Al Dises si parla inglese

Il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche (DISES) procede alla completa messa a regime delle innovazioni introdotte in questi anni in termini di offerta formativa, manifesti degli studi e regolamenti, e promuove le iniziative della prossima primavera. A cominciare dall’Erasmus il cui bando di partecipazione si è aperto a metà febbraio. Sebbene non si tratti di un’attività esclusiva del Dipartimento, c’è stato un notevole impegno per aumentare il numero di borse – che oggi ammontano a circa sessanta, fra primo e secondo livello di laurea – e per estendere gli scambi che includono anche Paesi come Turchia, Norvegia e Cipro, accanto ai più tradizionali Francia, Spagna, Inghilterra, Svizzera, Germania e Portogallo. “Il mio consiglio è quello di prendere contatto con i referenti. Alcune sedi sono più richieste di altre e, se il numero di domande è troppo elevato per una destinazione, il rischio è che qualche candidato sia escluso. Mentre per altre mete non vengono assegnate tutte le  borse”, raccomanda il prof. Tullio Jappelli, Direttore del Dipartimento. Rientra nell’ambito delle attività di scambio e internazionalizzazione anche la decisione di istituire alla Triennale un curriculum che preveda degli insegnamenti in lingua inglese, svolti da docenti stranieri, riservato ai quaranta migliori corsisti. Le attività si inaugurano ufficialmente il secondo semestre con il corso in Economic Policy, in collaborazione con l’Università di Warwick, durante il quale si affronteranno i temi della crescita economica, della distribuzione del reddito, del lavoro e della diseguaglianza, con particolare riferimento ai Paesi in via di sviluppo. Forte attenzione anche alle prospettive future per mantenere la sostenibilità dell’offerta didattica e, soprattutto, l’accesso. “Siamo sempre un po’ in sofferenza e speriamo nella programmazione annunciata dal Rettore”, aggiunge il prof. Jappelli. A breve verranno resi noti i risultati della valutazione che tanti malumori sta generando nell’accademia italiana, con scioperi, ritardi e rifiuti di adesione da parte di nomi prestigiosi. Per Jappelli “rappresenta un’importante occasione di presentazione e verifica del lavoro svolto e uno strumento utile per capire come sta andando l’Ateneo, quali aree sono più in linea con l’andamento nazionale e procedere al reclutamento. Tra l’altro non è individuale, ma collettiva. Mi sento parte in causa per essere stato parte attiva durante l’ultima valutazione, ma auspico che la Federico II non perda quest’opportunità”.
Simona Pasquale
Un percorso didattico impegnativo ma “nessuno viene lasciato indietro”
Motivazione e inclinazione per le discipline quantitative
Era un curriculum della Laurea Magistrale in Economia e Commercio, da quest’anno il percorso didattico in lingua inglese è diventato completamente indipendente e assegnerà una laurea con doppio titolo fra l’Università Federico II e l’Università di Lisbona. L’accesso è diretto per chi proviene da una laurea di primo livello in Economia dell’Ateneo fridericiano, per gli altri è previsto un piccolo esame. Gli uni e gli altri sostengono un colloquio preliminare con i docenti, che consigliano i candidati sulla scelta. “Non abbiamo particolari novità, le attività procedono in continuità con gli altri anni, la struttura è rimasta la stessa. Lavoriamo per migliorare il Corso e stiamo organizzando degli incontri di orientamento al mondo del lavoro con gli ex-studenti”, dice il prof. Marco Pagnozzi, Coordinatore del Corso di  Studi. Ma quali interessi coltivano i ragazzi che lo scelgono? “La lingua è solo uno strumento a cui abituarsi e, una volta acquisito il vocabolario economico, non si ha più alcun problema. Durante il Triennio ho svolto l’Erasmus a Francoforte e ho notato quanto delle attività svolte tutte in inglese attirino studenti stranieri”, afferma Veronica De Falco, iscritta al primo anno Magistrale in Economics and Finance, che racconta la sua vita da studentessa. “È un percorso per chi non si immagina esclusivamente nel nostro contesto, ma è pronto a partire e disposto a confrontarsi con persone di altri Paesi”. Come suggerisce anche il nome, possiede due anime, una economica e una finanziaria che dopo il primo anno si differenziano attraverso gli esami a scelta: “si rivolge a due tipologie di studenti, quelli interessati alle scienze sociali e alla ricerca e quelli maggiormente orientati al mondo del lavoro e delle applicazioni. In entrambi i casi, è necessario avere un’inclinazione per le discipline quantitative, perché il nostro approccio è estremamente formalizzato. Ha il vantaggio di avere pochi iscritti, perciò siamo molto seguiti. Il livello è alto, ma ci si viene accompagnati, nessuno viene lasciato indietro, però richiede un notevole impegno. Lo sconsiglierei, per esempio, a chi lavora perché bisogna dedicare molto tempo allo studio e alle lezioni”. Uno stile di vita che diventa anche una formazione della personalità, come sottolinea Veronica: “i ritmi sono intensi, la mole di lavoro è enorme, ma di fronte alle difficoltà si capisce per cosa si è portati. Per questo serve una grossa motivazione, che può aiutare anche chi, magari, alla Laurea Triennale non ha brillato”.
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