Fuoricorso, la carica dei 5000

L’esercito dei fuoricorso a Lettere tocca punte record: sono oltre cinquemila gli studenti non in regola con gli esami. “La situazione è drammatica. Ai numeri già di per sé alti del vecchio ordinamento si aggiungono gli iscritti del nuovo”, afferma Giancarlo Marino, iscritto al terzo anno di Lettere Moderne, rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà. “Purtroppo la rimodulazione dei crediti è stata bloccata e rinviata all’anno accademico 2007–2008, perché si era in attesa dei decreti attuativi della riforma Moratti”. Intanto si pensa ad una soluzione tampone: “chiediamo di aumentare il numero degli appelli di esame”. Luca Addonizio, iscritto al terzo anno di Storia, rappresentante in Consiglio di Facoltà: “siamo impegnati a svolgere una valutazione attenta del fenomeno. La questione ha una maggiore incidenza nei corsi di vecchia attivazione, mentre a Storia o a Beni Culturali, gli ultimi nati, è meno sentita. Se ne parlerà in seno alla Commissione Paritetica della didattica, in cui noi studenti abbiamo il nostro peso. In sostanza cercheremo di avere qualche sessione di esame in più, così come è già avvenuto ad Ingegneria”. Francesca Imbaldi, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Ateneo, iscritta al terzo anno della laurea triennale in Filosofia, prossima alla laurea: “in Facoltà regna un caos generale dovuto a motivi burocratici, scaturiti con l’avvio della riforma. Non c’è stato quel periodo necessario di assestamento o, forse, di un miglior rodaggio. E’ mancata un’organizzazione preventiva. I fuoricorso sono nettamente aumentati”. Le ragioni sono tante. Una, per esempio, chiarisce Francesca, riguarda il cambiamento nei piani di studio. “C’è stata una sovrapposizione di corsi che sono stati poi spenti nel tempo. Così non si è data la possibilità di seguire nuovamente il corso a chi ne avesse bisogno. Tanto per dirne una, l’immatricolato del 2002–2003 ha un piano di studio diverso da quello immatricolato l’anno successivo. Mi pare, però, che ci sia la volontà del Preside e dei docenti a voler correre ai ripari”. Chiarezza e, soprattutto, tanta informazione: è quello che chiede Francesca. “Oggi è possibile utilizzare internet per varie applicazioni. Ad esempio per la prenotazione degli esami. O per richiedere la tesi attraverso la compilazione di un modulo inviato per via informatica. Senza questa procedura la tesi non viene assegnata. Ma quanti lo sanno o lo hanno saputo in tempo?, si chiede.    
Sempre a proposito di tesi -sia quella triennale che quella specialistica-, Marino segnala uno stato di profondo disagio. “Capita che si vengano a creare molte autonomie all’interno dei singoli Corsi di Laurea che attuano scelte differenti. Invece sarebbe opportuno valutare dei criteri analoghi per ogni corso di studio. La stessa Facoltà potrebbe dare delle direttive”. 
Elviro Di Meo 
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