Gli studenti: sfatare il luogo comune che il Corso sia un ripiego per chi non sceglie Giurisprudenza

Molte virtù e poche pecche caratterizzano il Dipartimento di Scienze Politiche, almeno stando alle parole degli studenti. Un punto della situazione lo fa Raffaela Rivetti, rappresentante degli studenti al secondo anno di Scienze Politiche: “funziona tutto in maniera regolare: il WIFI, gli orari dei corsi, anche il sito di Dipartimento è continuamente aggiornato; resta solo da sbloccare la questione dei fondi per le attività studentesche, problema però che riguarda l’intero Ateneo”. Raffaela elargisce anche preziosi consigli per i neo iscritti: “non guardate alla complessità dei curriculum o dei singoli esami ma alle possibilità lavorative che un percorso può offrire. Non fermatevi alla Laurea Triennale, perché non è sufficiente per ambire a qualcosa di importante, e seguite tutto ciò che l’università mette a vostra disposizione”. Tutti gli esami per la studentessa “sono importanti e difficili a loro modo”. E poi sottolinea: “sono state apportate delle modifiche nei piani di studio che non condivido pienamente, come il fatto che esami come Diritto Amministrativo e Diritto Tributario non siano più obbligatori ma facoltativi”. Il lavoro dei rappresentanti del Dipartimento ha raggiunto risultati significativi anche per la delicata questione dei tirocini: “dal prossimo anno saranno disponibili per gli studenti degli stage presso la Provincia di Caserta”. Raffaela anticipa: “abbiamo organizzato l’inaugurazione del prossimo anno didattico”. Previste ad ottobre due settimane di dibattiti e convegni. 
Statistica, esame scoglio
“I docenti ci seguono e sono sempre a nostra disposizione durante i ricevimenti. Essendo in pochi, le lezioni non sono dispersive e riusciamo a seguire bene”, afferma Martina Mele, fuoricorso in Scienze Politiche, che ha però anche qualche piccola lamentela da fare: “non ci sono opportunità di stage e tirocini nel nostro piano di studi, e spesso capita che le date d’esame si accavallino”. Andrea Provetta, anch’egli fuoricorso in Scienze Politiche, lamenta uno scarso investimento nello studio delle lingue straniere e nelle attività extradidattiche, che si limitano alle proposte dei rappresentanti, come ad esempio visite presso l’UE a Bruxelles. In merito agli esami, specifica: “Statistica è un esame scoglio, l’ho ripetuto più volte. Oltre che uno studio approfondito, per superare un esame di questo tipo è fondamentale seguire”. Anche Umberto Covito, rappresentante degli studenti di Scienze Politiche iscritto al curriculum Internazionale e Istituzionale, consiglia di seguire con costanza: “è importante cercare il confronto con i docenti nel caso di argomenti particolarmente complicati, non bisogna affidarsi agli appunti di altri”. Una scelta di questo tipo, precisa, non richiede conoscenze particolari ma è sufficiente una buona cultura di base che tocchi tutti i settori. Guglielmo Ferrazzano, rappresentante degli studenti ed iscritto al terzo anno del profilo Internazionale e Istituzionale, avverte: “il percorso di studi prevede materie diverse già dai primi mesi”. Consiglia di non farsi “spaventare dalle leggende su esami impossibili come Diritto privato”. “È un luogo comune che Scienze Politiche sia un ripiego per chi non sceglie Giurisprudenza. Questa è, invece, la scelta naturale per chi abbia una buona ars oratoria e una passione per le discipline classico-giuridiche, si tratta di due percorsi di studio diversi”, specifica Pasquale D’Angelo, fuoricorso in Scienze Politiche.
Turismo, poco
conosciuto
Non è molto diversa la situazione a Scienze del Turismo. “Il nostro Corso di Laurea è poco conosciuto perché parte di un Dipartimento in cui, come dice il nome, a farla da padrone sono le scienze politiche. Lo testimonia il fatto che non abbiamo nemmeno una Magistrale di riferimento”, afferma Sabrina Piccolo, rappresentante degli studenti al terzo anno, che tuttavia aggiunge: “grazie ad alcune iniziative, come la laurea congiunta con l’università russa di Pyatigorsk e la presentazione fatta proprio da me presso la sede di Confindustria di Aversa, i numeri stanno leggermente crescendo”. Cosa debbono comunque aspettarsi i nuovi iscritti da questo percorso di studi? “Questo Corso di Laurea non forma guide turistiche o esperti d’arte, ma è più adatto a chi voglia intraprendere un’attività di tour operator. Le discipline sono in maggioranza economiche e giuridiche, quelle storiche e artistiche sono di numero nettamente inferiore”. Eppure sta proprio in questa varietà di discipline la ricchezza di Scienze del Turismo, che offre anche la possibilità di effettuare visite e sopralluoghi: “Sono esperienze promosse per metterci nei panni dei turisti e capire cosa possiamo fare per accontentare le loro richieste, senza contare che queste visite hanno il proprio valore anche in sede di esame”. Ester Aprea, secondo anno, consiglia: “bisogna evitare di uscire fuori corso, studiare passo passo. C’è troppa teoria e poca pratica”. Tra gli esami, qualche problema con Diritto Pubblico: “l’ho ripetuto due volte perché il professore è molto esigente”.
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