Biblioteca chiusa da 5 mesi, una situazione scandalosa

Dopo mesi di stasi e riunioni insoddisfacenti e cariche di interrogativi destinati a rimanere senza risposta, finalmente, il 5 ottobre, in Commissione Didattica qualcosa è successo: professori e studenti hanno rialzato la testa.
Questo vuol dire che ci si batterà in futuro per un ruolo forte di questo organo. Un organo finora letteralmente bistrattato e frustrato in maniera imbarazzante nella sua più intima funzione da un Consiglio di Facoltà evidentemente sordo ad alcune richieste giudicate troppo ‘rivoluzionarie’. Riannodare le fila del discorso non è operazione difficile. Si ricorderà che il consesso presieduto dal professor Bruno Jossa aveva elaborato due progetti di riforma: uno sui programmi d’esame ed uno sulla questione tesi. Entrambi sono rimasti lettera morta, a spregio del ruolo che era stato inizialmente riservato alla Commissione, quello, appunto, di discussione e proposta su “questioni inerenti alla didattica”.
Ora, complice anche l’esordio del professor Gian Franco Campobasso, in una riunione dove peraltro c’erano praticamente tutti i docenti membri presenti (tranne Francesco Sclafani), da Armando De Martino a Vincenzo Cocozza, da Giuseppe Olivieri a Flavia Petroncelli Hubler, alla dottoressa Ines De Falco, nuova linfa sembra scorrere nelle vene di un organo dato troppo presto per morto. Gli studenti? Nota sempre dolente (sottolineata immancabilmente dai commenti dello stesso professor Jossa). A rappresentarli c’era sempre Antonio Esposito ed il neofita Salvatore Iavarone, sostituto ex officio dei dimissionari Interlandi, Mainolfi e Bonajuto. Questo lo scenario e questi i protagonisti che hanno deciso all’unanimità di sottoporre al Preside ed al Consiglio di Facoltà un documento ‘forte’ nel quale si chiedono una volta e per tutte chiarimenti in merito alle competenze della Commissione e, soprattutto, si gettano solide basi per lavori futuri. Che, a detta di tutti, non dovranno fare la fine ingloriosa di quelli passati…
In effetti nessuno si aspetta che la Facoltà decida di affidare alla Commissione lo studio della riforma del 3+2, argomento che è anche giusto trattare in consessi allargati e dotati di maggiore ufficialità. La speranza comune è, però, che ‘in piccolo’, anche la Commissione possa guadagnarsi la sua nicchia, magari incidendo su questioni che potrebbero tranquillamente riproporsi con il nuovo ordinamento. Come ha giustamente osservato il professor Campobasso “il problema dei programmi, quello delle tesi, e disfunzioni di questo genere, sono proprie di ogni ordinamento”, per cui Giurisprudenza potrebbe avere la soluzione dentro casa e non essersene ancora accorta…Il professore Campobasso, tuttavia, è andato oltre, portando degli esempi validi di quanto la Commissione potrebbe fare per la facoltà e quanto non fa (o non gli fanno fare?). Al punto che la sua proposta è stata quella di chiudere i battenti se si dovesse continuare su questa strada. “Non mi sembra che ancora nessuno si sia alzato per protestare per la situazione della nostra biblioteca centrale – ha detto -, eppure è chiusa da cinque mesi. Anche gli studenti sembrano non dolersene più di tanto. Poi vogliamo parlare delle esercitazioni, una situazione a dir poco scandalosa. Se si calcola che cominciano a gennaio, poi si interrompono due mesi per esami e lauree, poi per le feste di Pasqua, poi per gli esami della sessione estiva, ci si rende conto che non c’è quasi più spazio per farle. Da noi la didattica significa che si vuole creare un esamificio, eppure io ho proposto a suo tempo che si riducessero le sessioni d’esame. Magari farli a settembre e ottobre, lasciando liberi novembre e dicembre, ma già abbiamo visto che gli studenti farebbero la rivoluzione…”. Parole chiare quelle del professore, nelle quali si legge un forte scoramento. Sulla questione delle biblioteche gli ha fatto eco la professoressa Hubler. “E’ assurdo che io sia andata a chiedere un libro di testo consigliato sulla Guida – ha tuonato la docente – e mi sia sentita rispondere che non l’avevano proprio acquistato perché ‘tanto i professori li cambiano’. Ma come? Sono consigliati sulla guida ed una biblioteca di facoltà non ce li ha per darli in prestito a ragazzi che decidono di studiarseli lì? Pazzesco”.  A stemperare i toni ci ha pensato invece Salvatore Iavarone, uno dei due studenti presenti, il quale ha posto l’attenzione sul fatto che, pare, sia partita proprio in questi giorni una raccolta di firme da parte degli studenti per protestare contro la chiusura della biblioteca. Interessante anche l’intervento del professor Cocozza, che ha motivato abilmente il suo pensiero: la commissione non deve morire così, proprio ora che la riforma è alle porte, ma semplicemente chiedere chiarezza sulle competenze. In ultimo sì è segnalato anche lo studente Antonio Esposito, che ha parlato della difficile situazione della rappresentanza studentesca che, come si sa, non sarà rinnovata più a novembre. Stante anche la sua migrazione al Consiglio degli Studenti d’Ateneo, la domanda è: chi usufruirà del regime di prorogatio che la Facoltà ha concesso agli studenti? Chi finora non ha mai partecipato neanche ad una riunione della commissione didattica…
Speriamo che almeno i professori si facciano valere.
Marco Merola
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