro, abbiamo potuto apprezzare l’ampiezza e la luminosità degli spazi dedicati per tanti anni alla ristorazione degli studenti. Circa cento posti a sedere per una mensa provvista tuttora di numerose attrezzature utilizzabili – come il bancone, i vassoi, i carrelli- tutte a disposizione della ditta che vincerà la gara d’appalto per la gestione del servizio ristorazione. Il bando di gara scadrà il 7 giugno, per ora si sono presentate otto aziende. Il direttore della mensa Antonio Panariello sottolinea che si sta cercando di creare tutte le condizioni per consentire a chi gestirà il servizio di distribuzione pasti di lavorare al meglio. “Avremo una nuova lavastoviglie elettrica e realizzeremo un percorso umido per gli alimenti che sia perfettamente a norma- dice- Ci sarà un banco per la vendita  di pasticceria, gelateria e bibite”. Panariello, che dirige la mensa dal 1982, ricorda bene i tempi in cui la mensa di Portici era un fiore all’occhiello dell’università per la qualità del servizio offerto. Purtroppo, in fatto di pasti, lo scenario che attende i ragazzi nell’immediato futuro è ben diverso, si profila solo un catering. Ed è già tanto. Infatti le caldaie che servirebbero ad alimentare la cottura dei cibi non sono a norma. Si tratta delle stesse caldaie che fornivano il riscaldamento alla Residenza Universitaria Medici, che con la mensa è un tutt’uno. Stessa struttura, stesse problematiche. Anche la Residenza è chiusa da almeno tre anni, ormai. Fabio Santoro, consigliere d’amministrazione, anticipa che la questione della residenza di Agraria sarà punto all’ordine del giorno nel primo Consiglio di Amministrazione dell’Adisu. Il direttore Panariello precisa: “le normative che cambiano impongono di adeguarsi. In quest’edificio non abbiamo mai avuto alcun problema di staticità, gli ostacoli all’accesso sono di altra natura. Bisogna effettuare interventi che rispondano alle attuali esigenze in materia di disabilità e sicurezza”. 
La mensa
“grazie a Dinacci”
Nei mesi scorsi si è discusso a lungo tra i rappresentanti degli studenti, i vertici regionali e il Preside su come risolvere almeno il problema della ristorazione. L’unica soluzione possibile per ovviare all’ostacolo rappresentato dalle caldaie non a norma di legge, è parsa quella del catering. “La nuova mensa è una creatura di Roberto Dinacci – dice Antonio Panariello- Ha portato avanti una battaglia a oltranza, è stato capace di far venire qui il presidente dell’Edisu Varano e l’assessore regionale Nicolais. Si è impegnato sempre fino in fondo per raggiungere quest’obiettivo”. Dinacci, dal canto suo, nel riassumere la storia di questa battaglia, ammette di aver fatto la scelta giusta nell’affrontare il problema quando, assieme agli altri studenti, ha deciso di imboccare la strada del dialogo con le istituzioni. Niente occupazioni o manifestazioni isolate, bensì continue sollecitazioni alle autorità competenti. Fino all’incontro, lo scorso anno, con il prof. Lorenzo Varano, presidente dell’Edisu, il prof. Luigi Nicolais, allora assessore regionale all’Università, il prof. Luigi Frusciante, membro del CdA della Federico II, e Fabio Santoro, rappresentante degli studenti in CdA. “La mensa, oltre a fornire un servizio primario agli studenti, costituisce anche un importante punto di aggregazione e socializzazione – afferma Dinacci- Inoltre non va dimenticato che gli iscritti alla facoltà sono aumentati e dunque si intensifica l’urgenza di garantire un servizio di ristorazione adeguato. Così venne fuori la proposta del catering, che immediatamente rivolgemmo all’assessore Luigi Nicolais e al direttore generale dell’Edisu Francesco Pasquino”. Per ora le cose sembrano andare nel verso giusto. Gli operai assicurano che tra una quindicina di giorni “il grosso sarà fatto”, e, una volta aggiudicato l’appalto per la gestione del servizio, si potrà finalmente dire agli studenti che la mensa li aspetta. L’invito a mensa è importante, i ragazzi devono riappropriarsi dei loro spazi. “Speriamo che l’affluenza sia buona come in passato – afferma Luigi Monaco, impiegato amministrativo nella struttura- Ormai si è consolidata l’abitudine degli studenti a recarsi nelle pizzerie o al bar per mangiare”. 
E allora meglio partire da subito con l’opera di informazione. Roberto Dinacci non ci pensa su due volte, e a tutti i colleghi che incontra in facoltà annuncia: “a settembre riapre la mensa!”. Guarda caso, è ora di pranzo e in molti si aggirano per il Parco con in mano i contenitori delle pizze. 
Sara Pepe
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