Diritto Romano: il “battesimo” delle matricole

Aule super affollate per le prime lezioni a Giurisprudenza. Il corso che ha segnato l’ingresso delle matricole nel mondo universitario è stato quello di Diritto romano. “Ho tenuto lezione in un’aula all’incirca di cinquecento o seicento posti, ed era pienissima – racconta la prof.ssa Lucia Monaco – Ho cercato di fare una statistica alla buona, per alzata di mano, sulla provenienza scolastica dei ragazzi. Mi sembra che, quest’anno, ci sia stato un incremento di liceali. In qualche modo, ciò dovrebbe agevolare, almeno in parte, il compito ai docenti di materie storico-giuridiche”. I problemi più comuni che affliggono le matricole. Primo: il latino. “Spesso, i ragazzi enfatizzano le difficoltà. In realtà, non si pretende che si conoscano e si usino definizioni in latino! Io leggo e spiego e, almeno all’inizio, cerco di utilizzare un linguaggio molto semplice”. Secondo: lo studio di più materie in contemporanea che a scuola sembra un fatto normale, meno all’Università, così “spesso si studia un solo esame per volta tralasciando tutti gli altri insegnamenti, e ciò ovviamente porta a non utilizzare appieno tutti gli appelli e, in definitiva, allunga i tempi”. Terzo: i collegamenti tra gli argomenti e le tematiche trattate ed il linguaggio. “I ragazzi non riescono ad avere una visione d’insieme del programma. Inoltre, si esprimono impropriamente”. Quale il rimedio? “Bisogna cominciare a lavorare fin dal primo giorno – è il consiglio della prof.ssa Monaco – studiare subito e contemporaneamente ai corsi, ed essere presente alle lezioni”. A metà corso la docente propone una prova di esonero: “ciò significa che gli studenti sono liberi di scegliere se sostenere o meno una parte dell’esame. Coloro che la passano, in seduta d’esame, portano solo una seconda parte, anche se più consistente, che comprende le successioni, i diritti reali, il diritto di famiglia e le obbligazioni. Quelli, invece, a cui va male riportano tutto il programma. Insomma, si tratta di una prima esperienza d’esame, nella seduta di dicembre di cui altrimenti non avrebbero usufruito, senza il dramma di quella che potrebbe essere un’eventuale prima bocciatura”.
Consultazione
testi all’aulario
A partire da quest’anno, presso l’aulario di via Perla, gli studenti di Giurisprudenza avranno a disposizione un punto di consultazione testi. La dott.ssa Annalisa Cavalli, responsabile della Biblioteca, ci parla di questa novità. “Il punto consultazione testi vuole essere un supporto alla didattica, – afferma la Cavalli – in quanto, all’interno della sala studio di via Perla, è possibile consultare testi, manuali, codici di cui sentono l’esigenza gli studenti. Per le ricerche e il materiale delle tesi di laurea, ovviamente, resta la bellissima Biblioteca di Palazzo Melzi, la più grande della Sun con i suoi 60mila volumi, le banche dati on line e settanta riviste elettroniche”.  L’attività didattica, ormai, si svolge per gran parte all’aulario dove afferiscono gli studenti dal primo al quarto anno. “Il punto di consultazione testi sarà allestito e migliorato in base alle esigenze dei ragazzi. Stiamo pensando già all’inserimento di postazioni per accedere alle banche dati, visto che c’è anche la predisposizione per il wi-fi…”.
Deontologia
forense
‘Deontologia e previdenza forense’ è il titolo del corso di Diritto e Procedura penale, organizzato dalla Corte d’Appello di Napoli in collaborazione con la Seconda Università. “Si tratta di un corso di formazione congiunta, rivolto a magistrati onorari e avvocati – spiega il prof. Mariano Menna, docente di Procedura Penale presso la Facoltà di Giurisprudenza – anche se sono previsti alcuni incontri per i magistrati di ruolo che hanno superato il concorso”. Il corso, cominciato lo scorso 28 settembre, andrà avanti fino agli inizi del nuovo anno, con appuntamenti a cadenza settimanale ogni lunedì alle 15:00, presso la Sala dell’Arengario, al Palazzo di Giustizia di Napoli.
Maddalena Esposito
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