Carlo Lucarelli sul caso Majorana

“Questa sera abbiamo senz’altro battuto il record di presenze – afferma il Rettore Guido Trombetti osservando le oltre 1.000 persone accorse nella Sala Rossa del complesso di Monte S.Angelo per la serata inaugurale del IV ciclo di conferenze Come alla corte di Federico II.  Relatore d’eccezione Carlo Lucarelli, un giallista conosciuto al grande pubblico per la trasmissione televisiva Blu notte. Tema dell’incontro “Un mistero ancora non risolto: la scomparsa di Ettore Majorana”.
“Io mi vanto di aver letto tutto quello che è stato scritto su Majorana” afferma il Rettore introducendo l’argomento della serata. “Bene, ne sapete già tutto anche voi?” esordisce Lucarelli rivolgendosi al pubblico – Spero di no, altrimenti non saprei proprio cosa raccontarvi…” 
Lucarelli spiega che non parlerà delle scoperte fisiche del grande scienziato ma delineerà un ritratto del personaggio, una persona reale e concreta, così geniale, inquieta ed intrigante da poter essere restituita attraverso le categorie del mistero.
““Il caso Majorana” è un bellissimo titolo da romanzo giallo – dichiara Lucarelli – La misteriosa scomparsa dello scienziato, la notte del 15 marzo del 1938, ne fa il protagonista di un caso insoluto ma non insolubile”.
Le ultime notizie su Majorana testimoniano che in quella fatidica notte egli si trovava sul piroscafo proveniente da Palermo e diretto a Napoli: Lucarelli si diletta a dipingere nell’immaginario del pubblico la scena da cui inizierebbe un suo ipotetico giallo imperniato su questo caso. “Un uomo magro, con aspetto saraceno, che fuma nervosamente sul ponte di una nave”: da qui si dipartono le numerose ipotesi che sono state avanzate sulla sua improvvisa scomparsa.
Suicidio, disgrazia, ritiro in un convento del sud Italia, trasferimento sotto falso nome in Germania o in Argentina. “Forse è scomparso come i protagonisti di “Chi l’ha visto” ed è da identificare in un barbone che in Sicilia era di una bravura strepitosa nei calcoli”, sostiene Lucarelli. Che sia stato rapito dai marziani o si sia infilato in uno squarcio spazio-temporale, tra le ipotesi più fantasiose avanzate dai fumetti.
“Io lo so dove è Ettore Majorana! – esclama Lucarelli prima di congedarsi per destare l’effetto sorpresa – Dove si dice che Elvis Presley sia andato dopo la messa in scena della sua fine. In un’isola dei Caraibi, proprio come Marilyn Monroe e John Lennon. A me piace immaginare che lì ci sia  anche Ettore Majorana”.  
“Scomparso!”
Scartate le ipotesi semplici:
“inadatte al mito”
“Sono tutte ipotesi possibili, ma impossibili a dimostrarsi – interviene il professor Franco Salvatore – Il suicidio o una disgrazia sono ipotesi più banali ma perché dobbiamo pensare che siano da scartare solo perché sono meno affascinanti?”.
In effetti se qualcuno avesse assassinato Majorana per rubargli i 25 milioni che aveva con sè, la sua fine sarebbe priva di interesse. “Il professor Salvatore ha ragione – ammette Lucarelli – le ipotesi più misteriose ci sembrano più affascinanti. Ognuno dà al mito la risposta che preferisce. Per me è sull’isola e seppure si trovasse il cadavere, io non crederei alla sua morte”. 
“L’esposizione di Lucarelli è stata affascinante – afferma il professor Bruno Preziosi che si è occupato a lungo della vicenda professionale ed umana di Majorana – Condivido tutto, tranne forse la conclusione. Majorana era un uomo che non aveva amici ma amava la famiglia: non può essersi ucciso”.
“Non posso crederci. Se amo i miei familiari e per amor loro scompaio, sono un sadico! – ribatte Trombetti – Quando si creano dei miti avviene una sorta di rimozione. Potrebbe essere andato in Argentina o in Germania a proseguire i suoi studi collaborando a costruire la bomba atomica. E’ un’ipotesi che ha pari dignità delle altre”.
“Posso azzardare un’altra ipotesi? – si leva una voce dal pubblico – Prevedendo i tagli stipendiali all’Università, potrebbe aver pensato di mettere al sicuro i suoi ultimi cinque stipendi in Svizzera…”
Il Rettore sorride e ne approfitta per ricordare i prossimi appuntamenti del ciclo di conferenze: “Quest’anno sono previsti interventi di Giorgio Franceschetti, Roberto Di Lauro, Claudio Lo Jacono, del simpaticissimo Ferruccio De Bortoli, di Elena Sassi della quale penso tutto il bene possibile, Lucio Luzzatto, Stefano Bartezzaghi e Antonio Romano con cui, da studente, ho sostenuto l’esame di Fisica”.
Il Rettore sottolinea come quest’iniziativa all’Università non costi nulla. Anzi, le restituisce delle risorse: “abbiamo tantissimi sponsor che ci hanno permesso di pubblicare tutti gli articoli della scorsa edizione, nonché i tre testi vincitori del concorso di divulgazione scientifica aperto a studenti e ricercatori.” Il Rettore ribadisce che queste conferenze restituiscono il senso della comunità scientifica e costituiscono un momento di condivisione di un saper scientifico utile per l’intera società.
“Difficile 
l’aggregazione
oltre l’esame”
“Queste serate sono dei bei momenti di aggregazione di professori, ricercatori e studenti – afferma Luca Carratore, Consigliere di Amministrazione dell’ADISU – Rare sono le occasioni in cui gli studenti si possono trovare seduti accanto ai propri docenti a parlare di qualcosa di diverso dalle materie d’esame”.
“Fondamentale è la possibilità di interloquire su tematiche che fuoriescono dagli argomenti di studio – spiega Antonio Arcuri, studente di Biologia – Credo sia un bene stimolare culturalmente soprattutto gli iscritti alle Facoltà scientifiche, sensibilizzarli verso ciò che li circonda”.
Carratore giudica ottima l’idea di puntare su di un nome di richiamo per iniziare questo ciclo di incontri: “Indovinato è il tentativo di superare il fossato tra mondo scientifico e cultura letteraria ricorrendo ad un personaggio come Lucarelli, capace di dare una diversa interpretazione alla figura di Majorana.”
“Lucarelli non è solo uno scrittore, è un cultore del giallo – sostiene Paolo Assante, studente di Scienze Naturali – è un narratore abilissimo nell’introdurre nuovi elementi in grado di suscitare curiosità”.
Ma Lucarelli ha stimolato nei presenti anche la curiosità di approfondire la storia di Majorana. “Comprerò il libro di Sciascia – dichiara Laura Gifoni, studentessa di Giurisprudenza – Interessante è stata la scelta di Lucarelli di far riferimento ad un testo di uno scrittore, anzichè a quello di uno scienziato”.
“Anch’io ho intenzione di leggere il romanzo di Sciascia – afferma Ilaria Guadagno, un’altra studentessa di Giurisprudenza – Lucarelli mi ha reso Majorana simpatico. E’ carino pensare che ora potrebbe essere sull’isola dei famosi…”.
Qualche critica:
“mi aspettavo di più”
Nel variegato pubblico di docenti e discenti non manca tuttavia qualche critica. “La conferenza mi è piaciuta ma mi aspettavo che Lucarelli si avvalesse di supporti fotografici, che mostrasse dei documenti dell’epoca – afferma Damiana Leo, dottoranda in Neuroscienze al suo battesimo alla Corte di Federico – Avrei gradito che Lucarelli si fosse addentrato di più nei dettagli del caso. Però mi ha convinto a leggere la biografia di Erasmo Recani”.
“Anch’io mi aspettavo un intervento più scientifico – aggiunge Salvatore Zingone, studente del Master in Comunicazione e Divulgazione Scientifica – Avrei voluto saperne di più sulle sue scoperte, le sue geniali intuizioni, i suoi studi”.
“Tutti conosciamo il potere di affabulazione di Lucarelli – interviene il professor Guido Rossi, Presidente uscente del Polo delle Scienze della Vita – Avrei gradito però che raccontasse qualcosa di più dei particolari delle storia”.
“Ho conosciuto Lucarelli attraverso la televisione – afferma Patrizia Contursi, ricercatrice del Dipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale – Mi piace come spiega ed anche il caso di Majorana è interessante. Ne avevo già sentito parlare e molte delle ipotesi sulla sua scomparsa non mi hanno sorpresa”. 
La dottoressa Contursi è incline a credere alla tesi di un trasferimento in incognito di Majorana all’estero, Salvatore Zingone ritiene più credibile l’ipotesi del suicidio, mentre Damiana Leo preferisce pensare ad un Majorana che, innamorato della scienza pura, si sia ritirato in convento alla ricerca della pace interiore.
“Lucarelli ha una grande bravura nel trascinare le persone all’interno di un viaggio in una realtà immaginaria – afferma il professor Giuseppe Cirino, neoPreside della facoltà di Farmacia – Stavolta ha fatto qualcosa di diverso da quello che in genere fa in tv con l’ausilio di filmati e fotografie. Con la sola voce è riuscito a tener desta l’attenzione del pubblico per più di un’ora è mezza”.
Manuela Pitterà
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