Costituzionale, esame tranquillo

Diritto Costituzionale? “Un esame di semplice preparazione. Uno studio costante ed un’attenzione particolare agli articoli della Costituzione, danno il più delle volte risultati positivi”. E’ la risposta della maggior parte degli studenti chiamati in causa. Siamo andati ad assistere agli esami di varie cattedre e l’idea che ci siamo fatti corrisponde a quella degli studenti. Le domande poste con più frequenza riguardano gli articoli della Costituzione, i suoi principi fondamentali e le modifiche alla stessa. Ampio spazio anche al principio di uguaglianza, la formazione del governo, il sistema elettorale, i decreti legge, la riserva di legge, il criterio gerarchico, cronologico, della competenza, la Corte Costituzionale, le libertà, gli enti provinciali e l’ordinamento a rete. 
“Capire cosa sia una Costituzione, i suoi principi ed i suoi organi; analizzare le relazioni che legano tra di loro gli organi, i rapporti di fiducia, la formazione del governo ed una sua eventuale crisi”: queste le dritte fornite dai collaboratori alla cattedra di Diritto Costituzionale del professor Carlo Amirante. L’esame – ammettono- “non è molto complesso ma non bisogna sottovalutarlo. Una lettura superficiale del manuale non basta, il libro è molto sintetico e non si deve tralasciare nulla. E’ necessario sviluppare una coscienza critica che volga uno sguardo alla realtà, in quanto Diritto Costituzionale è un esame vivo, collegato al mondo esterno. Inoltre, bisogna includere nella disciplina i rapporti internazionali”. Infatti, durante gli esami, agli studenti vengono richiesti collegamenti con la realtà ed esempi concreti. Niente male la media dei voti ed i bocciati sono relativamente pochi. Il bilancio degli assistenti: “in questa sessione abbiamo notato da un lato preparazioni brillanti e dall’altro voti bassi. I bocciati, però, sono stati veramente pochi. Comunque è difficile stimare una media dei voti, ogni giorno racchiude un’esperienza particolare”. 
Tra le cattedre, la più temuta dagli studenti è quella del Preside Michele Scudiero.  “Il professore e gli assistenti sono molto esigenti. Tante volte mandano via per delle imprecisioni. Oggi, ad esempio, siamo già a tre bocciati e gli esami sono appena cominciati…So che tutte le cattedre hanno le loro difficoltà ma qui c’è una media di voti più bassi rispetto alle altre”, racconta Carla. Intanto un gruppetto di ragazzi cerca di consolare una collega, Maria, bocciata al suo primo esame universitario. “Per noi matricole – afferma Connie Del Vasto, studentessa al primo anno- è difficile rapportarci con il mondo universitario. E’ difficile autogestirsi nello studio, non si ha ancora la maturità giusta per farlo”. Dello stesso avviso è Nunzia: “abbiamo appena dato Istituzioni di diritto romano, adesso ci tocca preparare Costituzionale in breve tempo. Anche se la cattedra del prof. Amirante ci dà fiducia, non è semplice preparare l’esame. A volte ci sentiamo poco seguiti dai professori e inadeguati ad alcune circostanze. Se si da spazio al Diritto romano e a Costituzionale, si tralascia Filosofia e fra tre mesi ci aspetta Privato che sarà sicuramente più complesso. Occorrerebbe un corso di orientamento per noi matricole che ci insegnasse a gestire gli esami e la vita universitaria”. E mentre gli esami stanno per finire volgiamo un’ultima ed attenta occhiata all’aula. C’è chi prega, chi esulta per un bel voto, c’è chi piange o chi semplicemente ascolta le domande perché nella prossima sessione sarà il suo turno. Dura la vita dello studente…
(S.L.)
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