Bioinformatica, una disciplina di frontiera

È una disciplina di frontiera, dal nome affascinante, che affronta in maniera trasversale il tema della complessità biologica e genetica, sfruttando i principi della Fisica dei sistemi complessi e le capacità computazionali dell’Informatica. È la Bioinformatica, materia a scelta del secondo anno della Magistrale in Informatica e Biologia. Ce ne parla il dott. Mario Nicodemi, docente del corso. “Tutti noi sappiamo del Progetto Genoma, che ha consentito la conoscenza delle circa sei miliardi di basi che compongono la sequenza di nucleotidi che forma il DNA – dice – Questo, però, è solo un punto di partenza. Cosa ce ne facciamo di questa lunga lista, così raffinata e precisa? È come conoscere ogni minimo pezzo di una portaerei e non sapere che si tratta di un mezzo in grado di galleggiare”. Per questo si è andato via via affermando un approccio modellistico predittivo. “La disciplina si è sviluppata negli ultimi quindici anni, trasformandosi, nei paesi anglosassoni, in una grande possibilità lavorativa – prosegue il ricercatore – Il Regno Unito e la California sono pieni di aziende impegnate nella ricerca e nello sviluppo di applicazioni biomediche, perché anche piccole scoperte possono dare grandi contributi”. I modelli utilizzati sono sia quelli dell’analisi dei dati propri dell’Informatica sia quelli della Fisica. In aula gli studenti sono in pochissimi. “Argomenti fondamentali del corso sono le applicazioni di modelli statistici alla Biologia e all’Economia. In questo momento, per esempio, ci stiamo occupando delle oscillazioni dei titoli in borsa. Il legame con la Biologia si sviluppa attraverso modelli matematici molto complessi che richiedono anche applicazioni informatiche e di programmazione tipiche della ricerca”, spiega Francesco Villani. “Nella ricerca ci sono possibilità interessanti anche a Napoli. Nell’industria invece no, però penso che sia interessante avere come prospettiva quella di andare fuori, sia esso un obiettivo massimo o minimo”, sostiene Dario Righelli. “Oltre le conoscenze base di programmazione, serve conoscere tantissima Statistica”, conclude Enzo Terrano. 
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