A Studi Islamici gli studenti guidano le matricole

Quale modo migliore di fare orientamento se non attraverso il contatto diretto con i protagonisti della vita universitaria? ‘Gli studenti orientano le matricole’ è un’iniziativa che alla Facoltà di Studi Arabo Islamici si ripete ormai da tre anni, riscuotendo il consenso delle matricole che in questa occasione incontrano studenti già iscritti e i rappresentanti di Facoltà per una presentazione informale dei corsi e non solo. “L’iniziativa è pensata per spiegare ai ragazzi i motivi che possono spingerli ad iscriversi a questa Facoltà anche attraverso il racconto delle nostre esperienze. – spiega Fatima Ouazri, rappresentante degli studenti – Inoltre, si danno consigli pratici su come iscriversi, come muoversi all’interno dell’Università, rispondendo anche a tutte le domande che ci vengono poste dai ragazzi”.
All’incontro, che si è svolto il 29 settembre presso Palazzo Giusso, erano presenti non molti immatricolandi, tra Triennale e Specialistica, alcuni accompagnati dai genitori. Dopo una breve presentazione dei due Corsi della Facoltà, la Triennale in Lingue e Culture Orientali ed Africane e la Magistrale in Scienze delle Lingue, Storia e Cultura del Mediterraneo e dei Paesi Islamici, non sono mancate le domande dal pubblico, in particolare sugli sbocchi occupazionali e sulla convalida delle attività integrative.
“Occorre la laurea magistrale per lavorare in ambasciata?”, “Come fare per lavorare come mediatore culturale?”: alcuni dei quesiti. 
“Il problema degli sbocchi occupazionali vi affliggerà in due momenti del vostro percorso universitario – all’iscrizione e dopo la laurea – mentre durante gli anni di studio lo dimenticherete quasi – risponde Dario Di Stefano, altro rappresentante degli studenti -. La nostra situazione non è delle migliori. E’ un discorso che riguarda non solo questa Facoltà, ma tutte le lauree umanistiche. Però, noi avremo una carta in più, un biglietto da visita che pochi avranno e questo ci potrà servire”.
Se per lavorare in ambasciata occorre la Laurea magistrale e se per svolgere l’attività di mediatore culturale bisogna stare attenti ai bandi pubblicati dalla Regione Campania, sicuramente non bisogna dimenticare come elemento essenziale di riuscita la passione per questi studi. “Questa è una Facoltà che offre tanto ma chiede anche tanto. Occorre tantissima passione e curiosità verso le altre culture – conferma Fatima – Noi abbiamo il privilegio di poterci confrontare con docenti di fama internazionale che portano avanti importanti ricerche, e con i quali abbiamo un rapporto diretto – a volte siamo talmente pochi che i corsi sembrano quasi lezioni private! In questa Facoltà si respira un’aria bellissima, di scambio culturale e di conoscenza. Ci si sente parte di una comunità di studiosi. Però è anche vero che i docenti esigono molto”. Una sottolineatura: “non saremo laureati in Arabo perché questa non è una Facoltà di lingue, ma di islamisti. Il nostro interesse è la cultura islamica, e la lingua araba è solo un accessorio alla nostra preparazione”. 
Poi informazioni di carattere pratico sulla dislocazione delle aule, su come muoversi in caso di accavallamento dei corsi, sulle altre attività. “Ci sono attività integrative che si possono sfruttare per accumulare crediti. Oltre ai tanti seminari, convegni e incontri organizzati in Facoltà, potete sfruttare anche corsi o attività extrauniversitarie – spiega Dario – L’importante è che siano certificate”.
Ultima raccomandazione rivolta in maniera scherzosa a chi si avvicina allo studio dell’Islam con troppo fervore arriva da una laureanda, che avverte: “Bisogna sempre mantenere un approccio scientifico a questi studi, perché questa non è una scuola coranica, ma una Facoltà di un’Università pubblica. Il taglio che bisogna dare ai nostri studi è sempre quello della ricerca e non quello religioso, come a volte può accadere a qualcuno che cade in errore”.
Valentina Orellana
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