Capodanno cinese, L’Orientale protagonista

Danze caratteristiche, sfilata di studenti in abiti tradizionali, fuochi d’artificio sul mare e una mostra fotografica: sono alcune delle iniziative che si sono svolte a Napoli il 2 e 3 febbraio, in occasione del capodanno cinese. Ad organizzare la manifestazione, l’Ambasciata Cinese e il Comune di Napoli, in collaborazione con ‘L’Orientale’.
“Sono lieta che sia proprio il nostro Ateneo ad ospitare questa importante iniziativa – ha detto il Rettore Lida Viganoni, durante il convegno di apertura dei festeggiamenti, che si è svolto a Palazzo du Mesnil e ha visto la partecipazione dell’Ambasciatore Cinese in Italia Ding Wei e del Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino – La sinologia resta il cuore di questa Università, sin dalla fondazione (nel 1732) del Collegio dei Cinesi ad opera del missionario Matteo Ripa. Ne sono testimonianza i nostri Corsi di Laurea e i Dipartimenti, in particolare quello di Studi Asiatici che con la sua biblioteca (ricca di testi anche molto rari) rappresenta uno dei nostri fiori all’occhiello”. L’ambasciatore ha sottolineato la centralità di Napoli nei festeggiamenti per il passaggio all’anno del coniglio, secondo il calendario tradizionale cinese “siamo certi che in futuro Napoli diventerà un fondamentale ponte di collegamento fra la Cina e l’Italia”. Il Rettore ha poi ricordato i numerosi accordi con università cinesi, che permettono di realizzare la mobilità di studenti e docenti, e l’Istituto Confucio (con sede a Palazzo del Mediterraneo) che da alcuni anni organizza corsi di lingua, di cucina e altre attività inerenti alla cultura cinese. Proprio nella sede del Confucio è stata organizzata per una settimana una mostra fotografica dedicata ai paesaggi del Sud della Cina e sono stati distribuiti agli studenti abiti tradizionali di 50 minoranze etniche che vivono nella Repubblica Popolare Cinese. Durante la performance artistica in Piazza Plebiscito, con le danze dei leoni, dei draghi e dei 50 tamburi dello Shaanxi, molti ragazzi de L’Orientale hanno sfilato in costume. “Un’esperienza davvero unica – hanno detto entusiaste Simona Iodice e Jessica Polce, iscritte al terzo anno della Triennale in Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa – Pensiamo che chi studia il cinese debba abbracciare ogni aspetto di questa cultura”. Le due studentesse non sono ancora state in Cina, ma assicurano: “subito dopo la laurea il primo passo sarà andare a migliorare le conoscenze linguistiche sul posto. Nel frattempo ci impegniamo negli esami che sono sì difficili, ma fortunatamente abbiamo docenti che ci seguono passo passo”. C’erano anche due allieve dell’Istituto Confucio, Maria Luisa e Martina, che frequentano l’ultimo anno di Liceo Artistico e hanno già le idee chiare sul loro prossimo futuro: “dopo il diploma ci immatricoleremo all’Orientale. Nel frattempo frequentiamo il Confucio per apprendere le basi della lingua. Manifestazioni come quella di oggi mostrano che la Cina non è più considerata lontana come qualche anno fa e che un incontro tra culture tanto diverse è possibile”. I costumi messi a disposizione degli studenti sono andati letteralmente a ruba. Giada Diluvio, studentessa di Disegno Industriale per la Moda alla Seconda Università, non è riuscita, per un ritardo, a ritirare l’abito “ma non ho voluto rinunciare alla sfilata e ho comprato un vestito. Pur frequentando un Corso di Laurea che ha poco a che vedere con le tradizioni dell’estremo Oriente, penso sia stata un’occasione unica, per cui valeva davvero la pena esserci”.
Anna Maria Possidente
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