Esami, date troppo ravvicinate

Ritmi serrati e corse dell’ultimo minuto: gli studenti di Giurisprudenza annaspano tra gli appelli d’esame. Aule studio affollate, manuali sottolineati all’inverosimile, nei corridoi riecheggia l’eco di nozioni ripetute fino allo stremo, la sessione straordinaria è in corso, si cerca di rimanere in carreggiata. Se poi le date d’esame sono fissate a poco meno di un mese di distanza l’una dalle altre, la situazione comincia a preoccupare. “L’arco temporale in cui si svolgono gli esami dello stesso anno di corso – spiega Cinzia Amato, studentessa al secondo anno – è talvolta molto ristretto. Ci troviamo a sostenere esami a meno di venti giorni di distanza”. E snocciola il suo ruolino di marcia: Diritto Commerciale con il prof. Carlo Di Nanni il 21 febbraio; dopo solo nove giorni, il 2 marzo, Diritto Finanziario col prof. Raffaele Perrone Capano. “Una situazione surreale – dice Cinzia – considerando la vastità e la difficoltà dei due insegnamenti”. La lotta contro il tempo e la possibilità non remota di una bocciatura fanno di ogni appello una sorta di roulette russa. Tanti gli studenti attanagliati dalla paura di sbagliare: un passo falso rischia di compromettere interamente il semestre successivo. 
Diritto Privato,
è dura
“Non possiamo permetterci alcun errore – dichiara Clelia Giannotti, al secondo anno – La sessione, pur offrendo molte possibilità, si basa su tempi accelerati e non tutti gli studenti sono capaci di dare il meglio sotto pressione. Oggi agli esami di Diritto Privato del prof. Enrico Quadri si boccia a libretto precludendo ogni possibilità di ritornare nel mese di marzo. Se l’esame non dovesse andare bene, avrei solo un altro mese per preparare le discipline del secondo anno”. “Sono stata una delle prime ad essere interrogata – racconta Giusy Iavarone – Devo ammettere che la cattedra del prof. Quadri è realmente come la descrivono: inflessibile e attenta ai particolari. Ho superato la prova con 24 e fino ad ora è stato uno dei voti più alti”. Su circa 60 candidati, poco meno della metà torna a casa a mani vuote. “Privato è uno degli esami più difficili – dice Enrico Mattera, al secondo anno – ma questa cattedra è nota per la severità. Consiglio ai miei colleghi di non provare l’esame ma di presentarsi all’appello solo se realmente preparati. Sono stato bocciato e, oltre a ripetere l’esame solo a giugno, dovrò cambiare anche i manuali, vista la rotazione delle cattedre”. Come dire oltre il danno, la beffa. “Sono stata invitata a ripresentarmi nella prossima sessione – spiega Luigia – perché imprecisa sull’argomento delle obbligazioni. Credo che la mia bocciatura sia ingiusta. A giugno cambierà il docente e questi mesi trascorsi a studiare saranno vanificati”. 
Piccole note e dettagli fanno la differenza all’esame di Diritto Internazionale, cattedra del prof. Massimo Iovane. “La disciplina non è difficile – dice Marta Lobianco – quello che preoccupa è il dover memorizzare alcune note e casi giuridici. Gli assistenti scendono nei particolari, ponendo domande proprio su casi giurisprudenziali specifici. Il mio 26 si sarebbe potuto trasformare in 28 se avessi studiato con minuziosità”. Di parere concorde Luca Lucci: “non mi aspettavo un voto basso perchè mi avevano descritto un ambiente rilassato. La cattedra, invece, è alquanto puntigliosa, contano tantissimo i dettagli e il modo in cui si discerne dell’argomento. Si preferiscono risposte secche e mirate a discorsi prolissi o prefazioni”. Delusione per Andrea che dovrà risostenere la prova: “ero sicuro di passare indenne, ma alla terza domanda sono stato invitato a ripresentarmi. Spero che a marzo possa riprovare, mi sembra assurdo dover perdere 4 mesi per un esame come Internazionale. Di questo passo si rischia di rimanere indietro”. Stessa sorte è toccata a Nunzia, studentessa al quarto anno. “Sono stata bocciata perché poco precisa – ammette – ho studiato poco più di un mese e forse la preparazione non era eccellente. Tuttavia trovo impensabile non poter ritornare a breve. A giugno si dovrà studiare una nuova edizione del manuale e sarò costretta a comprare un altro libro. In vista delle rotazioni, i docenti dovrebbero concedere qualche possibilità in più. Inoltre, con gli altri esami che incalzano, dovrebbe esserci una maggiore elasticità nel gestire le date”. Un consiglio arriva da Barbara, primo 30 della giornata: “ho studiato tutto, anche i paragrafi più piccoli, perché seguendo gli esami scorsi avevo notato continui riferimenti alle sentenze. Non bisogna tralasciare nulla, occorre studiare aiutandosi con le parole in grassetto accanto ad ogni paragrafo. E’ un ottimo modo per ripetere, sono parole chiave che in linea di massima rispecchiano i quesiti posti al momento della prova”. 
Economia Politica,
lo scritto rassicura
Qualche problema agli esami di Economia Politica del prof. Pasquale Commendatore. Tanti gli studenti in coda fra i banchi per provare lo scritto. Solo se il voto è positivo si può accedere all’orale. “Con lo scritto si ha più tempo per pensare – rivela Mirella Baiano, al quinto anno – Ci si può esercitare a casa grazie alle prove disponibili sul sito del docente. Se si dovesse essere bocciati, si può tornare a marzo. In questo modo la disciplina diviene abbordabile, anche se i voti restano sempre bassi”. “Una possibilità in più – commenta Gianmarco Caputo – che va colta al volo. Non credo che lo scritto sia più facile, ma sicuramente più rassicurante a livello psicologico. Ho sostenuto ben due volte solo l’orale senza riuscire a riportare un esito positivo. Oggi allo scritto ho riportato 22. Non sarà il massimo ma per una disciplina così ostica mi sembra più che sufficiente”. Cresce, così, il numero degli studenti che si affida alla prova scritta. “E’ una base da cui partire – dice Aurelio, studente al quarto anno – anche se non basta. Oltre ai 5 quesiti proposti, occorre essere preparati anche sugli argomenti presenti nella fase successiva. Il colloquio verte su domande diverse. Oggi è come se avessi sostenuto due volte l’esame”. Grafici e formule sono duri per chi ha una forma mentis del tutto diversa. “Sarà difficile digerire la bocciatura – commenta Paolo, studente all’ultimo anno – perché Economia è uno dei miei ultimi esami. Purtroppo sono bloccato su questa materia e non riesco ad andare avanti. Pur passando lo scritto, ho avuto difficoltà all’orale, i grafici non fanno parte del mio dna, non riesco proprio a memorizzarli né, tantomeno, a spiegarli. Credo che per la prossima sessione mi affiderò ad un insegnante privato”. 
Clima diverso agli esami di Diritto Amministrativo del prof. Ferdinando Pinto. La possibilità di ritornare dopo una bocciatura permette di affrontare la prova senza ansie ulteriori. “La materia è affascinante e il docente durante il corso ha focalizzato l’attenzione sui punti fondamentali, fornendo una chiave di lettura ben precisa del manuale – dice Nica Quagliozzi – In realtà chi ha sostenuto la prova intercorso, a dicembre, è stato sicuramente avvantaggiato”. “Una cattedra giusta – conferma Elena – Chi studia viene premiato anche con voti alti. Non c’è parte speciale e quindi l’attenzione viene rivolta al solo manuale che pressappoco è di 800 pagine, quindi fattibile in due mesi intensi di studio. Consiglio di studiare con serenità perché la materia è facile e il programma non desta grandi preoccupazioni”. Entusiasta del suo 30, Guendalina: “ho studiato tanto e con precisione, senza tralasciare nessun particolare. Le domande sono dettagliate ma non impossibili, insomma se si studia è difficile ritornare a casa delusi”. Qualche rammarico per Franco Tiano, studente al quinto anno: “sono stato invitato a ripresentarmi fra un mese. La mia preparazione non era eccellente e per non dover accettare un voto basso ho preferito ripetere la prova. Purtroppo questo mi comporterà una notevole perdita di tempo, ma non posso rischiare di non farcela a marzo. Cambierei programma e docente e in questo caso gli sforzi sarebbero stati realmente vani”. 
Susy Lubrano
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