Chioschi informatici fuori uso, file in segreteria

File di quasi tre ore per uno statone: questa è la situazione che si trovano a dover affrontare gli studenti di Ingegneria. Il motivo? Non funzionano i chioschi informatici, così aumentano le code agli sportelli della segreteria. “E’ una vergogna! – afferma Cosma Baio, rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà – Al triennio, sono rotti tutti e sei i chioschi disponibili”. Non va meglio in via Claudio. Sono sempre meno le postazioni funzionanti; in alcune manca la carta per la stampa, oppure è rotta la trackball. Disservizi che costringono gli studenti ad interminabili code per stampare i certificati. Molte delle operazioni consentite dai chioschi non sono effettuabili da casa e necessitano della stampa di ricevute, come nel caso della prenotazione esami: questo comporta la scelta obbligatoria di doversi rivolgere in segreteria. “La segreteria è completamente sommersa dagli studenti che vengono a chiedere  certificati – racconta Marco Race, dell’Associazione Assi – e a volte i dipendenti si rifiutano persino di stampare. E’ una situazione che si trascina da circa un anno”. L’Associazione Studenti d’Ingegneria ha sottoposto il problema alla Presidenza e, quindi, al dottor Maurizio Tafuto, responsabile della Prima Ripartizione. In concorso con il Centro Servizi Informatici di Facoltà, sono state assicurate alcune postazioni informatiche con relative stampanti in ogni aula multimediale, in modo da permettere agli studenti di stampare i certificati e consultare i propri dati: “ma – si domandano gli studenti – quanto potrà servire?”. I chioschi informatici non possono essere sostituiti da alcune postazioni internet. 
Altra questione che bolle in pentola è quella del calendario didattico: “Siamo in attesa del prossimo Consiglio di Facoltà – spiega Race – per sapere se il calendario verrà approvato per poi essere reso pubblico”. Infatti, come da regolamento, il Consiglio di Facoltà si impegna ad elaborare e approvare il calendario didattico e a pubblicizzarlo tramite il sito web o l’affissione negli appositi albi, ma ad oggi questo ancora non è avvenuto. Gli studenti si trovano così a dover peregrinare fra le aule e gli uffici dei professori per conoscere le date degli esami che hanno in programma di sostenere. “Come rappresentanti di Facoltà – spiega Race – ci stiamo impegnando per cercare di controllare e di conoscere le date dei vari appelli, ma non è facile perchè gli esami sono davvero tanti. I ragazzi si preoccupano, così, di andare da ogni singolo docente a chiedere informazioni. A volte, però, questo non è possibile o, addirittura,  alcuni professori non hanno ancora fissato una data: in questo caso invito i ragazzi a rivolgersi ai rappresentanti di Facoltà, i quali, grazie all’aiuto del prof. Salatino, Coordinatore dei Presidenti di Corso di Laurea, si metteranno in contatto  con il docente”. 
Vecchio ordinamento e albo: verso una svolta?
Sembra invece volgere al termine la questione tanto lunga e spinosa dell’iscrizione all’Albo degli Ingegneri. E’ del 2001 il Dpr 328 che cambia la modalità di svolgimento dell’esame e che smembra l’albo degli ingegneri in tre diversi albi professionali: Informazione, Industriale, Civile. Provvedimento che ha suscitato molte polemiche da parte degli studenti del vecchio ordinamento che si sono visti cambiare le regole sotto il naso: sono più di 3.000, solo alla Federico II. “Mi sta anche bene la divisione nei tre albi – dichiara Cosma Baio – viste le diverse competenze, ma  non lo trovo giusto in linea di principio perchè vorrei venisse rispettata la normativa con cui mi sono iscritto. Invece, anche noi laureati con il vecchio titolo ci siamo trovati di fronte alla prospettiva di un esame di abilitazione con due prove scritte, una orale più una terza prova pratica di cui si conosce ben poco. I nostri colleghi, in precedenza, hanno sostenuto solo una prova orale ed una scritta. Inoltre, mentre con la vecchia normativa eravamo automaticamente iscritti a tutte e tre i settori dell’albo unico, oggi possiamo iscriverci solo al nostro settore di provenienza”. Nel 2002 è partita, con una prima raccolta di firme, la campagna nazionale contro il Dpr 328/01; è stata riproposta nel 2005. L’obiettivo: ottenere una proroga dell’applicazione della normativa a favore dei laureati con il vecchio ordinamento fino al 2008. Proprio in questi giorni sembra che si sia giunti ad una svolta: i consiglieri nazionali della Confederazione degli Studenti, Gennaro Ceparano e Enzo Piazza, dietro sollecitazione di Luigi Napolitano, rappresentante degli studenti d’Ingegneria in Senato Accademico, hanno sottoposto la questione al vice Ministro all’Università e Ricerca Scientifica, on. Luciano Modica,  che si è detto favorevole ad una proroga ed ha anche ventilato l’impegno di eliminare tutte le modifiche introdotte dal Dpr 328 per gli studenti del vecchio ordinamento fino ad esaurimento. “Se dovessero davvero venire accolte queste nostre richieste – annuncia Luigi Napolitano – sarebbero fatti salvi i diritti degli studenti del vecchio ordinamento. Se vogliamo fare un paragone calcistico, per loro è stato come iniziare a giocare per vedersi cambiate le regole durante la partita”.
Valentina Orellana
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