Campanile si dimette da commissario di concorso

Il prof. Antonio Campanile, con una lettera, illustra per i lettori di Ateneapoli i motivi che l’hanno spinto a dimettersi dalla commissione concorsuale di Ingegneria Navale per 1 posto di professore associato, concorso denunciato con un esposto alla Procura dal ricercatore e membro del Senato Accademico, dott. Franco Quaranta. Ora toccherà al Consiglio di Facoltà indicare il membro interno, sentito il raggruppamento disciplinare.
Di seguito la lettera del prof. Campanile
* * *
Egregio direttore,
desidero precisare gli sviluppi della vicenda concorsuale che è stata pubblicizzata sul giornale da Lei diretto ed ha coinvolto il mio nome. 
Ricordo che nel numero di Ateneapoli del 18/1/06 compariva in prima pagina il titolo: “Malauniversità” al Federico II – Un caso ad Ingegneria?, con a fianco la foto del ricercatore dott. Franco Quaranta. Nell’articolo, sostanzialmente una intervista al Quaranta, questi, tempestivamente allarmato per quanto riferitogli da terzi il 6.5.05, asseriva tra l’altro: “c’è il rischio che abbiano già preparato tutto per potermi far fuori quale candidato indesiderato” nella procedura di valutazione comparativa per la copertura di un posto di professore associato per il Settore Scientifico Disciplinare ING-IND/02 bandita il 3.5.05 dall’Ateneo fridericiano; in merito, egli aveva presentato il 22.11.05 un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli ed il giorno dopo, il 23.11.05, l’istanza di ricusazione del sottoscritto quale componente della commissione giudicatrice, designato dalla Facoltà di Ingegneria.
Il successivo Ateneapoli del 3.2.06 riportava un articolo dal titolo “Cosenza: ad Ingegneria meritocrazia e professori di alto livello”; in esso il Preside di Ingegneria difendeva nel modo più assoluto la dignità della Facoltà e rivendicava il prestigio del settore dell’Ingegneria Navale, a cui appartengo.
Nel frattempo, acquisite le motivazioni formulate a sostegno dell’istanza di ricusazione, inviavo all’Amministrazione Universitaria, che le aveva richieste, le mie osservazioni al riguardo e restavo in paziente attesa delle determinazioni degli organi competenti, certo della mia correttezza e fiducioso nell’opera di accertamento della verità da parte delle autorità preposte. Non invano!
Il Rettore, con decreto del 10.2.06, ha respinto l’istanza di ricusazione.
Il Giudice per le indagini preliminari, nel procedimento sorto a carico di ignoti a seguito dell’esposto del dott. Quaranta, ha disposto il 22.3.06, su richiesta del Pubblico Ministero, l’archiviazione del procedimento penale perché il fatto non sussiste.
Assodata sia in sede accademica sia in sede giudiziaria la legittimità del mio ruolo di commissario, ho considerato che sarebbe stato ipocrita assumere che non fosse successo niente. Ritengo, infatti, la funzione di commissario un onere istituzionale, non certo un onore od un privilegio od un’opportunità per manovre di altro genere; in presenza di sospetti espressi anche a mezzo stampa, è allora opportuno che il disinteresse personale non solo sia nei fatti, ma anche appaia nel modo più chiaro possibile, a beneficio del prestigio dell’Accademia e dei suoi rappresentanti.
Mi sono perciò convinto a rassegnare le dimissioni, cosa che ho fatto in data 27.3.06. Avrei potuto farlo già prima, a vantaggio della materiale speditezza concorsuale; ma per la mia dignità era necessario che io attendessi rispettosamente le valutazioni dell’Autorità Accademica e dell’Autorità Giudiziaria, istituzionalmente preposte ad accertare la mia correttezza nella qualità di commissario. Solo dopo di ciò ho potuto decidere in piena libertà di coscienza.
L’opportunità delle mie dimissioni ha trovato immediata conferma, lo stesso giorno dopo, quando mi è stato notificato un ricorso del Quaranta contro il Rettore e nei miei confronti, presso il T.A.R. della Campania, teso all’annullamento del decreto rettorale con cui si respingeva la sua istanza di ricusazione.
Ora, essendo state accertate le mie dimissioni, non ha più ragion d’essere il riserbo cui mi sono attenuto ad evitare anche il solo dubbio di una qualche mia interferenza nei processi decisionali delle autorità coinvolte;  posso perciò invitarLa alla pubblicazione di questa mia lettera di precisazioni, anche perché credo sia doveroso offrire ai suoi lettori una informazione completa sull’argomento.
Coi ringraziamenti per l’attenzione prestatami, Le porgo distinti saluti.
Napoli, 12 aprile 2006
Prof. Antonio Campanile
Dipartimento di Ingegneria Navale 
Università degli Studi di Napoli Federico II
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