Elezione bulgara per Scudiero a Giurisprudenza

“Definirla elezione bulgara è poco”. Così, con una battuta, il prof. Mario Rusciano, ordinario di Diritto del Lavoro, commenta l’elezione del Preside di Giurisprudenza che si è svolta lunedì 13 giugno. Riconfermato alla guida della Facoltà con più del 95% dei voti il prof. Michele Scudiero, docente di Diritto Costituzionale. Nessuna sorpresa dunque all’esito della consultazione: 102 voti per il prof. Scudiero, 2 per il prof. Sico, 1 per il prof. Melillo, 3 schede bianche. A presiedere la seduta elettorale è stato il decano, prof. Vincenzo Spagnuolo Vigorita, al quale la consultazione ha fornito l’occasione per annunciare un cambiamento che lo riguarda direttamente. “Sono particolarmente felice non solo per la riconferma – ha detto- ma anche perché è il mio ultimo atto da docente della facoltà, visto che come docente ho dato le dimissioni”. E ha aggiunto: “con il prof. Scudiero ci conosciamo da quarant’anni”. Oltre al decano, facevano parte della Commissione Elettorale la prof.ssa Carla Masi Doria, la ricercatrice Cristina Vano, il manager didattico dott. Luise e la signora Barra. 
Subito dopo l’elezione, la parola al prof. Scudiero: “ringrazio tutti, a partire dal decano, che ha dato le dimissioni a far data dal primo luglio, esprimendo la disponibilità a convocare e presiedere l’adunanza del Consiglio di Facoltà e i presidi che mi hanno preceduto”. Ha definito la riconferma alla guida di Giurisprudenza “una grande gioia, perché la facoltà federiciana è di antico e storico prestigio”. “Rimane molta attrazione per essa – ha detto il Preside- Segnale ne sono i trasferimenti e i ritrasferimenti verso questa facoltà. Segno del prestigio del nostro corpo docente, della nostra tradizione culturale. Abbiamo propagazioni nel Mezzogiorno ma anche altrove e all’estero”. Oggi, due difficoltà nuove. La prima: “abbiamo il più grande numero di iscritti come Facoltà in Italia”. La seconda: “tre ordinamenti in contemporanea o forse quattro. Questa continua ostinata mutevolezza degli ordinamenti universitari, che ci portano a corse ed adeguamenti infiniti”. La conseguenza è la richiesta di una collaborazione attiva “a tutte le categorie dell’università, dagli studenti, a cui do pubblicamente atto, a tutti i colleghi. Perciò mi aspetto da tutti voi la collaborazione che è il presupposto su cui accetto l’incarico dei colleghi”. Parole di stima da parte del prof. Rusciano: “era giusto ed era ovvio che la facoltà votasse unanime per il prof. Scudiero. Ha tutti i numeri: dal prestigio scientifico, alle capacità di guida e all’equilibrio, e poi dedizione…Sono contento”. Positive anche le reazioni dei rappresentanti degli studenti. Alessia Giaccari, presidente del Consiglio degli Studenti di Facoltà: “siamo lieti, è una soddisfazione perché il Preside Scudiero ha fatto bene in questi anni e può fare ancora meglio. Siamo accomunati dagli stessi interessi, il Preside e noi studenti”. La Giaccari fa un accenno a quelle che sono le priorità di cui ci si dovrà occupare nell’immediato futuro: “gli ordinamenti prima di tutto. Fondamentale attenzione al nuovo ordinamento, che crea quasi l’impossibilità a far concludere in tempo il 3+2. E’ una macchina che ha iniziato a muoversi da poco”. Dino Maiella, segretario del Consiglio degli Studenti di Facoltà: “qualsiasi progetto deve avere continuità, necessaria per noi studenti. Ma soprattutto collaborazione”. Infine, Fabrizio Cappella, consigliere di Polo: “tutti abbiamo votato il preside, 8 su 10, solo uno di noi era fuori per il referendum. Confermo il problema con il nuovo ordinamento, molti studenti sono indietro con gli esami, ci sono studenti del vecchio ordinamento con dieci anni di iscrizione…Insomma, particolare attenzione al vecchio ordinamento”. Ma Alessia Giaccari ci tiene a ricordare anche i recenti successi ottenuti sotto la guida del prof. Scudiero proprio in tema di durata degli studi e laureati del vecchio ordinamento: “a marzo si sono avuti 86 iscritti alla specialistica, un record. Altro record, 2000 laureati in un anno, tra vecchio e nuovo ordinamento”. 
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