Al Comune un Assessorato all’Università

“Se rieletta Sindaco, nella prossima giunta comunale di Napoli, potremmo avere un Assessorato all’Università ed all’Innovazione tecnologica. Perché no. Mi sembra una buona idea. Ed anzi ringrazio Ateneapoli per aver proposto questa ipotesi”. La dichiarazione è del candidato a Sindaco del centro-sinistra, Rosa Russo Iervolino, del 13 maggio, alla conferenza stampa di presentazione del programma per i prossimi 5 anni. In risposta alle domande dei giornalisti e del nostro giornale. 
La domanda era stata posta dal direttore di Ateneapoli e muoveva da un’articolata riflessione. L’Università a Napoli significa 150.000 studenti iscritti, 5 atenei, 10.000 fra docenti e dipendenti, la seconda azienda del Mezzogiorno. Il Comune di Napoli negli ultimi 5 anni si è impegnato non poco nello sviluppo del sistema universitario in città: la sede di Ingegneria di Agnano, inaugurata ad inizio mandato dal Sindaco; la prima pietra per l’insediamento universitario (tre facoltà) nell’area ex Cirio di S. Giovanni a Teduccio; il progetto del grande architetto Vittorio Gregotti per Scampia, dove nascerà un pezzo della facoltà di Medicina. Insediamenti universitari sono previsti entro 12 mesi anche nell’ex Ospedale Militare (per il Suor Orsola e per l’area umanistica del Federico II), ma anche nell’ex Albergo dei Poveri in Piazza Carlo III. E poi c’è l’Ospedale Bianchi alla Doganella, che potrebbe divenire sede napoletana della Facoltà di Medicina della Seconda Università. Progetti, nel complesso, per la cui realizzazione non basteranno probabilmente i prossimi 5 anni. Inoltre il Comune collabora alle iniziative per il rientro dei ‘Cervelli’ nella nostra città, il caso Ballabio e Telethon ne sono stati solo un esempio. Ed anche su Bagnoli e gli edifici rosso pompeiani abbandonati dalla Marina Militare nel Porto di Napoli si ipotizzano destinazioni universitarie e culturali. Infine i Centri di Competenza e di Eccellenza, finanziati dalla Regione Campania ma i cui siti sono spesso in città. Ebbene, dopo la prima fase, triennale, di lancio, ora si passerà alla formazione dei Consorzi, in partnership con le Aziende, che significherà la creazione di posti di lavoro, anche stabili, nella ricerca scientifica. In un recente numero di Ateneapoli, uno dei direttori di questi Centri, il prof. Carlo Pedone, denunciava che per mancanza di incubatori in città, negli ultimi 12-18 mesi, si sono persi un paio di grossi finanziamenti, in particolare di una multinazionale americana, disponibile ad investire, che non trovando una sede possibile, ha spostato il finanziamento in Spagna dove ha realizzato un innovativo Centro, con grandi macchinari scientifici, portandosi anche un paio di giovani ricercatori napoletani. Napoli però ha perso un finanziamento pluriennale, un Centro di Eccellenza e la possibilità di assumere in modo stabile alcuni giovani studiosi. Pronta la risposta del Sindaco ricandidato: “Il mio primo mandato ed anche il secondo si caratterizzano per l’attenzione ai giovani, alla cultura, alla crescita della nostra città sui temi internazionali e gli scambi fra culture. Le prossime fabbriche saranno sempre più fabbriche immateriali. Con l’ingresso nell’area del libero scambio nel 2010, Napoli vorrà giocare un ruolo importante, come piattaforma di scambi nel Mediterraneo. I grandi progetti di insediamenti universitari si muovono in questa direzione. Un Assessorato all’Università, Ricerca ed Innovazione Tecnologica, dunque, viste anche le dimensioni dei nostri investimenti, fermo restando l’autonomia degli atenei, è un’idea che non scarto. Anzi, taluni argomenti meritano maggiore attenzione. E dunque può essere una buona idea. Ringrazio Ateneapoli per avermela proposta”.
- Advertisement -
spot_img
spot_img

Articoli Correlati