Dalla città della musica al portale per i servizi ambientali

Architetto, laureata alla Federico II, Gianpaola Spirito ha vinto il primo premio ex-aequo nell’Area tematica ‘Gestione dei servizi urbani e territoriali per la qualità della vita’, con Ecoriusi. Spiega che è stata spinta a partecipare al concorso per la possibilità che questo ha offerto ai neo laureati di potersi esprimere attraverso un proprio progetto e di essere giudicati da una Commissione di esperti e docenti universitari. “Mi è subito sembrata un’iniziativa interessante – racconta – anche perché rivolta ad un pubblico giovane, nato in Campania, quindi legato alla nostra terra. Inoltre, mi ha attirato la libertà di scelta del settore più congeniale ai nostri studi e professionalità e di poter intervenire in una zona dove si intravedono delle potenzialità”. Il progetto della Spirito si sviluppa su Pontecagnano, in provincia di Salerno. L’intento “riqualificare e creare una rete tra i piccoli centri di quella zona, un territorio in cui Pontecagnano ha una posizione privilegiata per la sua centralità e collegamento col capoluogo”. Si parte dal recupero di un manufatto industriale, l’ex Tabacchificio, attualmente abbandonato, da trasformare in un centro per attività ricreative destinato ai più giovani. “La struttura architettonica dell’edificio, diviso per blocchi uniti da dei cortili, lo rende facilmente flessibile ad un utilizzo di tipo ricreativo, perché permette la creazione di aree verdi aperte verso il tessuto urbano. Quindi il recupero del Tabacchificio diventa un punto di attrazione per la rinascita di un’intera area urbana”, spiega. Molto soddisfatta per il verdetto della Commissione, la Spirito, anche se ormai vive e lavora a Roma, spera che il concorso possa attirare attenzione sul progetto e sull’area di Pontecagnano. 
E’ un lavoro di équipe, l’altra “idea” prima, a pari merito, dell’Area. A Solo note hanno lavorato Corrado Carotenuto e Michelangelo Galeota, architetti, Alessandro Daino e Graziano Giaccio, ingegneri. Tutti laureati alla Federico II. “Ci siamo conosciuti sul lavoro, durante lo svolgimento delle nostre attività libero-professionali, e abbiamo creato un gruppo, molto coeso, con il quale partecipiamo a concorsi e premi. Abbiamo anche vinto nel 2007 quello dell’Acen ‘Un carcere possibile’”, spiega Carotenuto. “Una possibilità per noi giovani che ci stiamo avvicinando adesso alla professione”, dice di Eugenio, cui hanno partecipato spinti dalla formula adottata che insiste “sulla fattibilità e concretezza dei progetti. Il Concorso sembra finalizzato ad un eventuale incarico progettuale da parte della Regione o degli enti coinvolti. Quindi speriamo che il progetto possa essere messo in opera”. “Solo Note” si propone di recuperare un’area periferica e abbandonata di Caserta per destinarla ad una città della musica. “L’area rientra nella programmazione europea per i programmi di recupero PiùEuropa e si adatta benissimo ad un progetto che, come gruppo, avevamo in mente già da tempo. A Caserta non esiste un Conservatorio. La nostra idea è creare una collina artificiale, ricoperta a prato, che faccia da struttura ecosostenibile come contenitore di aule didattiche per la musica, un piccolo centro commerciale e una sala teatrale o per concerti”.
Quattro architetti – Pamela La Rocca, Pierangelo Izzo, Andrea Nasti  (laureati alla Federico II) e Imma Aspargo (laureata alla Seconda Università), gli autori di Circuito, il progetto vincitore del primo premio dell’Area ‘Accessibilità e mobilità alternativa’. “Ci siamo conosciuti ad un Master – racconta La Rocca – e da anni lavoriamo insieme: il concorso non è un fatto episodico. Dopo un lungo periodo in Inghilterra, adesso sono impegnata in attività di ricerca che riguardano la mobilità. Il progetto che abbiamo presentato al concorso era nell’aria già da un po’”. Propone una rete integrata di trasporto su strada con una serie di servizi per i turisti nel territorio dei Campi Flegrei, “che ha tantissime potenzialità non sfruttate. Il turista si disperde tra le tante tappe possibili e le difficoltà linguistiche. Fornire un percorso predefinito in un ‘pacchetto’ sarebbe un efficace incentivo al  settore”. Si parte da un parcheggio di interscambio ad Arco Felice, dove l’ospite può lasciare l’auto e scegliere tra tre linee di autobus: la verde per il percorso naturalistico, la blu per quello balneare, la gialla per quello archeologico. Nel progetto si intersecano diversi livelli progettuali da quello architettonico (le pensiline per il parcheggio), a quello ecosostenibile (autobus elettrici o ibridi), fino al marketing (gadget e ticket) e alla valorizzazione territoriale. “La Commissione giudicatrice ha premiato il ‘sistema’ che nasce dal progetto e che può essere applicato anche ad altre realtà, ad esempio il Parco del Cilento, dove ci sono infinite potenzialità turistiche non sfruttate”. Le aspettative del gruppo: vedere il progetto realizzato. Che insomma dopo la cerimonia non si spengano i riflettori.
Sviluppare un’idea nel cassetto: la possibilità offerta da Eugenio all’ingegnere Floriana Ferrara. Terra, il progetto primo classificato nell’ambito dell’area ‘Sviluppo Sostenibile’, consiste nell’attivazione di un portale dedicato ai servizi ambientali e collegato ad una smart card con la quale il cittadino ‘virtuoso’ può accumulare punti ed avere successive agevolazioni a seguito dell’osservazione di comportamenti corretti dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Cittadini che devono poter vedere il loro impegno ambientalista non come un dovere ma come una possibilità. Eco-sostenibilità e fattibilità: “queste due componenti hanno influito molto sul progetto anche se, volendo configurare il portale come uno strumento utile ad influenzare gli stili di vita dei cittadini tramite la diffusione della conoscenza di best practises in campo ambientale, gli eventuali benefici sono da considerarsi ad una scala temporale piuttosto dilatata”, spiega Ferrara.
Premi in danaro ma anche riconoscimenti per i partecipanti al Concorso. Ha ricevuto la ‘Menzione territoriale’, con il progetto ‘Ricomposizione’, il gruppo formato da Gelsomina Iannaccone e Francesca Sarno, entrambe laureate in Ingegneria Edile-Architettura a La Sapienza di Roma, avellinesi di nascita. Il loro lavoro si occupa di una zona periferica, attualmente semi-abbandonata, di Avellino. “Nel nostro progetto – spiega Iannaccone – abbiamo mantenuto la vocazione giovanile della piazza attraverso la ristrutturazione del campo di basket, inserito in aree verdi che sfociano nel bosco attiguo, ed in un complesso di un centro culturale da un lato e dall’altro di residenza per studenti. Strutture pensate secondo criteri di sostenibilità ambientale”. Soddisfatta per la menzione, Iannaccone confessa: “è stato il mio primo ingresso nel mondo della professione. Ho iniziato a lavorare a questo progetto con Francesca solo due mesi dopo essermi laureata. Non so se potrò mai vederlo realizzato, ma l’esperienza è stata di grande crescita intellettuale”.
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