Genetica, una disciplina affascinante e impegnativa

È uno degli esami più impegnativi dei percorsi triennali di ambito biologico e naturalistico. Genetica spaventa e preoccupa gli studenti, ma al tempo stesso li conquista e li affascina. Serve una forma mentis particolare, spiegano i ragazzi, per imparare ad astrarre i concetti dagli schemi generali e trasporli in qualcosa di vivo e affrontare una materia che richiede doti tanto mnemoniche, quanto applicative. Si scoprono sempre nuove cose ed il corso dell’anno prossimo potrebbe essere diverso, sottolineano con entusiasmo gli studenti. “È affascinante osservare come tutto quello che costituisce una persona si generi dal semplice incrocio di due rami. È impegnativa perché ha un programma molto vasto, ma basta capirne i meccanismi per procedere velocemente. In altre materie ci sono molte più cose da ricordare”, sostiene Vincenza Aliberti, studentessa al terzo anno di Biologia Generale e Applicata. “Ci sono moltissimi fattori da capire a livello molecolare ma che non si osservano su un organismo modello. Nonostante il laboratorio, quindi, non si riesce ad entrare nel meccanismo dei fenomeni acquisiti, perchè si osservano, per lo più, organismi mutanti – spiega Roberta Saccone, studentessa specialistica in Biologia Molecolare e Cellulare – Un aiuto viene dall’integrazione con la Biologia Molecolare che fornisce una più vasta competenza. Occorrerebbero più laboratori. Se il docente è bravo e si ha la pazienza di sbobinare le lezioni, però, è tutto più semplice”. Marco Leone e Antonino Gargiulo, terzo anno di Biologia delle Produzioni Marine, spiegano la forte correlazione fra la Genetica e altre materie: “ci sono tanti concetti da integrare con l’aiuto della Statistica e della Chimica, ad esempio, il Mendelismo o il Crossing Over. A noi la disciplina è piaciuta molto, soprattutto gli argomenti legati all’associazionismo e alla dominanza dei caratteri negli organismi animali e nei microrganismi”. Giovanna Catapano, terzo anno di Scienze Biologiche, racconta la difficoltà di svolgere gli esercizi: “non è semplice individuare gli alberi genealogici e l’ereditarietà dei caratteri. Il laboratorio, però, è molto utile per capire e vedere questi fenomeni. I risultati finali sono interessanti per comprendere, ad esempio, la trasmissione genetica di malattie come il cancro”. 
A suscitare reazioni contrastanti, le modalità d’esame che almeno a Scienze Biologiche sono peculiari. In pratica, scritto e orale si tengono in contemporanea. Si svolgono gli esercizi e se ne discute al momento, rispondendo alle domande. “I professori ti possono far cadere anche dopo aver parlato per più di un’ora. Io l’ho sostenuto quattro volte. Basta dimenticare un particolare per essere bocciati. Però è una bella materia, spiega come siamo fatti e perché abbiamo certe malattie”, ricorda Valentina. “A me la materia è piaciuta proprio tanto, nonostante la modalità d’esame che ti mette addosso tantissima ansia, come se dovessi andare al patibolo – dice senza mezzi termini Andrea Vitale, anch’egli studente a Scienze Biologiche – Certamente non mi è piaciuta Anatomia, in quel caso devi imparare tutto a memoria”. Genetica è l’unica materia che ha appassionato Gennaro Ciccarelli e Michele Catania, iscritti a Scienze Biologiche. “È la più logica di tutte le discipline studiate e ti dà informazioni che puoi riscontrare nella vita reale. Sono daltonico e sono riuscito a risalire alle cause della mia malattia”, afferma Michele. Per Gennaro “colpisce l’approccio. È una materia sempre in evoluzione. Perfino all’esame, ragionando su una domanda, sono arrivato alle conclusioni di una scoperta recente che non avevamo ancora studiato. L’unica cosa antipatica è ricordare i dettagli e i nomi di tutti gli esperimenti”. 
Simona Pasquale
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