Analisi Matematica, superabile se si studia con costanza e ci si esercita

Analisi matematica 1/Geometria è certamente l’insegnamento che suscita più apprensione tra gli studenti del primo anno del Corso di Laurea quinquennale in Architettura. “Le problematiche della materia – spiega la prof.ssa Maria Luigia Diviccaro che insegna alle matricole il cui cognome inizia con una lettera tra A e D – sono comuni alle tre cattedre e i programmi non si discostano. Quest’anno tutti noi docenti abbiamo dovuto comprimere un po’ il programma, perché le lezioni sono iniziate con oltre un mese di ritardo. Abbiamo puntato all’essenziale, con l’obiettivo di fare acquisire soprattutto un metodo”. E’ questo, infatti, secondo la docente, il fine ultimo del corso ad Architettura. “Un buon architetto – dice – non può prescindere dalla capacità di impostare un problema, ottimizzare gli elementi a sua disposizione e pervenire ad una soluzione. E’ essenziale ai fini della realizzazione di un progetto. Ecco, quando qualche studente mi chiede a cosa serva la mia materia, quale sia la sua utilità per i futuri architetti, rispondo così”. L’esame consta di uno scritto e di un orale. Le modalità sono sostanzialmente le stesse, per le tre cattedre. “Allo scritto – dice la prof.ssa Diviccaro – do’ ai ragazzi quattro problemi da risolvere. Chi ne affronta almeno tre con esito positivo, passa all’orale. Al di sotto di quella soglia non si va avanti, perché l’esaminando dimostra di avere lacune tali da rendere inutile il colloquio. Insomma, meglio che approfondisca ulteriormente e si ripresenti”. Gli argomenti chiave del programma, così come li elenca la docente, spaziano dalla descrizione dell’insieme e delle proprietà dei numeri reali fino agli elementi per il disegno di un grafico e di una funzione. Analisi matematica, si diceva, è un esame ostico per molte matricole. “Colpa soprattutto”, sostiene la professoressa, “di un approccio errato. Ci sono ragazze e ragazzi i quali cominciano a seguire e già hanno la convinzione che non capiranno, che non gli piacerà la materia, che non è roba per loro. Invece, se si studia con costanza, ci si esercita puntualmente, si mantiene un contatto continuo col docente. Anche chi non ha frequentato a scuola lo scientifico può trarre profitto dalle lezioni e superare bene l’esame”. Diviccaro suggerisce a chi ha frequentato di sostenere l’esame subito, alla fine del semestre: “Lezioni ed appunti sono, per così dire, freschi. Si rende meglio. D’altronde, la percentuale degli ammessi al primo tentativo cala mano a mano che aumenta il lasso di tempo tra la frequentazione del corso e la prova finale”. Anche quest’anno, un giorno extra, al di là delle lezioni, è dedicato a chi voglia approfondire, interrogare la docente e i suoi collaboratori, porre domande. “Purtroppo”, dice la professoressa, “pochi hanno sfruttato questa opportunità nel corso del semestre. Credo, peraltro, che non sia tutta colpa dei ragazzi. E’ che, tra lezioni, laboratori e altro, hanno veramente pochissimo tempo a disposizione. Suggerisco, però, che si facciano vivi almeno dopo la fine del semestre, che si concluderà il 18 febbraio”.
Fabrizio Geremicca
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