Cambia fisionomia la Scuola Politecnica

“Per carità, non ci penso proprio”. Il prof. Furio Cascetta, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, commenta così le voci, circolate nelle scorse settimane, che lo accreditavano quale possibile candidato alla presidenza della Scuola Politecnica e delle Scienze di base. “Non c’è nulla di vero”, sottolinea. Si conferma, dunque, che ad oggi l’unica ipotesi concreta è quella della candidatura del Direttore dell’altro Dipartimento di Ingegneria che afferisce alla Scuola, il professore Alessandro Mandolini, che è al timone di Ingegneria Civile, Design, Edilizia ed Ambiente (Dicdea). Sgomberato il campo da ogni possibile coinvolgimento personale, Cascetta spende qualche parola circa gli obiettivi che dovrà porsi il nuovo Presidente. “È una fase molto delicata per la Scuola – sottolinea – perché cambia ancora una volta la sua fisionomia. Inizialmente vi confluivano tre Dipartimenti, i due di Ingegneria e quello di Matematica-Fisica. Poi con l’ingresso di Architettura, siamo diventati quattro. Ora è molto probabile che ritorneremo ad essere in tre, perché è in corso un processo di accorpamento dei due Dipartimenti di Ingegneria in una sola mega struttura. È sufficiente dire questo per comprendere che almeno la prima parte del prossimo triennio – tanto dura il mandato di presidenza – dovrà essere spesa per mettere a punto al meglio la macchina, coordinando i Dipartimenti e mettendo a sistema uffici e spazi al servizio dei diversi Corsi di Laurea”. Sul futuro della Scuola Politecnica e delle Scienze di base interviene pure il professore Luigi Maffei, che dirige il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, l’ultimo tra quelli che hanno aderito. “Affinché quello tra noi ed Ingegneria non resti un matrimonio non consumato – sottolinea – è fondamentale che il nuovo Presidente si adoperi per promuovere iniziative comuni di formazione post lauream sul territorio. Credo, inoltre, che vadano rilanciate le attività di tirocinio e di master e che si debbano ottimizzare le risorse a disposizione per garantire adeguata copertura a tutti i Corsi di Laurea dei Dipartimenti incardinati nella Scuola”. Non è ancora stabilita, peraltro, la data delle votazioni per il nuovo Presidente e non è detto che si vada alle urne, come invece accadrà per la Scuola di Medicina, entro la fine del 2017. Si attende il compimento della fusione tra i due Dipartimenti di Ingegneria. Concreta, dunque, la prospettiva che il successore del professore Antonio D’Onofrio, Presidente facente funzioni da alcuni mesi, dopo le dimissioni rassegnate a luglio (tre mesi dopo la scadenza naturale del mandato in un clima di assoluta serenità, come sottolineò il docente) dal prof. Alfredo Testa, sarà scelto all’inizio del 2018.
Fabrizio Geremicca
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