Biologia e Patologia dello Sviluppo, esame a scelta con sorpresa

Tra gli esami a scelta del III anno di Biotecnologie per la Salute vi è quello di Biologia e Patologia dello Sviluppo e dell’Accrescimento. Alcuni studenti lo inseriscono nel piano di studi perché, dal nome, le tematiche dell’esame suonano familiari ma poi, quando cominciano a studiarlo, incontrano difficoltà superiori alle aspettative. Il problema è che gli studenti di Biotecnologie hanno una buona preparazione di Biologia ma non si sono mai avvicinati allo studio della Patologia. “Il manuale è da decifrare. Ci sono molti termini tecnici. La descrizione della clinica delle malattie è più adatta ai medici che ai biotecnologi”, afferma uno studente. Il testo in questione è il volume di Rubino-Iorio-Canani che va integrato con gli appunti e le slide del corso del prof. Pietro Strisciuglio. Da imparare vi sono le manifestazioni cliniche delle varie patologie e le relative terapie. “Il programma è incentrato sulla prevenzione generale e la diagnosi. La parte più interessante è quella sulle malattie genetiche”, sostiene Roberta.
Tra le domande dell’appello del 10 febbraio, ce ne sono alcune sul diabete, la morte del bambino nel sonno, il morbillo, la rosolia, le infezioni neo-natali, la sindrome di Turner, il vaccino per il virus dell’epatite B e la gascromatografia. “Bisognava indicare a che età il bambino è in grado di stare seduto – racconta Valentina – Una domanda era sull’OCT che è un difetto enzimatico del controllo dell’urea”. I voti spaziano tra il 21 e il 26. Fa eccezione Irene che ha preso 29, avendo commesso un solo errore. Infatti, il compito prevede 30 quesiti a risposta multipla e per superarlo si deve rispondere esattamente ad almeno 18 di essi.
Non ci sono argomenti dell’esame che possono essere trattati in maniera più superficiale. Vanno ripetuti i capitoli più discorsivi che trattano, per esempio, i parametri del bambino che devono essere controllati alla nascita, quelli auxologici per attestarne la corretta crescita, le fasi dello sviluppo psicomotorio, il fabbisogno alimentare e l’approccio diagnostico in caso di bassa statura patologica con la relativa terapia attraverso la somministrazione di GH ricombinante. Un’attenzione particolare richiedono i concetti più tecnici come la fenichetonuria e il metabolismo della fenilalanina, il Guthrie test, le varie forme del deficit di Phe idrossilasi, la diagnosi dell’ipotiroidismo e della fibrosi cistica.
Roberta si è accontentata di un 23, Valentina ha avuto 26. Entrambe consigliano di non trascurare gli ultimi capitoli del libro: “Può sempre uscire una domanda sulla terapia genica con vettori virali e lipidici, la colite ulcerosa, l’emogasanalisi, le insufficienze renali, le malattie lisosomiali come la mucopolisaccaridosi. Da non sottovalutare neppure la sfingolipidosi, le leucemie, l’artrite cronica giovanile, l’ontogenesi del sistema immunitario e, tra le malattie infettive, la varicella, la psittacosi e la mononucleosi”.
Valentina ritiene che il proprio percorso di studi sia diventato più complesso con il passare del tempo: “Il primo anno è stato il più facile, il secondo il più terribile perché ci sono un sacco di esami tri- o quadro-modulari. Il terzo è il più interessante anche perché hai 18 crediti a scelta; ciò significa che puoi inserire nel piano di studi due o tre esami che più ti piacciono”.
Roberta ha iniziato il tirocinio pre-laurea con la prof.ssa Gabriella De Vita nei laboratori del XII piano della Torre biologica ed è entusiasta della nuova esperienza: “Finalmente riesco a capire quello che avevo visto  nelle slide. Fino ad adesso, le volte che avevo messo piede in un laboratorio si contavano sulle dita di una mano: è stato durante i corsi di Chimica Organica e Biochimica”. Alla studentessa mancano pochi esami alla laurea ma alcuni di essi sono molto impegnativi. “Finché non supero Biologia Molecolare Clinica con le professoresse Esposito, Frisso e Tomaiuolo, la laurea rimane lontana”. “Io temo di più Farmacologia e Tossicologia – ribatte Irene che, avendo matricola dispari, deve sostenerlo con la cattedra della prof.ssa Rosa Carnuccio – Chi capita col prof. Lucio Annunziato fa solo lo scritto. Con la Carnuccio non solo lo scritto è più difficile ma si fa anche l’orale”.
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