E’ una materia che richiede un approccio scientifico

“E’ una materia un po’ particolare. Ma non completamente sconosciuta ai ragazzi. Già alle superiori, nei loro libri di testo, incontrano nozioni di linguistica”, ammette la prof.ssa Francesca Dovetto, commentando le difficoltà di alcuni studenti. Glottologia sicuramente necessita di un approccio ‘scientifico’. “E’ un settore di studio interdisciplinare che richiede un’apertura mentale rivolta al confronto interlinguistico e la volontà di conoscere la propria lingua. E’ umanistica ma anche scientifica, in particolare nella parte sullo studio delle leggi. Questo è il paradosso e il fascino di questa disciplina”. Se prima Glottologia era un esame obbligatorio del primo anno, oggi, in base all’ultima Riforma, è diventato un esame a scelta del terzo anno, che spesso i ragazzi inseriscono perché dà accesso a diverse classi di concorso per l’insegnamento (così come molti laureati che lo scelgono come corso singolo, perché ne hanno bisogno per i concorsi). “C’è molta differenza tra queste diverse tipologie di studenti. Chi sostiene quest’esame come corso singolo – afferma la docente – indubbiamente ha molte difficoltà. Per lo più sono persone che lavorano e che non possono seguire il corso, non hanno molto tempo per studiare ed inoltre, dopo anni di pausa, hanno difficoltà a riprendere di nuovo in mano i libri. A loro non posso dire altro che io sono sempre disponibile, durante l’orario di ricevimento, per qualunque aiuto, dubbio, consiglio”. Per tutti gli altri l’invito è seguire le lezioni e sostenere l’esame alla fine del corso. “Seguire aiuta molto, perché quando illustro i diversi argomenti svolgo anche degli esercizi, che poi i ragazzi trovano all’esame. Inoltre, durante le lezioni ci si allena ad avere il giusto approccio alla materia, che comprende discipline diverse come la semiotica, la linguistica generale, l’indoeuropeistica, le quali vanno affrontate ognuna con un metodo diverso. Bisogna imparare ad essere aperti a questi diversi aspetti”. A chi si avvicina adesso a questo insegnamento, quindi, la docente consiglia di “non rimandare quest’esame, perché lasciar trascorrere molto tempo tra il corso e l’appello è deleterio. Si perde la mentalità giusta e non basta dire ‘tanto ho gli appunti’”. Per quelli che, invece, hanno già tentato senza successo di superare lo scritto, la Dovetto suggerisce di “continuare ad essere curiosi, avere interesse per la propria lingua e per la linguistica italiana. Anche nei momenti di pausa, o mentre si studiano altre materie, ci si può interrogare sulle parole, andare a consultare un dizionario etimologico, analizzare le strutture del linguaggio magari attratti da un elemento che ci ha colpiti durante un banale discorso. Insomma, non perdere l’allenamento al giusto approccio”. Quello che la docente percepisce nei numerosi scritti che vengono giudicati insufficienti è, infatti, un metodo sbagliato di analisi e non errori veri e propri. “Ho scelto di usare le domande a risposta aperta per aiutare i ragazzi. Chiedere un esercizio vero e proprio, infatti, riduce di molto la possibilità di valutazione – aggiunge – Ma sembra che gli studenti siano poco abituati a scrivere, mentre io ritengo che elaborare un pensiero e sintetizzare un argomento sia estremamente utile per la loro formazione”. Insomma, un compito è valutato insufficiente “non perché sono state scritte solo tre righe, ma perché in quelle righe non c’è la definizione richiesta. Non è una questione di tempo, perché non stiamo facendo un compito in classe di otto colonne. Ad esempio, se chiedo la definizione di  sillaba, e di questa esiste sia una grammaticale che fonetica, è ovvio che io chieda quella fonetica. In questo campo, tutte le risposte possono essere intuitive perché tutti possono definire la ‘parola’ ad intuito, ma quello che io voglio è la definizione in termini linguistici. Ed è questo quello che manca in molti scritti”. Un altro suggerimento pratico: “vorrei dire ai ragazzi che non è necessario che ricopino il compito in ‘bella’, non fa niente se la scrittura non è chiara, se ci sono cancellature o appunti. Non è un tema. Essenziale è, invece, dare risposte tecniche, usando gli strumenti  di analisi linguistica”.
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