Finestre d’esami dimezzate dopo le lezioni accelerate

Silenzio spettrale nei corridoi e nelle aule della Facoltà di Ingegneria, tranne dove si svolgono gli esami. Nelle biblioteche ed aule studio, affollate fin dalle prime ore del mattino, si ripete freneticamente. Ci si concede a stento qualche pausa perché non bisogna perdere niente del pochissimo tempo disponibile. È opinione diffusa fra i ragazzi che le tre settimane di ritardo con cui ha avuto inizio l’anno accademico si facciano sentire tutte: lezioni di corsa, parti del programma eliminate e, soprattutto, una finestra d’esami troppo breve, in cui capita che si accavallino l’ultima prova intercorso e il primo scritto. Al secondo piano dell’edificio di Piazzale Tecchio, per esempio, le matricole di Ingegneria Edile sono in attesa del loro turno. Dalle due alle cinque e mezza del pomeriggio, infatti, gli studenti, suddivisi in scaglioni in base al cognome, si alternano per sostenere l’ultima prova intercorso di Fisica, nei luoghi in cui la mattina si è svolto lo scritto della stessa materia. “Si deve decidere come regolarsi in base al risultato della prima prova intercorso. È un terno al lotto”, dicono Fiorella Marone e Viviana Vermiglio. “Il semestre non è andato bene, l’anno scorso eravamo meglio preparati”, sottolinea Tommaso Tufano che si è immatricolato per la seconda volta. Seduto accanto a lui, Francesco Testa cerca di essere ottimista: “se hanno organizzato le sessioni in questo modo, vuol dire che un ragazzo normale può farcela”. 
Antonio Acconcia e Federico Rubino, matricole ad Ingegneria Navale, sono seduti nei corridoi dei Centri Comuni di Monte Sant’Angelo dopo aver sostenuto lo scritto di Algebra Lineare e Geometria. È lunedì, i corsi sono terminati venerdì ed in una settimana sono previste tre prove scritte. “L’organizzazione è pessima, non a misura di studente. Analisi, per esempio, ha stabilito l’ultima seduta il 17 febbraio, ma le lezioni riprendono dopo un mese. C’era tutto il tempo per un altro appello”, dicono i due ragazzi. Alle aule T di Monte Sant’Angelo è in corso l’orale di Analisi II per i ragazzi di Aerospaziale, ma quando arriviamo scopriamo che la seduta è stata annullata. “La professoressa è influenzata – dice scoraggiato Roberto D’Onofrio – ma i problemi sono ben altri ed esulano dalle difficoltà di inizio anno. Siamo alle solite, ad Ingegneria il 90% delle persone va fuori corso perché i docenti non si mettono nei nostri panni, neanche per un solo istante. La sessione è stata dimezzata, ma il tempo di fissare qualche data in più ci sarebbe stato. La vita universitaria è uno stress continuo. Capisco che la fatica verrà ripagata, ma c’è un limite a tutto”. “Mi rendo conto che i professori non hanno colpe e anzi sono stati bravi, perché non abbiamo fatto le corse per completare i programmi, ma un solo mese d’esami è poco”, commenta Cristina Merolla, studentessa al secondo anno di Ingegneria Gestionale, in attesa davanti l’aula T1 di via Claudio dove si sta svolgendo la prova intercorso di Fisica Tecnica. 
Nei cortili della sede di Agnano sta per cominciare lo scritto di Algebra Lineare e Geometria per gli iscritti ad Ingegneria Aerospaziale. Ci intratteniamo a parlare con Tommaso Fiorillo e Tiziano Vaccaio. “Vengo da una scuola in cui l’organizzazione era sotto lo zero e nonostante le lezioni accelerate, mi sono trovato bene. L’unico appunto da fare è sulle aule, specie quelle da disegno, mancano le sedie e ci sono i buchi sui tavoli”, afferma Tommaso. “Alcuni non potrebbero essere dati insieme. Chi viene dal Classico come me, per esempio, ha problemi a fare alcune applicazioni di Fisica senza aver prima dato Geometria e Analisi”, è il parere di Tiziano. “Abbiamo meno tempo per sostenere gli esami, alcuni docenti hanno fatto dei tagli ai programmi, altri ci hanno costretto a correre, temo che questo avrà delle ricadute sulla formazione. L’importante è che abbiamo iniziato”, commenta Gianluca Guerra, al secondo anno di Ingegneria Informatica.
Simona Pasquale 
- Advertisement -





Articoli Correlati