Giovani, belli e sani con i cosmetici ma occhio al marchio e all’etichetta per la sicurezza

Il cosmetico non conosce crisi e chiede a gran voce professionisti in grado di rispondere presente alle tante esigenze del settore. Preparare creme e lozioni è solo una delle prospettive di impiego. Marketing, qualità, normativa sono le altre voci calde in tema di selezione del personale. La formazione al Dipartimento di Farmacia guarda alla cosmesi da tutte le angolature attraverso due insegnamenti e un percorso post laurea. Lasciare un mondo migliore, la sfida lanciata a chi si occupa di ricerca. A parlarne è la professoressa Antonia Sacchi, che a Farmacia, CTF e Controllo di qualità insegna Tecnica e normativa dei cosmetici.
Cosmetica: solo vanità o c’è dell’altro?
“Sicuramente rimane forte la connotazione del ‘bell’essere’ inteso come bell’apparire. Però aiuta molto a mantenersi bene e ad avere cura del proprio corpo. La cosmesi serve per mantenersi giovani, belli, ma anche sani”.
Quali sono oggi i prodotti sui quali sono puntati i riflettori?
“Sono molto studiati i cosmetici funzionali, che vantano un’efficacia specifica. Parliamo di prodotti che servono per la protezione solare, gli anti-aging, come quelli per schiarire le macchie e rendere la pelle più compatta, gli anti-cellulite e altri”.
A cosa bisogna fare attenzione quando si sceglie un cosmetico?
“Al marchio. L’azienda produttrice è tenuta a fornire una scheda di valutazione della sicurezza e dell’efficacia del prodotto contenuta nel PIF (Product Information File). Non è disponibile per il consumatore, però, poiché l’Europa è molto severa, se l’azienda è seria, prima di inserire il prodotto sul mercato, produce tutta la documentazione necessaria. È importante anche la lettura dell’etichetta per conoscere la presenza di eventuali sostanze alle quali si è allergici e la durabilità del prodotto a confezione chiusa o aperta”. 
Esame di Tecnica e normativa dei cosmetici. Quali sono gli argomenti chiave trattati a lezione?
“Il Dipartimento propone due insegnamenti (entrambi da 6 crediti) che coprono tutto il discorso sulla cosmesi. C’è Analisi e chimica dei prodotti cosmetici (corso tenuto dalla prof.ssa Sonia Laneri) che esamina il cosmetico nella sua struttura chimica e nell’approccio analitico. Il mio esame, invece, prepara alla formulazione del prodotto cosmetico, all’allestimento del confezionamento e a tutte le norme. Il Dipartimento, inoltre, ha attivato da tempo un percorso post laurea, il Master di Scienza e tecnologia cosmetiche, di due anni, accessibile ai laureati magistrali. Quest’anno è iniziato l’undicesimo ciclo”.
I due esami citati sono rivolti agli studenti delle Magistrali a ciclo unico e delle Triennali. C’è un diverso approccio alla materia in base al Corso di Laurea di provenienza?
“No. I ragazzi hanno accesso allo stesso tipo di insegnamento. Sono aiutati alla comprensione della materia attraverso diverse esercitazioni in laboratorio che consistono nella preparazione di formule cosmetiche. Realizziamo shampoo, bagnoschiuma, creme di vario tipo, gel e altri prodotti”. 
Cosa significa oggi specializzarsi in questo settore?
“Le prospettive sono moltissime. Il cosmetico è un articolo che ha risentito poco della crisi. Il comparto ha un volume di affari immenso, quindi ha la necessità di trovare delle persone formate professionalmente”. 
Le zone d’Italia dove il settore è più forte?
“Il nord e soprattutto la Lombardia, dove le aziende produttrici di cosmetici sono tra le prime al mondo”.
Quali ruoli professionali si possono ricoprire?
“All’inizio del corso l’ambizione principale degli studenti è diventare formulatori, quindi preparare il cosmetico. In questo variegato mondo, però, esiste anche il marketing, il controllo qualità, la valutazione della sicurezza, il regolatorio e tanto altro. Aspetti che i ragazzi scoprono durante i corsi e che li affascinano”. 
Le sfide del settore?
“La sostenibilità è una scommessa enorme. La ricerca di confezionamenti ecosostenibili e la riduzione del consumo delle acque sia di produzione sia di allestimento sono le sfide principali”.
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