Giurisprudenza, il primo giorno di lezione

“Da che scuola provieni?”. “Io ho fatto il Classico!”. “Sbaglio o tu eri iscritta all’Umberto?”. Frasi raccolte tra le matricole. Sono le 7.30 del 26 settembre. Tra un po’ inizieranno ufficialmente le lezioni – l’approccio è con Diritto Costituzionale, Istituzioni di Diritto Romano e Filosofia del diritto- del primo anno del Corso di Laurea in Scienze Giuridiche. Ore 8.30, la folla è discreta. Ed i parcheggiatori abusivi fanno affari d’oro (1 euro a scooter).
Finalmente i cancelli di Porta di Massa vengono aperti e gli studenti intraprendono una corsa verso le bacheche. Molti “assalgono” lo sportello Elsa, l’associazione europea degli studenti di Giurisprudenza, che ha offerto un servizio di orientamento alle matricole. Dal bagno alla cattedra d’appartenenza all’aula: “le nuove matricole sono totalmente spaesate”, afferma il nuovo presidente di Elsa, Andrea Alberigo.
A creare il caos è, ovviamente, l’inevitabile divisione dell’elevato flusso di matricole in cinque cattedre (sulla base dell’iniziale del cognome). La domanda ricorrente: “Dove devo andare?”. Gli studenti afferenti alla prima, seconda e quarta cattedra, appartenenti al primo Corso di Laurea, si dirigono poi in via Porta di Massa, mentre quelli terza e quinta cattedra, appartenenti al secondo Corso di Laurea, seguono in via Nuova Marina.
Occupati tutti i posti, chi arriva tardi si accalca in piedi ai lati delle aule.
8:45. Ai professori di Diritto Costituzionale è affidato il fischio di inizio. Il prof. Vincenzo Cocozza (quarta cattedra), dopo l’augurio di una buona scelta, l’introduzione agli strumenti del corso ed i testi di riferimento, parte subito con una prima illustrazione del Diritto Costituzionale. Intanto gli studenti iniziano ad adagiarsi a terra e ad accontentarsi di sentire solo la voce dal vivo. Ciononostante c’è silenzio. Gli studenti della seconda cattedra hanno potuto usufruire anche di un’altra aula con un collegamento in video proiezione. Anche senza presenza fisica del docente, si nota molta attenzione e concentrazione; tanti studenti prendono appunti. L’alto livello di impegno denota una diffusa consapevolezza di doversi confrontare con un nuovo tipo di linguaggio, più tecnico e quindi più difficile.
Ma tutti questi studenti sono realmente convinti della scelta che hanno fatto? A dire la verità molti non sono ancora iscritti, come Marco: “sono venuto per rendermi conto, ho le idee un po’ confuse”. Altri invece hanno scelto Giurisprudenza per esclusione. “Non sapevo cos’altro fare!” dicono Stefania e Marta. Giuseppe, invece, avrebbe voluto iscriversi ad Informatica ma “c’è troppa matematica e così, visto che ho studiato un po’ di diritto alle superiori, ho scelto Giurisprudenza”. Luca è convinto che questa facoltà offra il maggior numero di sbocchi lavorativi. Mentre Tiziana dichiara di avere una vera passione per il diritto. “Voglio diventare notaio”, afferma molto sicura Giada. Un velo di mistero sulla questione “crediti”. Cosa sono? Molti li ritengono una “specie di punti” che permettono di passare al secondo anno, ma nessuno sa che ogni credito equivale a 25 ore di studio.
Tra un’ora e l’altra le matricole corrono al bar. Più affollato del solito. Molti studenti più “anziani” non perdono l’occasione di conoscere qualche giovane studentessa appena arrivata, con la scusa di offrire qualche consiglio utile. Qui se ne sentono di tutti i colori. Questa è la sede delle famose “leggende universitarie” o “voci ‘e popolo”, che tanto spaventano gli studenti.
Dopo le prime due ore di Diritto Costituzionale, le lezioni proseguono per altre quattro ore con Istituzioni di Diritto Romano e Filosofia del Diritto.
Ore 14:00. La prima giornata di corsi si è conclusa. Gli studenti sono visibilmente stanchi. “Sei ore di lezioni mi hanno stancato ma perchè devo ancora irrobustirmi”, dice Luca.
Si irrobustirà sicuramente…
Mimmo De Maio
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