Appelli di novembre e aprile, intoccabili per gli studenti

Il Consiglio di Facoltà di Economia del 27 giugno si è aperto con l’approvazione della proposta di ripartizione del bilancio per il 2005 secondo i criteri approvati nella mozione del 28 febbraio di quest’anno. Il criterio generale è il seguente: delle risorse liberate dalla Facoltà (che è in riequilibrio e quindi può contare sul 100% delle risorse e non sul 35%), una metà viene riattribuita all’area e l’altra metà va nel fondo di riequilibrio. L’attribuzione degli incarichi didattici per il prossimo anno accademico dei 390 insegnamenti attivi nella Facoltà, prende la maggior parte del tempo della riunione. 
Terminata questa fase operativa, l’assemblea comincia a discutere della proposta di organizzazione didattica che il neo eletto Preside prof. Achille Basile, assente alla riunione, ha inviato ai colleghi. Secondo questa proposta, i corsi saranno divisi in due semestri (3 ottobre-21 dicembre il primo e 20 febbraio-20 maggio il secondo), articolati in due bimestri ciascuno. Tra la fine dei corsi e l’inizio degli esami, per venire incontro alle richieste degli studenti, c’è un mese di pausa. I blocchi di lezione, che prima erano di due ore, vengono ridotti ad un’ora e quaranta. Così, si segue solo la mattina e un pomeriggio la settimana resta a disposizione per eventuali recuperi o esercitazioni. “La seconda lingua è obbligatoria?” chiede la prof.ssa Maria Rosaria Ansalone. “Ci sono appelli d’esame nell’intermezzo tra i bimestri?”, domanda la prof.ssa Lilia Costabile. “Si terranno le prove intercorso?” domanda il prof. Paolo Stampacchia. “La seconda lingua è obbligatoria e la prima data d’esame è a febbraio, però, se si vuole, si può organizzare lo stesso la prova intercorso” risponde il Preside prof. Massimo Marrelli. “Bisogna incentivare la frequenza, avere molte date d’appello non serve, si perde tempo” replica la prof.ssa Liliana Basile. Per consentire lo svolgimento delle prove intercorso, infatti, è prassi sospendere le lezioni per una settimana. “E’ importante non toccare gli appelli d’esame di novembre e aprile. Altrimenti è impossibile riuscire a concludere nei tempi previsti” dice intervenendo nella discussione il rappresentante degli studenti Umberto Tessitore, eletto nel movimento dei Giovani Economisti Federiciani “E’ folle non permettere agli studenti di sostenere l’esame appena terminato il corso”, interviene il prof. Lucio Fiore. “Io ho un piccolo esame al primo bimestre. In assenza dell’appello di novembre, a febbraio non veniva nessuno, anzi i ragazzi ripetevano il corso” dice la prof.ssa Simona Balbi. “Correre dietro a tanti esamini è dispersivo, qui si deve cercare un interesse più generale- il parere della prof.ssa Costabile che, rivolta agli studenti presenti in aula, aggiunge- Se volete essere bocciati, peggio per voi”. “Basta che uno studente venga bocciato una volta e il numero degli esami a disposizione per recuperare, diventa cruciale- replica Marrelli che riporta i dati relativi a prima e dopo l’introduzione degli appelli supplementari- In termini di Finanziamento Ordinario, il numero delle persone che sostengono gli esami, è passato dal 12 al 47%”. “Bisogna ridurre le materie, accorpare gli insegnamenti e fare tutti esami da dieci crediti” afferma il prof. Francesco La Saponara. “Accorpando i moduli non si migliora. Vorrei verificare le statistiche rispetto agli insegnamenti” sostiene il prof. Riccardo Viganò rispondendo al suo collega. “Mi sono sempre trovato bene con l’esame a novembre, appena finisce il corso” afferma il prof.Francesco Balletta. “Dopo due mesi, i ragazzi hanno dimenticato tutto” sostiene il prof. Nicola de Ianni. “Il problema è l’eccessivo frazionamento, vogliamo aumentare il numero di persone che sostengono gli esami. Che in quest’aula se ne discuta è già un successo”, dice il rappresentante del GEF in Senato Accademico, Gabriele Schiano Di Cola. “Rimandiamo la discussione, perché è chiaro che la Facoltà non è ancora matura” afferma Marrelli congedando l’aula. 
Nel corso del Consiglio non è stata discussa una proposta di modifica al numero dei crediti necessari per iscriversi al terzo anno, promossa dal rappresentante degli studenti dell’Unicentro Gianluca Varriale. Poiché sono necessari 85 crediti, 50 dei quali del primo anno, Varriale ipotizza la riduzione dei crediti del primo anno a 45 ai quali sommare altri 30, distribuiti tra il primo e il secondo anno. Un gran numero di studenti potrebbe così iscriversi al terzo anno senza dover ricorrere al contratto. Lo studente individua tra i maggiori ostacoli “l’esame di Microeconomia che in pochi riescono a dare subito”. Con questa proposta “gli studenti potrebbero iscriversi al terzo anno anche senza averlo sostenuto” dice Gianluca. La mozione è stata sottoscritta da tutti i rappresentanti degli studenti. 
    Simona Pasquale
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