Agraria censisce gli studenti fuori sede

Tre semplici domande per sondare la qualità di vita degli studenti fuori sede: è il censimento che si sta svolgendo in questi giorni ad Agraria, per iniziativa della presidenza. “Stiamo cercando di avere un quadro completo e più chiaro rispetto ai tanti fuori sede della nostra Facoltà – spiega il Preside Paolo Masi – Sulla base dei dati raccolti potremo, infatti, continuare con ancora più decisione il nostro lavoro per far sì che vengano iniziati i lavori della Residenza Medici”. La Residenza, una volta completata, garantirà 60 alloggi che, però, secondo le stime iniziali del Preside, non basteranno a soddisfare le esigenze di tutti. “Avremo bisogno di oltre 100 posti letto. Da noi ci sono non solo ragazzi che vengono da altre province ma anche giovani di altre regioni, senza contare gli studenti Erasmus e i dottorandi stranieri. Punterò affinché ci si adoperi per attivare delle convenzioni con strutture già presenti sul territorio, come, ad esempio, lo studentato ‘Fabrick’”. L’iniziativa del questionario sembra essere stata ben accolta, “può essere davvero utile per stimare la percentuale di studenti fuori sede e capire quali sono le loro esigenze anche in vista di una possibile apertura della residenza”, commenta Giuseppe Chiancone, rappresentante degli studenti e fuori sede. La situazione alloggi a Portici non sembra, tuttavia, così ‘nera’ come in altre zone urbane, come afferma anche un altro rappresentante, Claudio Dinacci: “Un censimento è sicuramente utile per capire il livello di vita dei fuori sede e avere una residenza sarebbe un’ottima cosa. Fortunatamente, però, rispetto al centro storico o ad altre zone di Napoli, bisogna dire che Portici ha una buona abitabilità e si trovano prezzi adeguati agli alloggi. Anche qui, però, sopravvive ancora la piaga degli affitti in nero”.
Divergenze
 sul nuovo orario
Quello che sembra non gradito agli studenti fuori sede è il nuovo orario (lezioni mattutine per cinque giorni a settimana) messo in prova dal Preside al secondo semestre. “Molti tra i ragazzi che vengono da fuori preferiscono il vecchio orario, che prevedeva lezioni solo su tre giorni a settimana. In questo modo, infatti, avevano più tempo per tornare a casa”, segnala Chiancone. Arianna Borrelli, altra rappresentante degli studenti, ribatte: “con l’orario prolungato durante il pomeriggio poteva verificarsi un calo di attenzione. Adesso, invece, si segue a mente fresca. I docenti, inoltre, hanno organizzato i corsi in modo da darci almeno un giorno libero su cinque. E’ vero che molti si sono lamentati e non solo i fuori sede. I pendolari trovano scomodo ed antieconomico dover venire tutti i giorni in Facoltà. Naturalmente ogni cambiamento richiede un periodo di assestamento, per cui per avere le idee più chiare bisognerà aspettare la fine del semestre”.
In questo quadro giocano un ruolo chiave la nuova mensa e le aule studio, almeno nella visione della presidenza che intende dar vita nella sede di Portici ad un luogo di studio e aggregazione. Anche su quest’aspetto le visioni sono discordanti. “Sicuramente la mensa ci sarebbe stata più utile mantenendo il vecchio orario, mentre adesso chi può torna a mangiare a casa”, afferma Chiancone. Secondo Dinacci, invece, “la mensa è sempre utile ai fuori sede che possono mangiare un pasto completo a pranzo. E con le nuove aule si resta spesso a studiare in Facoltà nel pomeriggio”. Paolo Marinari, rappresentante in Ateneo, aggiunge: “affiancando il servizio mensa alle convenzioni abbiamo molte opzioni tra cui scegliere, dalla pizza alla fetta di carne”. Risolti anche gli iniziali problemi con i pasti freddi e le porzioni troppo piccole (“ho mangiato a mensa più di una volta per controllare la qualità dei cibi”, dichiara il Preside), resta solo da segnalare un problema con le smart card Adisu. “Capita spesso – spiega Marinari – che si blocchino e lo studente per mangiare deve pagare il pasto in contanti. Abbiamo segnalato il problema agli uffici dell’Adisu ma questi impiegano anche diversi giorni per sbloccarle creandoci molti disagi”.
I ragazzi tengono a segnalare anche l’ubicazione di alcuni esercizi convenzionati, come barbieri o palestre, che per la loro distanza da Portici sono impraticabili per gli studenti.
Altra questione, divenuta urgente dopo la chiusura alle auto degli spazi interni la struttura di Portici, i parcheggi: “Da novembre scorso la Sovrintendenza ha dato indicazioni affinché venisse limitato l’accesso delle auto degli studenti, costringendoci a ripiegare su un garage a pagamento (1 euro l’ora). Anche se non troviamo giusto che ai docenti venga, comunque, consentito l’ingresso, siamo disposti ad accettare di buon grado questa norma a patto che ci si venga incontro stipulando una convenzione con il garage”. Le vetture interessate dal problema sono un centinaio, “la sede è dislocata e molti ragazzi la raggiungono in macchina; il parcheggio oggi costa circa 10 euro al giorno”, sottolinea Chiancone. “Esistono delle aree parcheggio comunali gratuite – rassicura il Preside – In via Gianturco, a circa 200 metri dalla nostra sede ce n’è una, ed ancora, a 700 metri, si trova un altro spazio. Non sono molto distanti e gli studenti le possono tranquillamente usare per lasciare le loro auto”.
Valentina Orellana
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