Esami invernali: il ruolino di marcia degli studenti

Organizzazione e velocità nello studio perché gli appelli sono estremamente ravvicinati fra loro. È la parola d’ordine fra gli studenti di Economia che si raccomandano e ripromettono reciprocamente di non lasciarsi argomenti in arretrato e di ripetere sempre a casa quanto affrontato a lezione. Ecco le strategie con le quali ci si prepara ad organizzare la sessione invernale d’esami che appare complicata e troppo breve. “Non soffro d’ansia, nemmeno all’esame di maturità ero preoccupato e non sono nemmeno troppo pignolo nello studio, però ho deciso come organizzarmi per affrontare la prossima sessione. Darò prima Ragioneria ed Economia Aziendale, perché provengo da un Istituto Tecnico Commerciale e tanti concetti mi sono già familiari. Poi Matematica, perché l’ho già affrontata a scuola, anche se all’università è molto più vasta. Credo sia l’esame più difficile. Se tutto va bene, darò Diritto ad aprile”, dice Giuseppe Polizzo, matricola ad Economia Aziendale. Identica scaletta per il collega Antonio Nogarotto: “perché Diritto richiede molto tempo e concentrazione ed io mi sento più portato per le materie in cui si devono applicare delle formule alle teorie”. Antonio, dopo un anno trascorso ad Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio (“avevo dato anche due esami, Disegno e Fisica”), si è iscritto ad Economia “i ritmi in questa Facoltà sono molto più accessibili. Dall’anno scorso, ho imparato che, all’inizio, molto dipende dal docente e da come sa invogliarti, ma poi sei tu che devi saper stare nei ritmi e nel metodo. Per questo non sono troppo preoccupato per la sessione invernale”. Di avviso contrario Mario Trapanese: “Matematica è il più difficile, perciò lo sosterrò per ultimo, gli altri sono più teorici, si possono affrontare con più tranquillità”.
In prospettiva sessione invernale, gli studenti vedono di buon occhio la possibilità di svolgere dei test di valutazione della preparazione e prove intercorso. Alcuni docenti ne hanno già fatto svolgere alcune, altri le hanno programmate proprio in questi giorni. “Non so bene cosa sia il test di autovalutazione e nemmeno se varrà per essere esonerati dallo scritto”, sottolinea ancora Antonio. “La prova intercorso di Economia Aziendale è stata molto utile, consente di eliminare una parte del programma e sprona a studiare giorno per giorno, perché, se si lascia un solo argomento arretrato, sostenere l’esame diventa impossibile”, dice Federica Flagiello. 
Anche la pausa didattica di due settimane per consentire lo svolgimento degli esami è stata molto apprezzata dai ragazzi che hanno colto l’opportunità di una ripetizione o di un approfondimento a bocce ferme, senza ulteriori avanzamenti del programma. “Il primo periodo trascorso all’università è stato molto positivo – afferma Erica Iervolino, matricola ad Economia Aziendale – I corsi sono fatti bene, seguiamo solo tre volte a settimana, per cui c’è tempo per studiare, e la pausa di quindici giorni ci ha permesso di riposare un po’, recuperare le energie e stare nei tempi. È importante perché la sessione è praticamente unica e in caso di bocciatura tutto è rimandato ad aprile o, addirittura, a giugno”. “Sono perito aziendale, l’Economia mi piace molto e sono molto contenta della Facoltà, soprattutto dopo aver trascorso un anno ad Ingegneria. A febbraio dovrò dare solo Economia Aziendale e Diritto, perché nella vecchia Facoltà avevo superato Analisi che, per fortuna, mi è stata convalidata”, racconta Antonietta Fiscina. “La sospensione di due settimane è stata una benedizione, soprattutto per chi fa lunghi viaggi per raggiungere la Facoltà”, sostiene Miriam Mazziella, primo anno di Economia Aziendale, che non ha dubbi sulle priorità della sessione invernale: “affronterò prima tutti gli esami che richiedono una prova pratica e Diritto, che è solo teorico, ad aprile”.
Più stanchi appaiono, invece, i ragazzi degli anni successivi anche quando non si registrano particolari difficoltà: “la gestione complessiva della Facoltà è, rispetto a tante altre, molto buona. Abbiamo servizi informatici, belle strutture e facile accesso a tante informazioni importanti”, racconta Anna Di Finizio, secondo anno di Economia Aziendale, che non è d’accordo con la reintroduzione della sessione straordinaria di novembre: “Ovviamente si sfrutta ogni occasione, così in questo mese ho dato Microeconomia, ma aggiungendo novembre si sono contratti tutti gli altri tempi. L’anno scorso avevamo tre mesi pieni per dare esami, mentre quest’anno si è, in pratica, concentrato tutto a febbraio ed in pochi giorni a cavallo tra marzo ed aprile, in cui si accavallano esami e prove intercorso. Stiamo parlando di quattro esami in 28 giorni”. 
(Si.Pa.)
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