Frenesia esami, tutte le date in venti giorni

Tempo d’esami alla Facoltà di Economia, dove il 4 febbraio si è ufficialmente conclusa la sessione invernale. Nei corridoi dei dipartimenti e negli aulari, gli studenti si affollano aspettando che comincino le sedute o si concludano le correzioni. Si tratta di un momento dell’anno sempre molto delicato e, soprattutto da quando è stata soppressa la sessione di novembre per gli studenti in corso, rappresenta un appuntamento importante per dare gli esami delle materie seguite nei mesi autunnali e recuperare quelle arretrate. Quest’anno, però, complice il ritardo con il quale è cominciato il primo semestre, la finestra si è ridotta a poco più di venti giorni provocando, come conseguenza, appelli estremamente ravvicinati fra loro e tante, troppe, date sovrapposte. Ecco i problemi dalla viva voce degli studenti. Fabiana Egizzo e Ilaria Di Stefano, secondo anno di Economia Aziendale, si stanno barcamenando con un difficile calendario, dopo un semestre che, sarcasticamente, non esitano a definire ‘interessante’: “Statistica e Matematica Finanziaria hanno fissato le stesse date d’esame sia a gennaio che a febbraio e si tratta di materie dello stesso anno. Come se non bastasse, per buona parte del primo semestre le lezioni di Statistica e Diritto del Lavoro si sono svolte nello stesso orario. Avremmo dovuto essere in due posti nello stesso momento”. “Se fossimo tutti studenti modello, con gli esami perfettamente in regola, l’organizzazione andrebbe anche bene. Noi saremmo bravissimi e ce la faremmo in ogni caso a dare esami a ripetizione – ironizza Giorgia Masullo, terzo anno di Economia Aziendale – Ma se si ha anche un solo esame arretrato è la fine. Quest’anno è anche peggio. Il tempo degli esami, che è sempre stato organizzato male, si è ulteriormente ristretto”. Maria Grazia Alberico e Valentina Anastasi sono matricole ad Economia Aziendale: “nonostante le corse per finire i programmi, le lezioni si sono concluse tardi e abbiamo avuto pochissimi giorni per studiare. Per restare nei tempi, il professore di Economia Aziendale ha pure eliminato molti argomenti dal programma”. Anche chi non ha avuto problemi durante i corsi, lamenta un calendario d’esami eccessivamente ristretto. “Non abbiamo fatto corse particolari per recuperare i ritardi, le lezioni sono finite come gli altri anni. L’unico inconveniente è il calendario d’esami. Economia Politica, per esempio, ha fissato due date troppo ravvicinate: 27 gennaio e 2 febbraio. Per fortuna la docente di Storia Contemporanea ha fissato un appello a fine febbraio, riservato ai corsisti. Così c’è un po’ di tempo”, racconta Luciano Cardone, terzo anno di Scienze del Turismo.
È primo pomeriggio, ci fermiamo nei pressi dell’aula A4 nella quale sta per cominciare l’esame di Statistica con la prof.ssa Roberta Siciliano per gli studenti del secondo anno di Economia Aziendale. “Il problema fondamentale è che quest’anno la sessione di aprile è stata anticipata a marzo, per il resto, anche se le date sono vicinissime fra loro, ci provo”, dice Cristiana Errico. Ripassiamo per vedere com’è andata e scopriamo che, alle cinque e mezza del pomeriggio, la seduta non è ancora finita. “Dal momento che siamo pochi, la professoressa ha deciso di farci sostenere subito anche l’orale”, riferiscono alcune studentesse. Rosa e Chiara, terzo anno di Economia Aziendale, sono decisamente arrabbiate con i professori: “non li trovi mai nemmeno al ricevimento. Non è possibile che sul sito della Facoltà e su ESIS siano indicati dei giorni d’esame e sulle porte degli studi ce ne siano altri. Chi abita lontano non può prendere un treno o un traghetto, solo perchè loro non aggiornano la bacheca web. Dovrebbero decidere se vogliono fare gli insegnanti o i liberi professionisti”. Il colmo – dicono – l’ha raggiunto il professore di Strategia e Marketing: “per ben due volte ha perso i compiti”. Ma, ammettono le ragazze, ci sono eccezioni: “il prof. Martina è il migliore. L’esame è pesante. Però durante le correzioni i compiti sono controllati da tre persone. Non potrà mai verificarsi un errore di valutazione”. A detta degli studenti più ‘anziani’, la situazione, nel corso del tempo, è peggiorata. Giampiero Focone, iscritto al vecchio Corso di Laurea in Diritto dell’Economia, è in attesa che inizi la seduta d’esame di Diritto Internazionale e racconta: “negli anni scorsi gli esami erano distribuiti su due mesi, con date abbastanza distanti fra loro. Era possibile, quindi, sostenere più d’una prova in una sessione. Adesso, invece, la finestra si è ridotta e gli esami si susseguono in pochissimi giorni. Inoltre, quando mi sono iscritto, c’erano anche più appelli. Dall’anno prossimo dovremo dire definitivamente addio anche a quello di novembre. Evidentemente vogliono tenerci qui a lungo”. “E le tasse aumentano sempre di più”, sottolinea Francesco Fontana, iscritto ad Economia Aziendale. Anche Luigi Giordano, studente lavoratore della Specialistica in Economia e Commercio che all’università si reca solo per sostenere gli esami, registra delle differenze rispetto al 2002, quando si è iscritto: “da corsista non ho mai avuto problemi particolari. All’inizio c’erano solo tre sessioni, in seguito sono diventate cinque e c’era tempo. Negli ultimi anni, invece, ho notato difficoltà di prenotazione e confusione in aula. Sono cambiati anche gli studenti: nove anni fa c’erano persone da tutta Italia, oggi, invece, trovi il peggio delle nostre parti”. Alessia Viani e Antonietta Di Sarno sono studentesse magistrali di Economia Aziendale, curriculum in Public Management che “fra un po’ sparirà ed è un peccato, perché non è una minestra riscaldata della Triennale ma un percorso stimolante, soprattutto alla luce della riforma Brunetta che prevede maggiori competenze aziendali nel settore pubblico”, dicono con dispiacere. Le due ragazze non hanno riscontrato particolari difficoltà in questa sessione: “abbiamo molti esami a scelta con la possibilità di organizzare il percorso che vogliamo. Anche i professori sono più disponibili”. Raccontano anche di un’interessante esperienza vissuta in autunno: hanno seguito il pre-Master sui trasporti: “è stato interessante ma i contenuti erano un po’ eterogenei e organizzati a compartimenti stagni. Lo abbiamo frequentato perché in Italia, nel settore della logistica, mancano 30mila operatori. Adesso aspettiamo lo stage. Questa Magistrale ci ha aperto nuovi orizzonti, ma sono ancora tutti da sperimentare”. 
Simona Pasquale 
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