Economia discute sul percorso ad Y

Al centro del Consiglio di Facoltà di Economia, lunedì 13 marzo c’è stato il dibattito sulle modifiche da apportare agli ordinamenti didattici in vista dell’approvazione del decreto 270. La legge che  istituisce i cosiddetti percorsi ad Y: un primo anno comune e poi un biennio professionalizzante, che preclude l’accesso al biennio magistrale ed uno acculturante, proiettato verso la prosecuzione con la laurea specialistica. “Dobbiamo lavorare su tutti i quattordici Corsi con priorità alle aree culturali di Economia e di Economia Aziendale. Successivamente, lo stesso gruppo di lavoro si occuperà anche di Statistica e di Scienze del Turismo”, così il Preside  prof.Achille Basile introduce l’argomento. Sembra essere ferma l’intenzione di ridurre le lauree triennali essenzialmente a due percorsi, uno della classe economica ed uno di quella aziendale mentre le lauree specialistiche potrebbero essere all’incirca cinque o sei, ben orientate dal punto di vista occupazionale. “Immagino almeno una laurea magistrale in finanza, una classe per commercialisti, con una forte valenza di materie giuridiche, ed una nel settore ambiente e cultura” propone Basile. La Facoltà ha portato avanti la riforma precedente in due tempi, varando prima le lauree triennali e poi quelle specialistiche. Il risultato: molte materie sono state collocate nell’unico posto disponibile in principio, ossia il triennio.  Ora si potranno guardare gli ordinamenti nella loro interezza e collocare gli insegnamenti dove sarà più opportuno, prestando grande attenzione ai programmi per evitare le duplicazioni di contenuti curricolari in materie diverse, continuamente  segnalate dagli studenti. “Si dovrà formare un gruppo di lavoro che non dovrebbe essere costituito dai Presidenti di Corso di Laurea o almeno non solo da loro” sottolinea Basile. “Suggerisco che facciano parte, di diritto, della Commissione anche i direttori dei dipartimenti, poiché questi ultimi sono i luoghi istituzionali deputati alla ricerca” sostiene il prof. Stefano Ecchia, alla guida del Dipartimento di Economia Aziendale. “Ho molte perplessità sull’impostazione che sembra dimenticare il contributo che il settore giuridico-commerciale ha dato alla facoltà differenziandosi, anche in maniera netta, dallo stesso settore di Giurisprudenza, per quanto riguarda la ricerca scientifica” dice nel suo intervento il prof. Francesco Lucarelli che rivendica l’appartenenza al suo corso di laurea, delle uniche ricerche riconosciute dal MIUR in campo giuridico. “Circa il 25-30% dei docenti della facoltà provengono dal settore giuridico. Si assiste, però, ad una deriva persino in Corsi come quello di Economia Aziendale in cui l’esame di Diritto Privato è ridotto a soli 5 crediti” conclude. “Non capisco come si possa dedurre dal mio intervento che le materie giuridiche perderanno importanza” replica il Preside ma l’intervento di Lucarelli incontra il favore degli altri giuristi presenti. “In Italia manca un approccio economico al diritto. Di norma esso ha come riferimento la filosofia. Molti di noi sono qui da 40 anni e ne siamo onorati. Abbiamo avuto una vita per sperimentare questo settore scientifico-disciplinare nato a Napoli prima ancora che alla Bocconi – dice il prof.Ermanno Bocchini che prosegue – vogliamo creare in questa facoltà un insegnamento di Diritto Commerciale applicato alla società dell’informazione in linea con le indicazioni che ci vengono dai premi Nobel per l’Economia che individuano la necessità di un quadro normativo in proposito. Possiamo offrire all’Europa e agli Stati Uniti contributi importanti nel campo dell’analisi economica e finanziaria. Accreditiamo la facoltà all’esterno”. “Come si inseriscono questi insegnamenti di alta specializzazione nel tessuto della facoltà?” domanda il prof.Francesco La Saponara. “Deve essere definito meglio il mandato della commissione. È suo compito definire anche i criteri generali?” domanda il prof.Guido Cella riportando la discussione sui suoi binari. “Quanto tempo abbiamo e qual è la normativa di riferimento?” chiede la prof.ssa Simona Balbi. “La commissione dovrà trovare delle risposte in base alle risorse che ci sono evitando gli attuali sprechi. Sarebbe bene arrivare ad avere le idee chiare entro l’estate. La normativa di riferimento è il decreto 270, non ci sono altri riferimenti” risponde il Preside. “Fino ad ora non abbiamo sfruttato tutte le nostre forze. Era stato stabilito che alcune discipline dovessero morire. È la politica precedente che ci ha rovinato” interviene con veemenza il prof.Francesco Balletta. “Questa è l’occasione per rivedere sia la nostra organizzazione che l’offerta didattica in base alle richieste del mercato” suggerisce il prof.Paolo Stampacchia. “Gli studenti che arrivano dalla scuola hanno una preparazione modesta rispetto al passato. Dovremmo concentrarci maggiormente su un percorso formativo” dice La Saponara che, rivolto ai colleghi, esorta “siamo sempre gli stessi a partecipare. Altrove c’è una presenza maggiore dei docenti e dei ricercatori e, anche se le persone esercitano la libera professione, partecipano attivamente alla vita della facoltà, al di là delle etichette”.“Per essere competitivi è necessario ampliare la base umanistica e avere un più elevato grado di internazionalizzazione. Qui manca un corso di Economia Internazionale fatto in inglese” dice il prof.Sergio Sciarelli. “L’organizzazione ad Y costringe tutti noi a stabilire dei criteri per tutto anche per i master. Cosa diventano adesso? Il mercato è per sua natura contingente, dobbiamo decidere che cosa vogliamo offrire e su quali criteri lavorerà la commissione”, interviene Francesca Stroffolini. “La discussione in facoltà deve essere seguita da un momento in cui si aggregano le idee e si giunge alle conclusioni. Prima di Pasqua formeremo la commissione” afferma Basile che suggerisce due linee fondamentali: orientare la facoltà verso un biennio formativo, per evitare di gestire un alto numero di persone che farà richiesta di ammissione alla specialistica e decidere quale indirizzo dare ai master.“Potrebbe essere utile che i corsi di studio facessero pervenire dei suggerimenti alla commissione. Mettiamo al centro gli studenti” suggerisce il prof.Lucio Sicca. “Facciamo ora la commissione, altrimenti perderemo altro tempo” interviene il prof.Vincenzo Aversa. “Se ci impegnamo a ragionare su questi temi, non sarà tempo perso” conclude Basile. Al termine del Consiglio, il Preside legge rapidamente i primi articoli del nuovo regolamento di facoltà relativi alla composizione degli organi collegiali ed il loro coordinamento in base a quanto previsto dallo Statuto. Il prossimo Consiglio di Facoltà si svolgerà lunedì 10 aprile. 
Simona Pasquale
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