Amir, oro nel karate ed un futuro da economista

I Campionati Nazionali Universitari (Cnu) sono alle porte e i campioni napoletani si stanno preparando ad affrontare le gare di giugno. Uno di questi è il 22enne Amir Hasayen, medaglia d’oro di karate nella scorsa edizione, studente di Economia aziendale che anche quest’anno farà parte della squadra selezionata dal maestro Salvatore Tamburro del Cus. Si allena al Champion center di Secondigliano con Massimo Portoghese ed ha iniziato a 7 anni: “È da allora che mi alleno anche se adesso lo faccio con minore costanza perché ho abbandonato il sogno di vivere con le arti marziali. In questo sport non ci sono retribuzioni, è pura passione. La mia priorità perciò è l’università”. Alle competizioni però è abituato, ha cominciato a fare agonismo quando aveva 15 anni con i campionati cadetti che ha vinto nel 2006 per poi passare agli junior vinti anche questi nel 2009. Nello stesso anno è passato tra i senior conquistando il bronzo e ripetendosi nel 2010 prima di arrivare all’argento dello scorso febbraio. Anche ai Cnu ha collezionato diversi podi, nelle ultime tre edizioni è stato oro, argento e di nuovo oro: “Nelle mie categorie ho affrontato sempre i top, ci sono atleti validissimi tra gli universitari”. L’anno scorso ha partecipato anche ai mondiali universitari in Montenegro: “Ma non è andata granché bene. Nella gara individuale purtroppo ho perso proprio con un montenegrino, ho sbagliato ad affrontare la gara e non sono riuscito ad andare avanti. Nella competizione a squadre, invece, siamo partiti bene e abbiamo battuto Brasile e Polonia. Al terzo turno di nuovo il Montenegro e di nuovo siamo stati battuti. Stavolta però non è andato tutto liscio, nel senso che non ci è piaciuto come è stato gestito l’incontro dagli arbitri”. 
Gli allenamenti hanno preso una bella fetta della sua vita: “Ho dedicato tanto tempo al karate da quando a 15 anni ho iniziato a combattere. Alle superiori ho fatto lo scientifico, e lo studio mi prendeva non poco tempo, ma ho fatto tanti sacrifici e i risultati si sono visti per fortuna e mi sono preso delle belle soddisfazioni”. Allo sport però non ha dedicato il 100 per cento del suo impegno: “Perché in Italia se non entri in un gruppo sportivo non vivrai mai col karate. E non è facile, i concorsi sono rari e difficilissimi, i carabinieri hanno chiuso il settore, l’esercito ha solo 2 atleti. Questo perché il karate non è una disciplina olimpica e i gruppi militari non puntano a questo sport. Nel 2009 ho provato il concorso nelle Fiamme Gialle ma non avevo ancora abbastanza medaglie e non mi hanno preso. Ma non l’ho più riprovato né lo rifarei, è impossibile tanto. Dispiace però perché sai che avresti potuto fare di più ma la federazione non aiuta chi si avvicina a questa disciplina. Prima ad esempio per una vittoria ai campionati senior davano un bonus di 500 euro, un incentivo piccolo ma era già qualcosa, ora neanche quello”. 
La passione è nata vedendo i film di Van Damme (“Senza esclusione di colpi e Kickboxer sono i più belli”, afferma) ma se deve dire chi è il suo modello indica un coetaneo: “Un atleta siciliano con cui ho combattuto, Luigi Busà, ha 18 anni ma ha già vinto i senior mondiali. L’ho preso sempre come esempio perché è fortissimo eppure umile. Siamo diventati amici”. All’università studia Economia aziendale alla Federico II: “Mi mancano cinque esami per finire la Triennale. La tesi probabilmente la farò in Economia dei paesi in via di sviluppo. La Triennale è solo una fase di passaggio, bisogna finirla al più presto senza badare ai voti per poi passare alla Specialistica. È lì che bisogna impegnarsi e cercare di avere i voti alti”. La scelta del percorso di studi è stata dettata da un ragionamento pragmatico: “Economia è una Facoltà più concreta per questo mi sono iscritto qui. Avrei potuto fare Scienze Motorie, dove sarei stato sicuramente avvantaggiato, o Lingue visto che sono di origini arabe, oppure Filosofia che mi piaceva molto. Ma ho pensato che Economia mi avrebbe dato maggiori sbocchi”. Certo alcuni esami non lo entusiasmano: “Sto preparando Diritto tributario e me lo risparmierei volentieri, poi ho Macroeconomia e Scienze delle finanze. Insomma, non è che sono letture piacevoli”. È molto legato a Napoli ma anche ad un altro paese, la Giordania: “Mio padre è di lì e io vado ogni due o tre anni ad Aquaba a passare le vacanze sul Mar Rosso. Fare il bagno vicino alla barriera corallina è uno spettacolo straordinario, difficile da spiegare. A 11 anni ci ho vissuto sei mesi, per questo ho imparato abbastanza bene la lingua, anche se parlando con i miei parenti mi accorgo che è difficile e mi dispiace non essere più bravo”. Il suo futuro però lo vede qui, anche se per lavorare, soprattutto in questo periodo, a Napoli è dura: “Se dovessi lasciare la città ci rimarrei male, ma sono pronto a farlo. Al momento, però, non voglio pensarci, mi concentro sullo studio e sugli allenamenti. Campionati ed esami sono a giugno, una bella coincidenza. Ma non ci pensano gli organizzatori quando decidono le date delle gare?”.
Alfonso Bianchi
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