De Vivo: “la forza del Preside è quella dell’organo che rappresenta”

 
“Al voto con la mente libera, sulla base delle opinioni che si sono formate negli incontri dei Dipartimenti e nel dibattito di facoltà in queste settimane”, lo spot del candidato Arturo De Vivo.
“Tranquillità, soddisfazione e un po’ di ottimismo”, i sentimenti del docente ad un passo dal voto. Specifica: “sono tranquillo perché sono riuscito ad essere coerente con me stesso. Le domande e le risposte non sono mai cambiate a seconda del luogo dove sono andato”.
Punti programmatici che vuole ricordare? Ad esempio la Giunta. “La Giunta è stata caricata oltre misura di significato. La Facoltà, dopo un periodo di grossi cambiamenti ed altri che ci attendono, deve essere in grado di proporsi con lo spazio che merita, sia nel contesto dell’ateneo che in città”.
Un milione di posti di lavoro, li ha promessi? “No. Solo l’impegno e solo ciò che un Preside può mantenere. Le promesse vanno anche commisurate alla realtà dell’Università italiana. Un Preside non ha la bacchetta magica, la sua forza è quella dell’organo che rappresenta, e dunque dipende anche dall’investimento dei colleghi. E’ la forza del Consiglio di Facoltà”. 
Un bilancio di questi due mesi di campagna elettorale? “Una esperienza faticosa ma bella, ho potuto conoscere meglio molti colleghi e la vita interna di Dipartimenti e Corsi di Laurea. Anche con gli studenti il confronto è stato lungo e franco. Credo che anche loro sappiano e vogliano fare la loro parte”. 
Elezioni del rettore, ci sono fratture ancora aperte? “No, direi di no. In facoltà e nell’ateneo c’è un dibattito che si sviluppa con assoluta franchezza. La Facoltà, può crescere sapendo che nell’ateneo troverà sempre corrispondenza”. Una maggiore sintonia con il rettorato può aiutare la Facoltà? “Lavoro da molti anni al Federico II ed ho sempre notato un sostegno da parte dell’ateneo a tutti”. 
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