A Singapore per simulare l’attività dell’Onu

Si è tenuta a Singapore il ‘World Model United Nation’, iniziativa internazionale itinerante di simulazione delle attività dell’Onu promossa dall’associazione Consules. La Seconda Università ha disposto quattordici borse per gli studenti delle Facoltà di Studi Politici, Giurisprudenza ed Economia che per partecipare al progetto hanno dovuto superare un test scritto in lingua inglese sull’ONU e su tematiche di attualità internazionale ed un colloquio con docente madrelingua inglese. Dopo un periodo di formazione, a metà marzo “siamo partiti per Singapore, dove abbiamo affrontato dieci giorni di lavori il cui scopo era quello di votare le risoluzioni delle Delegazioni. Noi di Napoli rappresentavamo la Colombia ed io sono stata inserita nella Commissione per il Disarmo e la Sicurezza, argomenti di grande interesse per il Paese che rappresentavo”, racconta Stella Frecentese, al quinto anno di Giurisprudenza e vincitrice dell’unica borsa messa in palio da Consules. Per Pamela Lombardi, collega di Stella sia all’Università che in Commissione, “in Colombia il narcotraffico rappresenta una piaga, per questo tutte le decisioni ruotavano intorno a noi. Abbiamo dovuto lavorare tanto ma abbiamo ottenuto altrettante gratificazioni”. Grande soddisfazione anche per Felicia Rizzo, secondo anno della Triennale in Studi Politici, componente della Commissione del Consiglio di Sicurezza: “abbiamo affrontato la situazione della Repubblica Democratica del Congo. In quattro giorni abbiamo stilato la risoluzione che verrà inviata all’ONU per verificarne la reale applicabilità. Altra vittoria è stata l’approvazione della mozione sui bambini-soldato che la nostra Delegazione ha votato sulla risoluzione”. Per Fabio Arnoldo, terzo anno della Triennale in Economia e Management, “trovarsi nell’Assemblea Generale dell’ONU da studente universitario è stato incredibile”. Fabio sottolinea il valore interculturale dell’esperienza – “abbiamo potuto confrontarci con studenti provenienti da tutto il mondo e da Università prestigiose come Yale e Columbia” – e una maggiore sensibilità verso tematiche internazionali – “ora guardo il telegiornale con occhi diversi”. Remo Grasso, secondo anno della Triennale in Studi Politici, era partito con la voglia di mettere in pratica quello che studia. L’esperienza lo ha talmente entusiasmato che “l’anno prossimo ho intenzione di partecipare nuovamente alla selezione” anche per cercare di conquistare quel riconoscimento che quest’anno ha perso per un pelo: “I primi due giorni, a causa del fuso orario, sono stato poco attivo in Commissione. Durante la serata conclusiva il CER mi ha detto che se avessi lavorato sin dall’inizio come negli ultimi giorni avrei ottenuto l’Award”, racconta Remo. Alba Cinque è l’unica studentessa della Federico II ad aver partecipato al progetto perché “la mia Università non lo ha ancora riconosciuto; ho partecipato a spese mie”. Per lei la cosa più bella del World Mun “è che mira all’integrazione tra ragazzi provenienti da Paesi e culture diverse. Ogni sera alla fine dei lavori venivano organizzati eventi che mi hanno permesso di conoscere tanti studenti. Ora ho amici in tutto il mondo”, afferma entusiasta. Per Alessio Tartaglione, secondo anno della Specialistica in Economia e Commercio, “tornando in Italia si ha voglia di portare le cose buone apprese in Commissione. La burocrazia nel nostro Paese rallenta i processi; adottare la fluidità di altri Stati sarebbe una grande conquista per noi”.
Barbara Leone
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