Bar, le proteste degli ex dipendenti

Dopo i reclami degli studenti del Parthenope a seguito della chiusura dei bar ristoro presso le sedi del centro direzionale e di via Acton, insorgono anche i sei ex lavoratori del bar, senza lavoro dallo scorso 23 dicembre. “La società A.M. Food, – si legge in una lettera firmata dai dipendenti del bar e inviata, oltre che al Rettore, alla direzione amministrativa ed ai rappresentanti di Dipartimenti, personale docente e non docente e studenti – subentrata da un anno nella gestione, dopo tre mesi senza pagare gli stipendi, era sparita nel nulla… Abbiamo cercato di instaurare un dialogo con la dirigenza amministrativa dell’Università, e più volte ci siamo illusi in una rapida riapertura di locali per il nostro rapido reimpiego”. Intanto, è partito il nuovo capitolato d’appalto, nel quale i lavoratori – che, tra l’altro, accennano a “comportamenti scorretti dell’A.M.Food fin dal luglio 2010 per il mancato pagamento delle nostre spettanze” – chiedono di inserire una clausola che richiami la loro presenza. “Chiunque si aggiudicherà l’appalto del servizio – dicono – dovrà pure impiegare del personale, meglio se esperto e qualificato”. I tempi per la gara d’appalto, si può immaginare, non saranno di sicuro brevi. “In una sede universitaria come quella di via Acton, dove non ci sono aule studio o luoghi di ritrovo, il bar era un punto di incontro, di aggregazione e socialità – afferma Giuseppe Sbrescia, rappresentante in Senato accademico – di cui sentiamo il bisogno. Il prof. Giuseppe Vito, Preside della Facoltà di Scienze motorie, ha avanzato la proposta di affidare la gestione del bar ad una cooperativa di studenti, ma è tutto da vedere”. Per ovviare al disagio, si potrebbe, intanto, “allestire dei distributori automatici, almeno per l’acqua”, secondo Walter Savarese, altro rappresentante studentesco. 
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