Bennis, uno dei poeti più stimati del mondo arabo, a L’Orientale

Un poeta marocchino alla corte de L’Orientale. Mohammed Bennis, uno dei poeti più stimati del mondo arabo, è stato l’ospite d’onore nell’incontro del 29 novembre scorso nella sede del Rettorato. “Quella di Mohammed Bennis – afferma il Rettore Pasquale Ciriello – è una poesia aperta al dialogo e all’incontro con culture diverse. Per noi de L’Orientale è un motivo di plauso averlo qui, perché questo Ateneo s’ispira agli stessi ideali che caratterizzano l’opera dell’autore marocchino”.
L’incontro, curato dalle professoresse Maria Donzelli, docente di Storia della filosofia, e Francesca Corrao, titolare della cattedra di Lingue e letterature arabe, “s’inserisce in un nostro progetto di studio e ricerca dedicato alla costituzione di una cittadinanza euro-mediterranea”, riporta la Donzelli, che spiega: “Quando ci si riferisce al Mediterraneo come mare nostrum, bisogna capire se quel nostrum è vissuto come tale da tutti i popoli di quell’area. Insomma, bisogna tener conto del punto di vista dell’altro: la diversità non è un accidente, un elemento di disturbo, ma un valore necessario per costruire un’identità. Pertanto, solo se ci sono questi presupposti si può pensare di costruire una cittadinanza euro-mediterranea”. Con questo spirito nasce l’appuntamento con il poeta marocchino, “un intellettuale che ha incontrato culture diverse e non disdegna il concetto di differenza, anzi lo trascende”. 
Cinquantasette anni, docente di letteratura araba all’Università di Rabat da un quarto di secolo, traduttore in arabo di testi francesi, fondatore della casa editrice Toubkal, insignito nel 2002 del titolo di Cavaliere delle Arti e delle Lettere da Dominique de Villepin, allora Ministro degli Esteri francese, Mohammed Bennis “è personaggio dal grosso spessore culturale e intellettuale, nonché artefice dell’apertura del Marocco alla poesia moderna. Da tempo – racconta Ciriello – è uno degli animatori della vita marocchina e, più in generale, araba, circostanza che gli ha procurato non poche tensioni col Governo del suo Paese”. Una ventina le opere poetiche pubblicate sino ad ora, “tradotte in tantissime lingue, da quelle più diffuse a quelle di nicchia, per esempio il macedone”.
In un certo senso poeta di rottura, Mohammed Bennis si caratterizza per il paganesimo della sua opera, “perché – chiarisce la prof.ssa Corrao – nella sua poesia non ci sono confini. Bennis è un uomo che si è formato con la cultura islamica, ma poi ha rinnovato le sue conoscenze alla luce dei grandi avvenimenti del Novecento. Bennis, dunque, si ribella alle regole e pone le basi per ammodernare la cultura marocchina. L’Andalusia, per ovvie ragioni di vicinanza geografica, mantiene un posto centrale nella sua poesia”. 
La costruzione della realtà di Bennis è come vedere un quadro di Kandinskij: “L’azzurro è un movimento di distacco dall’uomo e allo stesso tempo centripeto, che tuttavia attira l’uomo verso l’infinito e desta in lui desiderio di purezza e di sete sovrannaturale”. Una citazione che rievoca la teoria dei colori del pittore astratto e che Bennis ha richiamato nel presentare, nell’incontro, il suo intervento focalizzato su “L’ospitalità dell’altro e il movimento azzurro della poesia”. “Una parola poetica araba si presenta straniera, abitata dallo straniero. L’interazione tra le parole cambiano infinitamente l’immaginazione. In questo incrociarsi, un universo singolare cominciò a fremere e un movimento scosse il mio giovane corpo. Movimento azzurro, direi”: così Bennis descrive il suo esordio nella poesia. Malgrado la condanna a ogni violazione alla chiarezza da parte della critica araba, Bennis sceglie di comporre “prendendo posizione in favore dell’oscurità e delle frontiere aperte tra le culture”. 
Tra gli studenti presenti all’evento (la partecipazione a questo e agli altri quattro incontri che seguiranno frutterà loro due crediti), due studentesse al terzo anno di Lingue, culture e istituzioni dei Paesi del Mediterraneo; entrambe studiano francese, Maria Carla Rossi anche arabo: “Ci appassiona la poesia; ascoltare poi parlare in francese è un buon esercizio per l’apprendimento della lingua”. Giulia Venuti, invece, è iscritta a Filosofia. “Sono qui – dichiara – perché m’interessa conoscere un poeta di un’altra cultura”. L’incontro con Mohammed Bennis è proseguito nel pomeriggio  con la lettura in arabo e in italiano delle sue poesie, accompagnata dalla musica dei Frame. 
Paola Mantovano
- Advertisement -





Articoli Correlati