Federico II, al lavoro la nuova squadra di governo

Primi giorni di lavoro per la nuova squadra al timone del Federico II. Il Rettore neo-eletto, prof. Massimo Marrelli, sarà affiancato dal prof. Gaetano Manfredi, pro-Rettore, oltre che dai primi tre delegati per la didattica e la formazione, per la ricerca e per il patrimonio culturale dell’Ateneo. “I principali obiettivi di quello che sarà il nostro lavoro – spiega Manfredi, ordinario di Tecnica delle costruzioni ad Ingegneria, direttore del Dipartimento di Ingegneria strutturale, già delegato al bilancio durante il rettorato di Trombetti, nel 2006 vice-Presidente del Comitato della Regione Campania per la promozione e la valorizzazione delle Università – sono, da un lato, il consolidamento dell’equilibrio finanziario dell’Ateneo e, dall’altro, l’assunzione di maggiori responsabilità e autonomia da parte della periferia, in particolare, Facoltà e Dipartimenti”. Una maggiore indipendenza intesa anche dal punto di vista finanziario. “Sicuramente. Esiste un legame diretto tra produttività e risorse a disposizione, quindi sarà necessario applicare il metodo della valutazione”. Riguardo, invece, l’inizio dell’anno accademico e la protesta dei ricercatori, Manfredi sottolinea: “Fermo restando le forme di protesta legittime, saranno comunque tutelati i diritti degli studenti. Ad oggi, nelle Facoltà si presenta una situazione a macchia di leopardo: laddove il peso dei ricercatori è molto importante, come ad Ingegneria, si sta pensando ad uno slittamento dell’inizio delle lezioni”. Anche il prof. Roberto Di Lauro, delegato alla ricerca, si sofferma sulla valutazione. “E’ necessario trovare criteri omogenei applicabili a tutti i Dipartimenti per valutarne la produttività scientifica, con l’introduzione, poi, di un sistema di valutazione della ricerca. – spiega Di Lauro, ordinario di Genetica medica presso la Facoltà di Medicina, che ha come referenti per l’area scientifico-tecnologica il prof. Marco Napolitano e per l’area umanistica il prof. Giovanni Polara – In un momento in cui le risorse diventano sempre più limitate, è importante assegnare le stesse sulla base di giusti criteri sia politici che meritocratici”. Allo stesso modo, risulta essenziale l’identificazione di temi di ricerca principali caratterizzanti l’Ateneo. “A mio avviso, – conclude – c’è un ampio margine per stimolare ricerche, in modo, poi, da creare convergenze sulle aree più importanti”.
Delegato alla didattica è il prof. Riccardo Martina, affiancato dalle prof.sse Simonetta Bartolucci per l’area scientifico-tecnologica e Anna Aiello per le scienze della vita. “Il Federico II è una realtà complessa ed eterogenea – afferma Martina, docente di Microeconomia presso la Facoltà di Economia – di cui bisogna conoscere bene tutti gli aspetti”. Riguardo la didattica, “ci sono risultati molto differenziati tra le varie Facoltà. Ad Economia, per esempio, c’è un’estrema variabilità di percorsi di studio. Sarà, quindi, necessario disegnare un sistema”. Di certo, “la difficoltà maggiore – continua Martina – sarà trovare un sistema di incentivi che permetta al Federico II di perseguire i suoi molteplici obiettivi: garantire servizi di ottimo livello; non penalizzare le eccellenze, seppur in una platea estremamente ampia; riuscire ad organizzare e gestire risorse che, purtroppo, diventano sempre più scarse; valutare, alla luce del contesto regionale, l’inserimento del numero programmato presso alcune Facoltà; infine, assicurare un controllo maggiore sulla veridicità delle dichiarazioni ISEE per il pagamento delle tasse, fermo restando che gli studenti meritevoli e quelli bisognosi dovranno sempre essere tutelati dall’Università pubblica”. Insomma, c’è tanto da fare. “Un Ateneo con la risonanza sociale del Federico II non può nascondersi dietro risultati lusinghieri!”.  
Per la valorizzazione del patrimonio culturale dell’Ateneo e per il Centro storico il delegato del Rettore è il prof. Fabio Mangone, coadiuvato dalla prof.ssa Roberta Amirante per la pianificazione urbana e dal prof. Raffaele Landolfo per le strutture. “L’ottica di questa delega è leggermente cambiata – afferma Mangone, ordinario di Storia dell’Architettura presso la Facoltà di Architettura, studioso, nello specifico, dell’architettura storica europea e meridionale – perché più ampia”. Fino al rettorato di Trombetti, erano sempre state assegnate deleghe all’Edilizia, “ora, invece, oltre a manutenzione e assegnazione di immobili, si guarderà anche al valore storico-culturale degli edifici che fanno parte del patrimonio identitario della nostra Università”. Si partirà con la realizzazione di un inventario del patrimonio artistico, “che comprenderà anche i beni librari, presto digitalizzati, le collezioni artistiche e il nostro patrimonio botanico”. Un work in progress cominciato con il prof. Edoardo Cosenza, ex delegato all’Edilizia quando furono realizzati due volumi sul patrimonio edilizio. “I grandi spazi chiostrali sono molto importanti per la socialità studentesca. Proprio per questo, è stato già presentato al Comune di Napoli un piano di recupero delle corti nell’ambito del centro storico, in quanto un grosso complesso, come quello di via Mezzocannone, può interpretare in maniera urbana l’idea di cittadella studentesca”. Il tutto in un’ottica complessiva in cui “si incrociano le esigenze dell’Università e quelle della collettività”. E in una situazione, quale quella attuale, che prevede molti pensionamenti nel corpo docente e una rivisitazione dei Corsi di Laurea, si potrebbe pensare anche ad una razionalizzazione degli edifici. “Il Federico II non ha più bisogno di acquistare – conclude Mangone  – piuttosto bisogna utilizzare e mantenere al meglio gli spazi di cui disponiamo”.
Maddalena Esposito
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