Fabio Angellotti, un informatico nello spazio

Ventotto anni, originario di Torre Annunziata, laurea con lode in Informatica nel 2005, quella di Fabio Angellotti è una storia di passione per la scienza, per la matematica in particolare. Passione che l’ha portato a lavorare ad alcuni dei principali progetti dell’Agenzia Spaziale Europea viaggiando tra centri di ricerca e basi spaziali. Tutto è iniziato con la tesi di laurea che ha realizzato insieme al fisico teorico Mario Nicodemi su un argomento innovativo: la Finanza Quantitativa, un settore dell’Econofisica, disciplina sempre più diffusa ed affermata, che applica alla Finanza e all’Economia l’analisi quantitativa dei dati e le conoscenze proprie della Fisica. “Una tesi bellissima con tante sfaccettature. Sembrano due campi completamente diversi, ma in realtà sempre più nel settore economico vengono richiesti Rockets Scientists, scienziati dei razzi, per affrontare problemi che gli economisti non riescono a risolvere. Per cui, anche se alla lontana, il legame con l’aerospazio c’era già”. 
A quattro giorni dalla discussione della tesi, Fabio viene chiamato per un colloquio al MARS, il Centro di ricerca sulla Microgravità di Napoli. “Per la prima volta nella mia vita ho sentito parlare di NASA, Agenzia Spaziale Europea, cose che appassionano tutti, ma che sembrano essere sempre lontanissime”. Primo lavoro al centro di controllo del Columbus, uno dei moduli della Stazione Spaziale Internazionale. Dopo dieci mesi è arrivata l’offerta di lavorare a Torino, dove adesso vive, in Thalis Alenia Space, una come consulente Altran, multinazionale operante in tutto il mondo. “Volevo mettermi alla prova e cominciare a vivere da solo. Sono molto contento della mia scelta, continuo a fare un’esperienza bellissima che mi porta a viaggiare continuamente tra Francia, Germania, Belgio, Olanda e Kouros, la base della Guyana Francese Space Port dell’ESA dalla quale sono appena rientrato”. Da questa base il 29 aprile l’Agenzia Europea lancerà due satelliti, Herschel e Plank, che verranno posizionati in un punto dello spazio ad un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, dove le influenze degli altri corpi celesti sugli strumenti sono quasi nulle, per studiare l’origine dell’universo. Fabio lavora al controllo d’assetto del sistema. In futuro ci sono due nuovi progetti per l’esplorazione di Marte e di Mercurio. 
“Lo spazio è una passione che tutti hanno, ma spesso ci poniamo dei limiti, pensando di non potercela fare. Non serve essere dei geni, ma certamente, per raggiungere questi risultati, bisogna sacrificarsi molto. Io mi sono impegnato parecchio per riuscire a terminare gli studi in tempo. Ho sempre amato molto la Matematica, la Fisica e quel mix di Scienza e Filosofia che c’è alla base di questi studi. Anche la formazione universitaria mi ha aiutato molto, perché mi ha insegnato ad affrontare situazioni sempre nuove. Ad ogni progetto, infatti, c’è qualcosa di nuovo da capire e da studiare”. Dei due satelliti che verranno lanciati prossimamente in orbita, uno è il radiotelescopio più grande mai realizzato, mentre per testare l’altro si è riusciti per la prima volta a riprodurre in laboratorio le temperature siderali prossime allo zero assoluto (-273 °C circa).
C’è ancora qualche sogno da realizzare? “Lavorare un giorno all’Agenzia Spaziale Europea”.
(Si.Pa.)
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