Cinema, letture, musica per raccontare 200 anni della nostra storia

Sei incontri per raccontare l’evoluzione dell’identità nazionale negli ultimi duecento anni, dalle prime esperienze giacobine fino ai giorni d’oggi: è il percorso della rassegna ‘La Nuova Italia e i vecchi italiani’. “Un’iniziativa che nasce accanto alle numerose celebrazioni di carattere scientifico che si sono svolte in questi giorni. Ha l’obiettivo di creare un momento di coinvolgimento più ampio, che comprenda gli studenti ma anche i singoli cittadini”, spiega il Giancarlo Alfano, docente di Letteratura Italiana alla Seconda Università, curatore della rassegna. Voluta dalla Federico II, “questa iniziativa si inquadra nell’ambito della celebrazione del centocinquantenario dell’Unità e si basa su quei valori fondamentali per una nazione, che un certo relativismo mette in discussione e di cui noi vogliamo rivendicare la necessità”, sottolinea il Preside della Facoltà di Lettere Arturo De Vivo. Che aggiunge: “i docenti della Federico II in queste settimane sono impegnati in numerose iniziative sia interne che esterne all’Ateneo, mettendo a disposizione del pubblico la loro competenza. In questo caso, invece, molti letterati che si sono formati presso il Dipartimento di Filologia Moderna della Facoltà di Lettere offrono il loro contributo per un’iniziativa dal taglio letterario e artistico, per risvegliare, presso un pubblico di studenti e cittadini, sentimenti e riflessioni”.
L’iniziativa organizzata dal COINOR, Centro di Ateneo per la Comunicazione e l'Innovazione  Organizzativa, parte il 4 aprile per concludersi il 23 maggio. Offrirà una visione della nostra storia che non sia celebrativa né polemica, ma che, attraverso il fil rouge della letteratura, ci racconti il nostro essere italiani. “Il punto di vista è non solo storico, ma anche letterario e culturale”,   sottolinea De Vivo. “Senza celebrare valori desueti, ma neanche accendendo polemiche di carattere storiografico, – conferma Alfano – auspichiamo di creare un’apertura al dialogo usando la forma dell’arte. La letteratura ha sempre costituito un legame e un momento di identità, così come lo è la lingua. In occasione di ogni celebrazione si scatenano delle discussioni, a volte incresciose, ma quello che noi ci vogliamo chiedere è ‘Cosa vuol dire essere italiani? Quale continuità con il passato?’”.
Per questo il calendario vede il dipanarsi di voci e testimonianze diverse, attraverso strumenti come il cinema, la lettura, la musica, in quattro sezioni distinte che abbracciano un arco temporale di due secoli.
L’incontro del 4 aprile (ore 20.00, Cinema Astra) porta il titolo ‘Vado Verso’ e racconta delle spinte ideali e la lotta politica tra il 1801 e il 1861. “Si parte dalle premesse all’Unità, dai primi moti risorgimentali fino al coronarsi del sogno unitario, nell’ottica anche del ripensamento e della verifica”, spiega Alfano. Interverranno l’attrice Chiara Tomarelli che leggerà ‘L’avvicinamento all’Italia Unita’ con brani da Ultime lettere di Iacopo Ortis di Ugo Foscolo, Marzo 1821 di Alessandro Manzoni, Mastro Don Gesualdo di Giovanni Verga e le lettere di Ippolito Nievo. “Da questi brani – racconta Tomarelli – emergono sentimenti e ideali di un’intensità che noi oggi non proviamo più, e che hanno portato giovani ad immolare la loro vita per la causa. Questo ci spinge a porci domande sul nostro modo di essere cittadini oggi. Sulla necessità di una partecipazione attiva alla vita politica e civile italiana. Aprire un dibattito per recuperare la nostra storia è essenziale, perché solo attraverso il recupero della memoria si può pensare di capire il presente e costruire un futuro migliore”. Alle letture seguirà la proiezione di ‘La lunga calza verde’ di Roberto Gavioli. Modera il prof. Matteo Palumbo.
Il 16 aprile, invece, si rivolgerà lo sguardo verso le donne del 1861, con ‘Jessie e le altre – Donne, lo sguardo straniero e l’identità nazionale’. Grazie alla collaborazione con il Centro Linguistico di Ateneo e della prof.ssa Anna Maria Lamarra, si offre una visione di come le donne hanno vissuto quegli anni, anche quelle che non hanno partecipato attivamente, attraverso letture e musica.
Saranno, invece, tre film a raccontare la visione italiana nel primo centenario, proiettati negli appuntamenti del 18 aprile, 2 e 9 maggio: “Per questi incontri si può dire che abbiamo sfruttato il seminario ‘Italia agra’, che i colleghi Francesco De Cristofaro, Giovanni Maffei e Ugo Olivieri svolgono ormai da tre anni. Loro avevano già in programma queste tre pellicole così abbiamo deciso di inglobarle nella rassegna”. Sono tre film del 1961: ‘Una vita difficile’ di Dino Risi, ‘Il Posto’ di Ermanno Olmi, più un terzo titolo ancora da definire. “Questo ci permette di aprire un ragionamento anche sul ’900. Dare uno sguardo a quella nuova Italia, con punti di continuità e discontinuità con quella vecchia”, sottolinea Alfano.
L’ultima data, il 23 maggio, è un tuffo nel presente. ‘Notizie da quiggiù – L’Italia vista dal principato di Santa Mira’, con il dibattito ‘Dai cancelli d’acciaio’ di Gabriele Frasca, accompagnato dall’intervento artistico di Cyop&Kaf e i loro fasci luminosi. “Il riferimento sono i nostri ultimi 50 anni, sui quali si cerca di fare il punto, attraverso la creazione e la rappresentazione di valori nazionali”, conclude il Preside De Vivo.
Valentina Orellana
 
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