E-learning: un progetto regionale per le università campane

Un processo che potrebbe rivoluzionare il sistema didattico delle nostre università e che rappresenta una svolta quasi epocale, visto che nessuna regione d’Italia, al momento, si è attivata in tal senso. Delle iniziative di e-learning predisposte dalla Regione Campania si è parlato nel corso del convegno organizzato da “Talete Campania Digitale”, la Società Regionale per la diffusione e la valorizzazione della multimedialità, il 10 novembre, nella storica cornice di Palazzo Doria D’Angri. “Sarà una piattaforma multimediale interamente a favore delle università- ha spiegato l’ing. Lello Sansone, presidente di Talete- una sperimentazione nuova che potrà costruire dei modelli interoperabili tra i sette Atenei. Noi possiamo definirci come la regia di questo nuovo scenario, mentre le università saranno i principali attori”. La piattaforma per la produzione di contenuti multimediali, finalizzati alla didattica a distanza, sarà resa possibile anche grazie al progetto Mo.d.e.m, risultato di un gruppo di lavoro coordinato dal prof. Mauro Calise. “Si tratta di un sistema unico nel suo genere. L’e-learning sarà fondamentale per l’autoapprendimento. Un sistema che potrà andare dalla semplice divulgazione di un file in Pdf, che andrà a sua volta ad eliminare il cartaceo, fino ad una vera e propria conferenza o lezione on-line – spiega il professore- Un progetto, sicuramente complesso, ma di grande fascino, che alla lunga potrà dare grandi risultati in termini sia di cooperazione tra le università, che in quelli strettamente didattici”. Ma cos’è, esattamente, l’e-learning? Si tratta di un settore applicativo della tecnologia dell’informazione, che utilizza Internet, per distribuire on-line, contenuti didattici multimediali. “Il target di riferimento- ha precisato Sansone- è proprio quello degli studenti universitari. Una figura che sta lentamente cambiando, divenendo sempre più uno studente part-time, in molti casi già lavoratore, che in questo caso, potrà adattarsi meglio alle esigenze sue e degli studi che dovrà affrontare”. Ma come è stata accolta questa straordinaria innovazione, dalle sette università della Campania?. Per tutti, grande ammirazione, grande curiosità, ma, anche, qualche timido cenno, se non di pericolo, quanto meno di preoccupazione. “La tecnologia ha rotto l’identità di luogo della formazione – ha spiegato il prof. Giulio Giunta dell’Università  Parthenope- La formazione a distanza affascina, perché può portare l’università ancor di più, al centro del sapere, ma in un certo modo può snaturare un sistema ormai consolidato. Trasmettere contenuti, tramite computer, non è certo la stessa cosa che farlo di persona”. Di parere simile anche gli altri rappresentanti delle università, come il prof. Mario Vento dell’Università di Salerno: “credo che l’aspetto più importante da analizzare sia legato alle reali esigenze e aspettative che ogni università ha nei confronti di questo progetto. Bisogna definire, soprattutto, un orientamento strategico, anche perché i rischi sono tanti, ed una cattiva gestione ed utilizzazione del sistema, può portare anche a spendere di più di quanto si possa effettivamente ricavare. In secondo luogo, c’è bisogno non solo di un maggiore  sforzo da parte di noi università, ma anche di un costante appoggio da parte delle istituzioni. Risolti questi quesiti, penso che si possa realmente guardare con ottimismo e fiducia all’e-learning universitario”. Ad entrare ancor più nel merito della questione è il prof. Aniello Cimitile, Rettore dell’Università del Sannio. “In Italia su 67 università, già 51 hanno iniziato processi di e-learning. Tutti noi sappiamo che non occorre semplicemente una piattaforma tecnologica, ma, giustamente, un sistema più globale, più serio e che abbia dei contenuti formativi di sicuro valore. Contenuti che però hanno un costo molto elevato, e che, quindi, devono essere ponderati e sviluppati con molta attenzione, altrimenti i rischi di perdite, diventano anch’essi molto elevati”. Molto più fiducioso, l’intervento del Rettore della Federico II Guido Trombetti. “Ascoltando tutti questi commenti sull’e-learning, mi è venuta l’idea di paragonarlo ad una costosissima bottiglia di champagne, che dopo esser stata aperta, non ha i bicchieri per essere assaggiata. Questo perché tutti ne parlano, ma nessuno la conosce a fondo. Nella mia università, noi abbiamo avuto decine e decine di iniziative singole, in campo multimediale. Iniziative che, talvolta, non hanno portato gli esiti sperati. Questo, invece, può creare una cornice metodologica, da cui si possono intraprendere nuove ed importantissime strade. Sono sempre stato contro le università telematiche, quelle che rilasciano attestati on-line, non contro, però, iniziative come questa, che possono aggiungere valore ai nostri atenei, e dare maggiore impulso alla nostra regione”.  L’ultimo intervento, è stato riservato all’Assessore all’Università Teresa Armato. “La Regione ha investito su questo progetto di cooperazione tra i sette Atenei, ben 2,5 milioni di euro. Un progetto che noi tutti speriamo  possa cambiare in meglio il sistema della formazione. Un progetto che vorremmo che andasse avanti, nonostante la sua evidente complessità, perché apre una nuova sfida democratica, in quanto democratizza le vie di accesso al sapere”. 
Gianluca Tantillo
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