Diritto Commerciale e Procedura Civile, esami “ostici”

Lunedì 23 gennaio, aula 27 edificio di via Porta di Massa: stanno per iniziare gli esami di Diritto Commerciale. Gli studenti, quasi tutti del vecchio ordinamento, sono preoccupati ma  ormai il professore è entrato e con l’inizio dell’appello non c’è più il tempo di badare alle proprie emozioni. Ora è tempo di mettersi alla prova, di cercare di ricordare al meglio ciò che si è studiato. Le domande si susseguono a raffica. Il professore e gli assistenti iniziano a chiedere  cosa sia il capitale sociale, si soffermano sulla figura dell’institore, sui conferimenti le srl, ma è il fallimento delle società e le sue procedure a  conquistare il primato di argomento più richiesto dagli assistenti. Dopo le prime bocciature e le prime stentate promozioni,19 è il voto maggiore, ci avviciniamo ad un gruppo di studenti per cercare di capire come mai quest’esame sia così difficile da superare. I ragazzi hanno le idee chiare, “il programma è molto vasto, richiede un apprendimento prettamente mnemonico e soprattutto a volte non sono sufficienti tre mesi per avere una preparazione adeguata, o che almeno rispecchi le aspettative degli assistenti”. “I manuali dai quali si studia, il Ferri e il Buonocore, non sono sempre chiari e in alcuni casi nemmeno esaustivi delle parti più importanti”. C’è chi suggerisce di “studiare dal Campobasso, il migliore dei manuali,  con l’ausilio del Codice Civile”, ma non tutte le cattedre privilegiano l’utilizzo di questo libro rispetto agli altri. 
“Svantaggiati 
gli studenti
del vecchio
ordinamento”
Gli studenti del vecchio ordinamento si definiscono “svantaggiati”…non ci sono più i corsi che spiegano le parti non previste per il nuovo ordinamento che costituiscono invece materia d’esame per i señores di Giurisprudenza. Quindi senza un supporto adeguato si finisce per rimandare l’esame quasi alla fine della carriera universitaria, rilegandolo nella categoria esami “ostici”. Auspicano corsi di recupero di semplice approfondimento che, integrando le spiegazioni del libro, permettano di avere un’ulteriore chance per poter eliminare quei punti interrogativi che si presentano costantemente quando si studia quest’esame. Corsi che potrebbero servire anche agli studenti della laurea triennale, i quali pur con un programma quasi dimezzato, non sempre riescono a superare brillantemente questa prova. Una studentessa del vecchio ordinamento,  Lucia Fago, fa notare che anche l’esame di Procedura Civile è tutt’altro che di semplice preparazione. “Il corso, biennale, viene invece svolto come esame unico- racconta – alla Federico II a differenza di altre facoltà di Giurisprudenza”. Maria, studentessa al secondo anno fuori corso, aggiunge: “l’esame dovrebbe essere diviso in due parti,  perché anche i professori per spiegare l’intera materia hanno bisogno di due anni di corso. Non potremmo dare l’esame alla fine di ogni corso e dividerlo così in due tranche?”. Anche altri ragazzi sostengono questa tesi. Iniziano gli esami e cogliamo alcune domande del tipo “Integrazione del contraddittorio, deroga al principio del contraddittorio, decreto ingiuntivo, procedimenti cautelari,opposizione all’esecuzione”. La materia è veramente vasta. Sarebbe necessaria una suddivisione del programma per agevolare gli studenti fuori corso, quelli del vecchio ordinamento che sembrano essere “tra color che son sospesi”, lanciati verso un futuro (3+2 o 1+4) che sembra loro non appartenere e ancorati ad un passato che purtroppo non esiste più.  
Dagli studenti del vecchio ordinamento alle matricole che da gennaio si confrontano con i loro primi esami: Diritto Costituzionale e Istituzioni di Diritto Romano. Discipline che non riservano troppe brutte sorprese se si studiano a fondo gli argomenti proposti dai professori. Bisogna soffermarsi un po’ di più sui “decreti legge, la Corte Costituzionale, il procedimento di formazione delle leggi” se si sta studiando Costituzionale e “sul processo, actio iudicati, sui rapporti assoluti dominicali e la successio” se si sta preparando Istituzioni di diritto romano, visto che sono gli argomenti più richiesti dai docenti. Qualche problema potrà sorgere nel secondo semestre quando si affronterà l’esame di Diritto Privato o, per meglio dire, Istituzioni di Diritto Privato. La materia in questione richiede un impegno costante e una preparazione adeguata che spazi a 360° su diversi argomenti, “dal diritto di famiglia in generale ai negozi giuridici, dalla figura del rappresentante alla successione mortis causa, dalle donazioni al diritto di proprietà, possessio, usucapione, usufrutto”. Anche se gli argomenti sembrano tanti, conviene affrontare immediatamente l’esame senza indugiare troppo. Carmen, iscritta al secondo anno di Scienze Giuridiche, avverte: “l’esame di Diritto Privato se non viene affrontato subito, rischia di compromettere gli esami del secondo anno. Inoltre è propedeutico così si è anche vincolati nella scelta degli esami successivi. Ed è quindi molto importante passare al secondo anno con quest’esame in regola”. Il suggerimento alle matricole arriva forte: mai rimandare un esame così importante da modificare addirittura l’andamento dei vostri studi. E mentre la preoccupazione delle matricole sembra accentrarsi sull’inizio dell’avventura universitaria, sulle difficoltà nell’affrontare il Diritto come materia nuova, le preoccupazioni degli studenti del vecchio ordinamento si avvolgono  attorno alla nuova riforma del 1+4…Se il triennio (3+2) diventerà vecchio ordinamento a partire dall’anno 2006/2007,  ci sarà ancora spazio per gli studenti iscritti all’ormai obsoleto corso di laurea in Giurisprudenza? Si potrà contare su una par condicio tra i vari corsi di laurea? Ci saranno ancora corsi, seminari, lezioni che aiutino i ragazzi del vecchio ordinamento? 
Susy Lubrano
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