Agraria vista dagli studenti

La parola ai rappresentanti degli studenti in Consiglio di Facoltà per segnalare i pregi e i difetti della Facoltà. Sede, docenti, servizi. Cosa merita il segno positivo e cosa merita il segno negativo. 
Antonio Inglese
24 anni, è iscritto al primo anno fuori corso di Tecnologie Alimentari. Fuori sede originario di Taurasi in provincia di Avellino, è diplomato enotecnico e ha una cantina di famiglia, ma sogna di lavorare come esperto alimentare. La scelta del Corso di Laurea non è stata influenzata dalle sue origini. “Il fatto di avere una cantina mi ha condizionato quando ho scelto le scuole superiori, ma all’università ho fatto di testa mia e mi sono trovato bene”. Secondo lui Agraria merita più segni positivi che negativi.
Segno positivo:
– Servizi di base, come Segreteria, Presidenza e Orientamento, “molto efficienti. Il Preside è disponibilissimo”. 
– Docenti, “un vanto per la Campania e tutto il Sud Italia, sono tra i migliori studiosi del settore scientifico”. 
– Sede storica. “La Reggia è un vero e proprio museo, la Biblioteca storica è fornitissima, il bosco un’oasi verde”.
Segno negativo:
– La mensa fantasma. “La struttura c’è ed è stata rimodernata, ma non funziona. Sono anni che si parla di riaprirla, ma sorgono sempre problemi con le gare d’appalto per la gestione. La Regione, che se ne dovrebbe occupare, tace”.
– La residenza universitaria che non c’è. “Ad Agraria noi fuori sede siamo parecchi. Una Casa dello studente sarebbe molto importante, a Portici per una stanza si paga minimo 200 euro al mese, spese per le utenze escluse”.
Paolo Marinari
23 anni, iscritto al primo anno fuori corso di Tecnologie Alimentari, fuori sede di Montella in provincia di Avellino. Ha da sempre una grande passione per la biologia e per la chimica, così si è diplomato al liceo scientifico e poi ha scelto un Corso di Laurea “dove queste materie la fanno da padrone”. Tra i suoi “meno” non figurano l’assenza della mensa e della residenza universitaria. “Ci si arrangia ugualmente”, dice. E quasi non riesce a trovare dei punti di debolezza per la sua Facoltà. In compenso individua molti punti di forza. 
Segno positivo:
– Laboratori. “Sono attrezzati e ci si lavora bene”.
– Orto Botanico. “Penso che soltanto noi da queste parti ne abbiamo uno così bello”.
– Sala Cinese. “Per me è bellissima, ci sono degli affreschi meravigliosi”.
– Professori. “Abbiamo professori di fama. Mia madre, che è biologa, studiava sui libri di Panunzi, ed è solo un esempio. I nostri docenti sono i migliori”.
Segno negativo:
– Piccolezze. “Qualche lamentela da fare c’è sempre, ma si tratta di piccolezze. La connessione ad internet a volte salta. Forse ci vorrebbero più microscopi. La sede è su un territorio molto vasto e capita che per parlare con un professore si debba passare da un punto all’altro del parco. Piccolezze, appunto”.
Berardino Surico
20 anni, studente di Tecnologie Alimentari, fuori sede originario di Taranto. Era indeciso tra le Facoltà di Agraria di Bari e Napoli e ha scelto Napoli. Un po’ per tradizione (suo padre e i suoi zii si sono laureati a Portici), un po’ perché ci ha trovato quello che cercava: un Corso multidisciplinare che lo preparasse al lavoro nell’industria alimentare. Anche lui per mangiare e dormire si arrangia: “Ci sono punti ristoro convenzionati dove si mangia bene”. Consiglia la Facoltà di Agraria a tutti perché “i suoi Corsi sono ad ampio raggio e l’ordinamento didattico è semplice e non crea grattacapi”.
Segno positivo:
– Coccole. “Siamo pochi e coccolati. Il colloquio con i docenti è costante, ci mettono sempre a nostro agio. Direi che ci sentiamo meno studenti e più parte della Facoltà”. 
Segno negativo:
– WiFi. “Non abbiamo il WiFi. Altri ‘meno’ non me ne vengono in mente”. 
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